image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

Fascistelli condannati a Bari e Schmidheiny salvato a Torino: lo Stato bullo con i nostalgici e servo smemorato con il re dell’eternit (amico del Mossad e Epstein)

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

13 febbraio 2026

Fascistelli condannati a Bari e Schmidheiny salvato a Torino: lo Stato bullo con i nostalgici e servo smemorato con il re dell’eternit (amico del Mossad e Epstein)
A Bari dodici militanti sono stati condannati per "riorganizzazione del partito fascista" per una rissa del 2018 e lo Stato (dandogli pure importanza) ha riscoperto il pugno di ferro. Contemporaneamente, a Torino, se lo “dimenticava”. La Cassazione, infatti, ha annullato la condanna a Stephan Schmidheiny — il magnate dell’amianto in odore di liste Epstein e legami col Mossad — perché la sentenza non era tradotta in tedesco. Benvenuti nell'era della “febbre da cavillo” e dell’errore di Stato che suona di reverenziale cortesia diplomatica

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Se volete capire perché l’Italia sia un esperimento fallito di democrazia giudiziaria a precindere da come andrà il Referendum sulla Giustizia, guardate quello che è successo ieri a Bari e Torino. È lì che si è consumato, nel giro di ventiquattro ore, il paradosso definitivo: lo Stato che resuscita i fantasmi per sentirsi forte e lo Stato che balbetta davanti al potere vero perché non sa (o non vuole) tradurre un faldone. Parliamo di Referendum, ci dividiamo tra “brave persone” che voterebbero in un modo e “mascalzoni patentati” che, invece, voterebbero in un altro, riduciamo tutto al miserabile partitismo e, nel frattempo, succede l’assurdo esattamente lì dove campeggia la scritta “la legge è uguale per tutti”. Ma andiamo per ordine. A Bari è andata in scena l'esibizione muscolare della democrazia che colpisce il folklore (sicuramente deprecabile, ma folklore): dodici condanne (max 2 anni e 6 mesi) per la violazione della Legge Scelba, con l'accusa pesantissima di "riorganizzazione del disciolto partito fascista".

20260213 105504187 8633
L'aula d'udienza dopo le condanne (max 2 anni e sei mesi) a Bari

I fatti ci portano al 21 settembre 2018: una rissa di piazza nel quartiere Libertà, scoppiata durante una manifestazione contro l'allora Ministro dell'Interno (che da qualche mese era, tra l’altro, Matteo Salvini). Dopo otto anni di indagini estenuanti, analisi fotogramma per fotogramma dei video di sorveglianza e ricostruzioni millimetriche dei tafferugli, lo Stato ha stabilito che quei colpi di cinghia e quegli slogan fossero il segnale di un pericolo imminente per la tenuta della Repubblica. Dodici persone, una sede di provincia e un armamentario ideologico fatto di cameratismo e croci celtiche sono stati elevati a minaccia per il Paese. Sì, dodici semidisagiati fuori dal tempo. Lo Stato ha investito risorse, tempo e carriere per dimostrare che è capace di riconoscere il "male" quando ha la faccia di un manipolo di nostalgici. Una vittoria facile, morale, ideologica, che non disturba nessuno. Ma che garantisce il plauso del salotto buono della politica.

Solo che, mentre a Bari si processava l'ombra (cortissima e ormai anacronistica oltre che pittoresca) del Ventennio, a Torino lo Stato s’è fatto sprovveduto, balbettante e sibillinamente distratto dimenticando di tradurre un faldone per un condannato troppo grande. Ma grande veramente. La Corte di Cassazione, infatti, ha annullato con rinvio la condanna nel processo "Eternit Bis" a carico dell'imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny. Qui non si parla di cinghie e braccia tese, ma di mesotelioma pleurico. Non si parla di risse, ma di 392 morti accertati solo a Casale Monferrato. Schmidheiny, condannato in appello a 12 anni per omicidio colposo plurimo, ha visto la sua sentenza ridotta in coriandoli di carnevale per un vizio da cartoni animati: la mancata traduzione della sentenza nella sua lingua madre, il tedesco.

 

20260213 105551267 1984
Il re dell'amianto, Stephan Schmidheiny

"Errore del cancelliere", direbbero i faciloni. Per capire perché la macchina della Giustizia si sia inceppata su una notifica, però, bisogna guardare chi è Stephan Schmidheiny. Un industriale qualunque? No, uno di quelli che tiene insieme la finanza globale e i servizi segreti. Il suo nome non compare solo nei registri della Camera di Commercio svizzera, ma è finito collegato per via di un socio d'affari e strettissimo collaboratore nei tristemente noti flight logs di Jeffrey Epstein, l'uomo che gestiva i segreti della "Lolita Express". Schmidheiny abita quei salotti dove si decidono le sorti del mondo e dove le protezioni non scadono mai. L’Italiano lo sa benissimo, ma gli è convenuto fare finta di no. Ancora più inquietante è il legame, documentato anche da Report come racconta LaStampa, tra gli interessi del magnate dell'amianto e il Mossad. In diverse occasioni, le reti d’intelligence israeliane sono state sospettate di aver garantito coperture e "sicurezza" operativa alle attività del magnate, fungendo da scudo contro le pretese risarcitorie internazionali.

