La Farnesina, per quanto sia difficile lo sforzo attuale nel recuperare le decine di migliaia di italiani rimasti intrappolati negli Emirati Arabi Uniti, deve fare in fretta. È letteralmente una corsa contro il tempo. Circa trentamila persone da riportare entro una settimana in Italia. Perché proprio una settimana? Beh, avete presente i droni Shahed iraniani che a sciami si stanno abbattendo sulla cupola di difesa aerea degli Emirati Arabi? Ecco, tramite la contraerea e gli intercettori emiratini diciamo che non sono così complicati da abbattere, però sono parecchio fastidiosi e dispendiosi soprattutto.
Servono proprio a questo. Saturare la difesa aerea degli Emirati, costringerli ad esaurire le munizioni per difendersi ed esporli ad una pesante scarica di missili balistici che verrà utilizzata con tutta la violenza possibile da parte di Teheran. Per questo la Farnesina deve fare in fretta. Beh grazie, direte, credete che Tajani non sappia quanto sia grave la situazione? Certo che lo sa, lo sanno tutti e si sta facendo tutto il possibile, però è bene mantenere alta l’attenzione su questo tema perché gli italiani tendono a dimenticare in fretta. Il disincanto e la noia son dietro l’angolo anche se si parla di un incendio che si sta allargando e che divampa al di là di un Mediterraneo che in confronto alla vastità di un Medioriente in fiamme pare un piccolo laghetto. Un laghetto inglese collegato al Golfo Persico tramite il mar Rosso e lo stretto di Hormuz, ora chiuso al traffico dall’Iran. Secondo il Wall Street Journal il momento in cui i Paesi di quest’area, dunque Emirati inclusi, termineranno le proprie scorte potrebbe arrivare molto presto.
È anche vero che se Teheran manterrà una frequenza così alta di missili sparati al giorno, dunque dai 50 ai 150, potrebbe anche lei esaurirli nel giro di 3-5 settimane, che comunque sono un tempo sufficiente per fare danni profondi ai paesi sotto attacco, essendo capace di produrre fino a 300 missili al mese circa. Insomma, da quando è scoppiata la guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran con la conseguente reazione militare nei confronti dei Paesi del Golfo antagonisti tra cui gli Emirati, gli italiani rientrati in Italia sono circa 2500. Dunque una media grossolana di 500 persone al giorno. Ovvero un decimo di quanti invece risultano ancora in pericolo.