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10 luglio 2026

Che baracconata! Il vicedirettore di Repubblica e il Maestro Paolo Mieli che fanno sondaggi aggratis per Lavitola, amici misteriosi che pagano e poi: chi è il politico straniero che ha commissionato il sondaggio contro l'avanzata delle destre in Italia?

  • di Michele Larosa Michele Larosa

10 luglio 2026

Mentre la procura indaga sulla bomba davanti casa di Ranucci, emerge un retroscena forse più clamoroso: due tra i giornalisti più autorevoli d'Italia validavano sondaggi per un “candidato misterioso” portato avanti da Valter Lavitola come nuovo leader della sinistra. Un sondaggio finanziato dagli amici di Lavitola e commissionato da un misterioso politico straniero per contrastare l'avanzata delle destre

Foto di: ChatGPT

Che baracconata! Il vicedirettore di Repubblica e il Maestro Paolo Mieli che fanno sondaggi aggratis per Lavitola, amici misteriosi che pagano e poi: chi è il politico straniero che ha commissionato il sondaggio contro l'avanzata delle destre in Italia?

Ma che baracconata è il giornalismo italiano? E che baracconata è l'Italia, che ormai non esiste più, manovrata da chissà chi. Sì perché ad oggi la notizia, vera, verificata e confermata, che emerge dalla svolta investigativa sulla bomba a Sigfrido Ranucci, non è quella di Valter Lavitola come presunto mandante. L'ex direttore de L'Avanti! per ora rimane innocente e la vicenda ha ancora numerosissimi punti oscuri. Ma il vero scoop che arriva dalla procura di Roma è che Valter Lavitola stava preparando la discesa in Campo (Largo) di Sigfrido Ranucci come homo novus della sinistra. E non solo! Lo faceva con la complicità, consapevole o meno, del vicedirettore di Repubblica Stefano Cappellini e del giornalista più importante d'Italia, Paolo Mieli. Oltretutto aggratis.

Lavitola era intenzionato a promuovere Ranucci come alternativa a Schlein e Conte alla leadership del centrosinistra. Non solo a parole, ma per dimostrare la bontà della sua idea aveva anche commissionato un sondaggio di 21 domande, pubblicato dal Domani, che sarebbero state validate da Ranucci e dagli stessi Mieli e Cappellini.

Il questionario per il sondaggio che Lavitola avrebbe preparato per lanciare Ranucci leader del campo largo, pubblicato da @DomaniGiornale pic.twitter.com/bnIo69NA3J

— Lorenzo Pregliasco (@lorepregliasco) July 9, 2026

Il sondaggio

A rivelare l'esistenza del sondaggio era stata Repubblica, mentre oggi sul Fatto uno dei protagonisti, Stefano Cappellini, racconta la sua versione: “Sì, è vero. Sono stato contattato a marzo da Lavitola, che avevo conosciuto due anni fa per un'intervista. Mi ha detto di un sondaggio americano che accreditava di grandi possibilità di vittoria questa personalità pronta a scendere in campo per guidare il centrosinistra. Non mi volle dire chi era e mi ha chiesto dei suggerimenti su come impostare un sondaggio sul suo gradimento”. Cappellini però si giustifica. “A quel punto per curiosità giornalistica, sperando di mettere le mani su una notizia prima degli altri, gli ho dato qualche indicazione, sì”. Ma, a definirlo una baracconata non siamo solo noi, è lui stesso: “Ho saputo che era lui il candidato misterioso soltanto un paio di mesi dopo. Mi disse che era Ranucci e conoscendo il loro rapporto di amicizia mi è sembrata una baracconata. Tanto è vero che gli ho risposto, letteralmente, che era 'una follia'” con tanto di screenshot Whatsapp. Paolo Mieli invece, come al solito, se ne lava le mani, dicendo di non aver mai saputo l'identità del candidato, tanto da essere anche andato a cena nel ristorante di Lavitola proprio dopo l'attentato.

Chi paga?

Ma c'è di più, il famoso sondaggio, che parte largo dal consenso per gli attuali leader del centrosinistra per poi passare a tastare il gradimento su un potenziale “giornalista televisivo”, è stato commissionato dietro un pagamento di 3700 euro, raccolti fra gli amici di Lavitola e gli avventori del suo ristorante. Ma chi sono le persone che hanno finanziato e quindi sostenuto la discesa in campo? In questi giorni abbiamo parlato del ristorante di Lavitola come un crocevia di politici, giornalisti, ma non solo. Si parla di alti prelati, vista l'amicizia dell'ex direttore con monsignor Giovanni Fusco, collaboratore del cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin fotografato dal Riformista in compagnia dello stesso Ranucci. Si parla del “Cefalù” come un luogo di incontro di ambasciatori, generali, parlamentari, lobbisti e imprenditori, e l'articolo del Riformista parlava anche di un ex capo centro della Cia in Italia.

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La cene al Cefalù Il Riformista

Il misterioso committente

Nomi che si intrecciano all'ipotesi lanciata da La Verità, che riporta come dietro l'operazione ci sarebbe stato un esponente politico progressista straniero, con l'obiettivo di arginare l'avanzata sovranista in Europa. Che brutta fine la povera Italia, in balia di politici stranieri che fanno il bello e il cattivo tempo e commissionano sondaggi per fermare le destre. Ma chi potrebbe essere il deus ex machina dell'operazione? L'identikit è chiaro, uno straniero, molto influente e facoltoso, che finanzia operazioni politiche progressiste in giro per il mondo. Una serie di parole che stuzzicherà sicuramente la mente dei complottisti di professione, visto che il nome più frequentemente associato a questo schema è quello di George Soros, che precisiamo ad oggi non è in alcun modo collegato alla vicenda. Ma, come già detto, il ristorante di Lavitola era frequentato da eminenze di ogni sorta, senza contare il notissimo passato di faccendiere del titolare, e di possibili finanziatori nel libro delle prenotazioni del Cefalù ce ne sono a iosa.

In questo mondo di mezzo quelli che sicuramente ne escono peggio sono i giornalisti. I “cani da guardia della democrazia” che invece si prestano alla corte di Lavitola. Dallo stesso Ranucci che, consapevole delle intenzioni dell'amico, non lo ha mai fermato. A suo dire perché “sapeva bene che non mi sarei candidato”. E poi alcuni dei giornalisti più importanti di Italia, il vicedirettore di Repubblica e l'ex direttore del Corriere, che scrivono sondaggi commissionati da Lavitola davanti a un piatto di spaghetti alle vongole, e si nascondono dietro l'ignoranza quando hanno comunque ammesso di aver costruito domande per un candidato anonimo commissionato da un pregiudicato con precedenti di estorsione, senza farsi e fargli la domanda più ovvia. Si sono avvicinati a Lavitola pensandolo come uno strumento invece hanno finito loro per essere manipolati e usati. Da lui, dai suoi “amici finanziatori” e dal misterioso committente. Che baracconata...

https://www.youtube.com/watch?v=qyCAv_YrKCQ&t=1400s

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