Insomma, non dodici fascistelli con cui fare i paladini dell’ontologia e del rigore leguleio. Ecco perché si fa fatica – ma davvero tanta fatica –a ritenere la mancata traduzione a Torino una svista: signori, è il comodo errore del debole. È il tappeto rosso steso davanti a un uomo che non può essere condannato, perché condannare lui significherebbe scoperchiare il sistema di vasi comunicanti tra profitto, spionaggio e zone d'ombra globali. Quindi sì, mentre stiamo come i capponi di Renzo a scannarci su un “sì” o un “no” ugualmente inutili rispetto a una Giustizia che giusta non potrà comunque essere, c’è da accettare un dato di fatto: siamo un Paese che fa il bullo con i poveracci (di pensiero) e il maggiordomo con i giganti. A Bari abbiamo celebrato il funerale di dodici tizi che giocano a fare i fascisti per non ammettere che la sovranità nazionale è un ricordo sbiadito. A Torino abbiamo officiato la messa di requiem per la dignità dello Stato, permettendo a un uomo chiacchierato di Mossad e liste Epstein di farsi beffe delle famiglie di Casale Monferrato perché non avevamo un interprete a portata di mano. A Bari si è riprocessato il passato (dandogli coì anche importanza) per non guardare in faccia il presente e a Torino si è tradito un presente di giustizia vera per paura del futuro che un potente può condizionare. Risultato: dodici fascistelli piangono (ammesso che se ne rendano conto) sentendosi perseguitati, Stephan Schmidheiny ride sapendosi impunito e le famiglie di quasi quattrocento morti s’attaccano al ca*zo.

20260213 105633394 9486
Le famiglie delle vittime dell'amianto a Casale Monferrato

More

Zoe Trinchero, Chiara Poggi e Rigopiano (bis): siamo un Paese che si accanisce sui dettagli delle perizie perché ha smesso di credere nella sostanza delle sentenze (e della Giustizia)

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

CRONACA

Delitto di Garlasco: il professor De Stefano indagato e sentito a SIT? Non è vero: lo dice un comunicato (ma forse è falso anche quello)

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Omicidio Poggi

Delitto di Garlasco: il professor De Stefano indagato e sentito a SIT? Non è vero: lo dice un comunicato (ma forse è falso anche quello)

Caro Nicola Gratteri, hai appena dimostrato perché votare Sì al Referendum insieme agli “indagati e gli imputati” (che in Italia, un Procuratore dovrebbe saperlo, sono innocenti fino a prova contraria)

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Opinione

Caro Nicola Gratteri, hai appena dimostrato perché votare Sì al Referendum insieme agli “indagati e gli imputati” (che in Italia, un Procuratore dovrebbe saperlo, sono innocenti fino a prova contraria)

Tag

  • Cronaca
  • Bari
  • Torino
  • cronaca giudiziaria
  • CasaPound

Top Stories

  • Delitto di Garlasco: “paura di scoprire che a uccidere Chiara sia stato un familiare”. Lo diceva Rita Preda in una intercettazione, ma ora i Poggi pensano solo a Stasi (con una nuova perizia)

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: “paura di scoprire che a uccidere Chiara sia stato un familiare”. Lo diceva Rita Preda in una intercettazione, ma ora i Poggi pensano solo a Stasi (con una nuova perizia)
  • Delitto di Garlasco: “a uccidere Chiara è stato Marco…”. Rita Preda, intercettata, racconta di un biglietto al cimitero. Ma è altro a far pensare…

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: “a uccidere Chiara è stato Marco…”. Rita Preda, intercettata, racconta di un biglietto al cimitero. Ma è altro a far pensare…
  • Delitto di Garlasco: lo scontrino-alibi di Andrea Sempio è falso? La bomba di Bugalalla e Giallo: "il pompiere ha raccontato” (e Lovati aveva ragione)

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: lo scontrino-alibi di Andrea Sempio è falso? La bomba di Bugalalla e Giallo: "il pompiere ha raccontato” (e Lovati aveva ragione)
  • Milano-Cortina 2026 è Vale Rossi-Ghali. E chi si lamenta per la musica classica rappresentata da Bocelli, Zanon e Bartoli non ha capito una cosa fondamentale

    di Tiziana Tentoni

    Milano-Cortina 2026 è Vale Rossi-Ghali. E chi si lamenta per la musica classica rappresentata da Bocelli, Zanon e Bartoli non ha capito una cosa fondamentale
  • Andrea Pucci via da Mediaset per 'colpa' di Fabrizio Corona? L'indiscrezione: "C'è chi è stato fatto fuori per molto meno di così"

    di Grazia Sambruna

    Andrea Pucci via da Mediaset per 'colpa' di Fabrizio Corona? L'indiscrezione: "C'è chi è stato fatto fuori per molto meno di così"
  • Cosa sta succedendo nella testa di Fabrizio Corona. Siamo stati a casa sua: “Sto preparando una mossa che sorprenderà tutti”. Le sue prime parole dopo il silenzio

    Cosa sta succedendo nella testa di Fabrizio Corona. Siamo stati a casa sua: “Sto preparando una mossa che sorprenderà tutti”. Le sue prime parole dopo il silenzio

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

L’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci senza palle censurato alle Olimpiadi è la metafora dell’Occidente oggi

di Riccardo Canaletti

L’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci senza palle censurato alle Olimpiadi è la metafora dell’Occidente oggi
Next Next

L’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci senza palle censurato...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy