Rimane solo da buttarla a ridere anche se c’è di mezzo una ragazza morta ammazzata e una gran quantità di dinamiche strane da chiarire. Perché ieri, nel mare di confusione che si fa intorno alle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi, s’è scritta probabilmente la pagina più grottesca da quando tutto ha avuto inizio. Qua, però, c’è da fare la cronaca e avere la pazienza di circostanziare un po’ la follia di un pomeriggio. In principio, per noi come probabilmente per molti colleghi che seguono il caso Garlasco, è stata la soffiata: “occhio, il consulente professor De Stefano è indagato a Brescia nell’ambito di Clean2 e del procedimento per corruzione sull’archiviazione di Andrea Sempio”. De Stefano, lo ricordiamo, è il luminare della genetica e consulente che firmò la perizia in cui si affermava di non potersi escludere che il DNA sulle unghie di Chiara Poggi potesse essere riconducibile anche a Alberto Stasi. Una attestazione, questa, scientificamente smentita dalla nuova perizia Albani. Quindi ci sta che a quella soffiata – almeno per chi la cronaca cerca di farla con un minimo di coscienza e al netto dell’emotività e del bisogno di click subito – abbia innescato la caccia alla verifica.
Non per fare i soliti caz*oni, ma per noi di MOW la questione è stata abbastanza chiara dopo poco: l’indagato è Di Stefano e nell’ambito dei vari procedimenti che riguardano il Monte dei Paschi di Siena, mentre il professor De Stefano c’entra niente. Qualcuno, a monte, ha fatto una gran confusione tra nomi quasi simili, casi giudiziari agli antipodi e voglia cieca di arrivare primi. Non significa, sia inteso, che De Stefano non possa essere realmente indagato o che non sia stato sentito dalla Procura, ma semplicemente che quella soffiata non aveva alcun riscontro nei fatti e meno che mai nelle indiscrezioni delle solite “fonti ben informate”. C’è stato chi, però, soprattutto sui social, il freno non l’ha usato e ha comunque sparato la notizia. E giù commenti su commenti intorno al nulla. Poi qualcun altro, verosimilmente, s‘è reso conto di essersi spinto un po’ oltre e ha corretto il tiro: il professor De Stefano è stato convocato in Procura per essere sentito a sommarie informazioni testimoniali (le famose SIT).
Ci sta, anzi sarebbe anche probabile e facilmente immaginabile. Ma, man mano che il pomeriggio andava avanti, è arrivato l’ennesimo colpo di scena: il pdf di un sedicente comunicato stampa (che pubblichiamo di seguito) dal testo inequivocabile: De Stefano non è indagato e non è stato ascoltato in Procura. Il tutto firmato dall’avvocato Patrizio Rovelli, con studio a Cagliari. C’era anche un numero di telefono, ma a cui non ha risposto nessuno per tutto il pomeriggio di ieri e la mattinata di oggi. Inoltre, quel comunicato è apparso solo sui social, senza che nessuna delle redazioni delle testate che stabilmente si occupano di Garlasco ne avesse ricevuto formalmente copia. Da qui i sospetti: ma non sarà che è falso anche il comunicato stampa? Sospetti che, con il passare delle ore si sono fatti sempre più insistenti. Come risolvere tutto? Chiamando il professor Francesco De Stefano, ma sembra non ci sia assolutamente modo di mettersi in contatto direttamente con lui.
Resta solo, dunque, da aspettare e evitare scarti in avanti che, come al solito, fanno più danni che utili servizi, ricordando che sia la Procura di Pavia, che indaga su Andrea Sempio in concorso con Alberto Stasi o con altri, sia la Procura di Brescia, che indaga nell’ambito di Clean2 e della corruzione per l’archiviazione della precedente indagine su Sempio, hanno rilasciato comunicazioni ufficiali di sorta. Cosa c’è invece da sperare? Una cosa sola: che la perizia Cattaneo sia depositata in fretta, altrimenti, con questa povertà di notizie fresche e la “garlaschitudine cronica” che è diventata una patologia del Paese, il rischio di perdersi sempre di più dentro questa follia mediatica si farà sempre più alto per tutti.