Revocati gli arresti domiciliari al diciannovenne ultras dell’Inter che aveva lanciato il petardo a Emil Audero durante la partita contro a Cremonese. Il Tribunale del Riesame di Brescia ha applicato l’obbligo di prescrizione – l’obbligo di firma – alla polizia giudiziaria per tre volte alla settimana in orari concordati. Oggi 5 marzo è stato depositata in cancelleria l’ordinanza con cui viene modificata la misura applicata. Il diciannovenne è difeso dall’avvocato Mirko Perlino. Durante l’interrogatorio con la gip di Milano Giulia Marozzi il giovane si era subito scusato per il gesto: “Chiedo scusa ad Audero, alle due società e a tutti i tifosi”. L’ultrà lanciando quel petardo non voleva “raggiungere il portiere”, né tantomeno “fare male ad alcuno”. Un errore, seppur molto grave. Il pm Francesco Cajani aveva chiesto (e ottenuto) la misura domiciliare per l’imputazione di “lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive”. Il ricorso dell’avvocato Perlino è stato accolto dal Riesame di Brescia, competente sui procedimenti della Procura di Cremona, e per il diciannovenne ora c’è solo l’obbligo di firma.
Torna libero il giovane ultras. Il lancio del “bombone” poteva avere conseguenze molto più gravi sia per Audero, che dopo lo scoppio ha ripreso la gara, sia per la tifoseria nerazzurra, già in una posizione delicata dopo l’inchiesta Doppia Curva e le blacklist di inizio anno. Per i tifosi dell’Inter, infatti, il Viminale aveva previsto lo stop di tre trasferte (Reggio Emilia, Lecce e Firenze) fino al 23 marzo. Domenica 8 marzo, giornata del derby che l’Inter dovrebbe tecnicamente giocare in trasferta, vedrà normalmente i tifosi a San Siro. Era stata immediata, comunque, la presa di distanza dal gesto del diciannovenne dei Vikings da parte del resto della tifoseria organizzata. Nessuno del direttivo o dei gruppi aveva acconsentito al lancio del petardo. L’iniziativa di un singolo e basta. Inizialmente il responsabile era stato indicato tra gli appartenenti all’Inter Club San Marino (in realtà si trattava dell’uomo che aveva perso le dita per lo scoppio di un ulteriore petardo), poi la situazione è stata chiarita.