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17 luglio 2026

Caso Orlandi, si mette male per Marco Accetti? La procura stringe, la sua rete si allarga... o sarà la solita telenovela d'agosto

  • di Michele Larosa Michele Larosa

17 luglio 2026

Le solite cose, mai del tutto chiarite. Quarant'anni dopo la scomparsa, tredici dopo la prima accusa, il nome di Marco Fassoni Accetti torna a pesare sul caso Orlandi-Gregori. Ma la procura è davvero più vicina alla verità?

Foto di: Ansa

Caso Orlandi, si mette male per Marco Accetti? La procura stringe, la sua rete si allarga... o sarà la solita telenovela d'agosto

Cerchi che si stringono, cerchi magici che si allargano. Al centro c'è sempre Marco Fassoni Accetti, fotografo di professione, affabulatore per vocazione e rapitore per auto ed eteroaccusazione. La procura di Roma, che lo indaga per sequestro di persona a scopo di estorsione per il caso di Emanuela Orlandi e quello di Mirella Gregori, lo ha interrogato (di nuovo) per altre sei ore. L'obiettivo è capire se questa nuova indagine che coinvolge Accetti sul caso Orlandi, la seconda dopo il 2013, porterà a qualcosa o sarà l'ennesimo specchietto per le allodole utile ad intrattenerci sotto l'ombrellone.

Accetti è tornato sotto la lente degli inquirenti dopo la nuova analisi di alcune lettere anonime. Il mitomane è improvvisamente diventato le labbra da cui pendono procura e commissione parlamentare. Al centro di tutto c'è il flauto, consegnato dall'uomo e ritenuto (anche se con qualche riserva) dai familiari come simile a quello di Emanuela. Ci sono le perizie foniche, tre in tutto, che lo indicherebbero come uno dei telefonisti che dopo la scomparsa contattarono la famiglia Orlandi.

E poi c'è Josè Garramon, dodicenne figlio di un funzionario uruguayano, uscito di casa all'Eur il 20 dicembre 1983 e ritrovato senza vita nella pineta di Castel Fusano, venti chilometri più in là, investito da un furgone Transit lanciato a settanta all'ora. Al volante, Marco Fassoni Accetti, condannato in via definitiva, ma per omicidio colposo. Come ci arrivò lì il piccolo Garramon? È una delle domande che ha portato gli inquirenti a vederci più chiaro su Marco Accetti. L'ipotesi, per lui, è quella di essere parte di una rete di pedofilia. Ma, come al solito nei suoi racconti, la realtà e la fantasia si mescolano, e secondo la sua versione pubblicata in due memorie, i rapimenti sarebbero stati connessi a un piano di pressione e ricatti ai danni di papa Giovanni Paolo II durante il periodo di tensioni della Guerra Fredda.

Emanuela Orlandi
Emanuela Orlandi

E allora, preso il primo pesce bisognerà eventualmente spostarsi sul resto della rete. Il “cerchio magico”, quella serie di personaggi che, consapevolmente e inconsapevolmente, lo avrebbero aiutato ad adescare Emanuela e Mirella e poi a depistare le indagini. È il caso ad esempio dell'amica Gabriella Boggiani, che il fotografo indicò come la donna dall'accento straniero che nei mesi dopo la scomparsa di Emanuela avrebbe rivendicato il rapimento in una telefonata. Un fatto che ha avuto il suo riscontro, visto che la donna ha riconosciuto in lacrime la sua voce di fronte ai magistrati, dicendo: “Pensavo fosse uno scherzo”. C'è poi la sua ex fidanzata, Patrizia De Benedetti, e la sorella Laura Accetti.

Accetti affonda, e trascina con sé chiunque gli sia passato accanto negli ultimi quarant'anni. Nel frattempo continua a respingere con forza le accuse di pedofilia. Forse siamo vicini ad una svolta, o forse ci stiamo ancora una volta illudendo. Quello che resta da capire, oggi come nel 2013, è se Marco Accetti in questa storia sia stato regista, attore, comparsa o semplicemente uno spettatore molto attento.

https://www.youtube.com/watch?v=T6on1N3RSzk&t=20s

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Foto di:

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