Nell'America delle divisioni, delle polarizzazioni, della sinistra woke contro la destra Maga si sta affacciando un politico che rompe gli schemi. Si chiama James Talarico, è un democratico ed è cristiano. Già questo è abbastanza rivoluzionario di questi tempi. Talarico rompe l'equazione secondo cui un politico cristiano è uguale a reazionario repubblicano. Vuole riappropriarsi della religione e riportarla a sinistra, quella che per lui è la sua vera casa. Rappresenta quasi un unicum nella galassia democratica degli ultimi tempi: non appartiene a una minoranza, non fa parte della comunità Lgbtq, e non è un figlio dell'élite. È il figlio di una madre single, adottato da Mark Talarico, manager di origini italiane. È un insegnate e seminarista presbiteriano. È un figlio della classe media americana, un centrista moderato che ha vinto le primarie democratiche in Texas e ora punta a espugnare una roccaforte repubblicana.
Ha vinto contro Jasmine Crockett, altro astro nascente della sinistra a stelle e strisce, rappresentante di tutto quello che la sinistra americana è stata negli ultimi anni: combattiva, polarizzante, radicale, donna e afroamericana. Una protetta di Kamala Harris che con la sua sconfitta incassa una pesante batosta in vista di una possibile ricandidatura alla presidenziali del 2028. Crockett ha puntato tutto su una campagna elettorale “anti”, anti-repubblicana, anti-Trump. Talarico al contrario ha cercato l'incontro. Come un Charlie Kirk di sinistra, ha battuto il Texas in lungo e in largo, dalle grandi città fino alle aree rurali, confrontandosi con tutti, democratici e repubblicani. Ha evitato di attaccare Trump o la destra ma ha predicato un messaggio universale di “amore”. Talarico non è contro qualcosa ma è per qualcosa. La sua idea è quella di scardinare la polarizzazione, la dicotomia tra destra e sinistra. Piuttosto la lotta dovrebbe essere dal basso verso l'alto. Non più i democratici contro i repubblicani ma il popolo contro i miliardari delle elite. “I miliardari vogliono che ci guardiamo a destra e a sinistra invece di guardare loro dall’alto in basso. Lavorano duramente per tenerci arrabbiati e divisi, perché la nostra unità è una minaccia alla loro ricchezza e al loro potere. Ci dividono per partito, razza, genere, religione, così non ci accorgiamo che stanno tagliando i fondi alle nostre scuole, svuotando la nostra assistenza sanitaria e tagliando le tasse a loro stessi e ai loro amici ricchi”. James Talarico vuole cacciare i mercanti del Tempio, quello della politica. Come un predicatore ha peregrinato lungo il Texas portando avanti la sua missione: “C'è fame per una politica diversa, non una politica della paura, non una politica dell'odio, non una politica della divisione, ma una politica dell'amore. Un amore per lo Stato, un amore per questo Paese. E, soprattutto, un amore per tutti i nostri vicini. Un amore che possa guarire tutto ciò che non va in questo Paese”.
Non a caso James Talarico è un democratico che piace anche ad alcuni repubblicani. Sicuramente non ai Maga, ma ai conservatori delusi da Trump e la sua politica. È stato ospite del podcast di Joe Rogan, considerato di area Rep, ma ha conquistato lo stesso conduttore, che gli ha addirittura suggerito di correre per la Casa Bianca in un prossimo futuro. In Italia piace ad esempio a Matteo Renzi, che dopo la sua vittoria lo ha endorsato pubblicamente sui suoi social.
James Talarico è pro alla legalizzazione, alla regolamentazione e alla tassazione della cannabis e dei prodotti a base di THC. È favorevole a una riforma del sistema sanitario e alla sanità come diritto umano e universale. È anche pro alla creazione di due Stati fra Israele e la Palestina. È più prudente invece sulle politiche migratorie, dove ha detto che il confine sud degli Usa dovrebbe essere “come il portico di casa: con un grande tappeto di benvenuto, ma anche la serratura sulla porta”. Soprattutto è fautore di una reinterpretazione della Bibbia in chiave democratica. “Hanno trasformato Gesù in un fascista armato, omofobo, negazionista della scienza, amante del denaro e che diffonde paura” ha detto, mentre “nella Bibbia non si parla di aborto o matrimonio gay, si parla di rimettere i debiti, liberare i poveri e guarire i malati”.
Ora però arriva la sfida più dura. I democratici non eleggono un senatore in Texas da oltre trent'anni. James Talarico potrà raccogliere i voti del centro, degli indipendenti, della classe media, dei democratici di vecchia scuola e dei repubblicani delusi. Dovrà però assicurarsi anche i voti dei più radicali, quelli che in queste primarie hanno votato per la sua rivale Crockett. La rivoluzione moderata di James Talarico comincia da qui, per cambiare i democratici e la politica americana. Per una politica nuova, dopo tanto odio, una politica di amore.