Con riguardo alle dichiarazioni attribuite al giornalista Pino Nicotri concernenti il flauto consegnato da Marco Accetti all’Autorità Giudiziaria nell’ambito delle indagini relative alla scomparsa di Emanuela Orlandi, si precisa che l’ipotesi secondo cui tale oggetto sarebbe stato preventivamente ripulito al fine di impedire l’eventuale rilevamento di tracce biologiche non trova riscontro nelle risultanze investigative e processuali disponibili. Dalla documentazione acquisita agli atti emerge, infatti, la presenza di tracce minime di DNA sullo strumento, circostanza che risulta incompatibile con l’ipotesi di una preventiva e accurata attività di pulizia finalizzata all’eliminazione di residui biologici.
Si rileva, altresì, che nel medesimo articolo viene riportata l’ipotesi secondo cui le informazioni successivamente riferite da Marco Accetti alla Procura della Repubblica sarebbero state reperite mediante la consultazione di un computer pubblico ubicato presso la Biblioteca Comunale di Villa Leopardi in Roma. Anche tale ricostruzione risulta priva di riscontro nelle risultanze documentali disponibili. Dagli atti e dagli elementi documentali disponibili non emerge, infatti, che le informazioni in questione fossero reperibili attraverso fonti pubblicamente accessibili sul web o mediante ordinaria attività di consultazione online.