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Dopo l’arresto di Pinna viene fuori tutto su ultras e ‘ndrangheta. “Boiocchi l’ho fatto io”: si vantava Bellocco. E c’è ancora la famiglia dietro la Nord. Nepi e Ferdico usavano il cellulare in carcere e la Milano criminale parla

  • di Moreno Pisto Moreno Pisto

  • Foto: Ansa

27 febbraio 2026

Dopo l’arresto di Pinna viene fuori tutto su ultras e ‘ndrangheta. “Boiocchi l’ho fatto io”: si vantava Bellocco. E c’è ancora la famiglia dietro la Nord. Nepi e Ferdico usavano il cellulare in carcere e la Milano criminale parla
Giuseppe “Pinna” Poerio è stato arrestato e ora viene fuori tutto sul rapporto tra ultras e ‘ndrangheta. “Boiocchi l’ho fatto io”, si vantava Antonio Bellocco. E dalla curva Nord pare che vengano mandati dei soldi alla famiglia di Rosarno. Carmelo e Domenico Bellocco, fratelli di Antonio, vogliono vendetta e non basterebbero Daniel D’Alessandro e Andrea Beretta per placarli (e nemmeno Matteo Norrito). E Milano mette in giro strane voci a proposito del rapporto tra Bellocco e Marco Ferdico

Foto: Ansa

di Moreno Pisto Moreno Pisto

Milano parla. E dice che Antonio Bellocco era stato informato del piano di uccidere Boiocchi prima che Boiocchi venisse fatto fuori il 29 ottobre 2022. Ci sono pagine e pagine di verbali, sia di Marco Ferdico, sia di Andrea Beretta, che smentiscono questa versione. Ma Milano non ci crede. E parla. E dice che Bellocco andava in giro e non lo negava: “Boiocchi l'ho fatto io”. Così si vantava. Ma negli ambienti criminali milanesi tutti sapevano che dietro quell’omicidio c’era anche Beretta. Ma Milano parla. E dice pure che la curva nord continua tuttora a passare dei soldi ai Bellocco. Poca roba, in nero o con Postepay. Questa voce era già uscita, uno dei nuovi capi ultrà interisti è stato già sentito in merito quasi un anno fa ormai, ma ha negato. Solo che Milano non ci crede. E continua a parlare. E dice che le carceri sono dei colabrodo: entra la qualsiasi, soprattutto telefoni. E che Mauro Nepi, l'uomo che lanciava i cori e che ha portato i 50mila euro di Beretta a Ferdico per l’omicidio Boiocchi, scrive alle tipe. E che Ferdico videochiamava la moglie Aurora e cercava sponde per dare consigli al nuovo direttivo e tornare a essere il punto di riferimento che era prima, prima che venisse arrestato. Milano parla. E mette in giro voci di tradimenti sentimentali, di relazioni aperte. Voci che, secondo alcuni, sono buttate lì per isolare Ferdico, allontanarlo dai Bellocco. I familiari Totò ce l'hanno ancora nel cuore e qualcuno pure in testa, come Carmelo, che suo fratello Antonio ce l'ha pure tatuato sul cranio (cosa che sanno solo i parenti), come il fratello Domenico, che in strada, quassù in Lombardia, fa paura a molti. “Ora che esce vuole vendetta”, mormora Milano. Ma a quale vendetta si riferisce se Beretta è pentito e protetto e se pure Bellebuono, l'uomo che se l'è cantata con Beretta, è dietro le sbarre? Milano parla. E dice che a Domenico questi due nomi non bastano. Perché, cosa sa Domenico? Dove vuole arrivare?

Daniel D'Alessandro, "Bellebuono"
Daniel D'Alessandro, "Bellebuono" Ansa

Mettiamo ordine. A Giuseppe “Pinna” Poerio era stato chiesto di uccidere Beretta. Ferdico aveva messo sul tavolo 100mila euro. Pinna aveva la sorveglianza speciale e ha detto no. Nei confronti di Pinna - notizia di appena qualche giorno fa - è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare per una sparatoria avvenuta a luglio. Non è vero che è stato arrestato per colpa di Ferdico, come qualcuno ha insinuato e scritto. Ferdico sì è limitato a confermare una cosa già raccontata da Beretta e che a Beretta aveva detto Bellebuono, Daniel D'Alessandro, cocainomane fatto e finito, inaffidabile, pericoloso, ma che si spaventa quando qualcuno a Soriano gli dice che dopo Beretta, Ferdico e Bellocco vogliono farsi lui. Lui si caga addosso e svela tutto a Beretta. Che in paranoia piena il 4 settembre mattina, fuori dalla palestra Testudo, manda Antonio Bellocco al creatore con 21 coltellate.

Andrea Beretta
Andrea Beretta Ansa

Ma cosa accade nei giorni che precedono l’omicidio Bellocco? Il primo settembre Ferdico e suo padre Gianfranco vedono Beretta: ha una felpa nonostante il caldo, la usa per coprire il ferro, si guarda intorno nervoso. Poi il 3 settembre giocano tutti a calcetto, c’è una foto che li ritrae insieme agli altri compagni di squadra. Finita quella partita Beretta manda le foto della serata ad alcune ragazze. Questo atteggiamento denota comunque leggerezza. È compatibile con uno che sa di poter finire male da un momento all'altro? Quella stessa notte Ferdico e Bellocco si scambiano messaggi: “Buonanotte amore”. Il cellulare di Antonio è nelle mani di Chiara, sua moglie. Chiara lo prendeva in giro: tu e Marco sembrate amanti. Si volevano bene. Fratelli. La mattina dopo Ferdico e Bellocco si vedono dal barbiere. Paga Ferdico per entrambi e si salutano. È l'ultima volta che si vedono. Dai video delle telecamere di sorveglianza della palestra Testudo vediamo che Beretta e Bellocco entrano nella Smart bianca di Totò alle 10:35. Passano pochi secondi e la Smart sbanda. Alle 10:36 si vede Bellocco che prova a uscire dal lato del guidatore. A quel punto, nel video mostrato più volte a Lo Stato delle cose, salta un minuto: passiamo direttamente alle 10:37. La ragione di questo scarto è stata chiarita durante il processo: la telecamera era difettosa. Ma c’è un altro momento che rivedendo il video colpisce. Quando una delle persone che cercano di calmare Beretta fa un gesto plateale guardando dall’altra parte della strada, verso qualcuno che non è inquadrato dalla telecamera: “Vieni qui”. Solo che questo dettaglio passa in secondo piano.

Come è stata dimenticata una tavolata con Ferdico padre e figlio, Mauro Nepi, Bellocco, Bellebuono e Matteo Norrito, altro componente del direttivo, altro arrestato di questa storia. Norrito venuto a sapere del piano di uccidere Beretta si alza e dice io non ci sto, e se ne va. È lui un altro a cui si riferisce Domenico? Un altro che avrebbe tradito? No, dice Milano, non è Norrito. Milano dice che un giorno dopo l'omicidio Caminiti parla a Ferdico di un certo Davidino che si è fatto avanti per proteggerli. È Davidino Flachi. Milano dice che due giorni dopo Ferdico viene contattato dai Morabito: per qualsiasi cosa noi ci siamo. Il cadavere di Totò è ancora caldo e questi si fanno avanti già? La mossa non passa inosservata e nemmeno piace. Anche perché i Morabito era da un po' che cercavano di entrare e ogni volta si trovavano davanti Antonio Bellocco che gli rispondeva di no, qui mangiamo solo noi. Anche se i conti non tornavano da un po' e i sospetti che Beretta si tenesse i soldi del merchandising per sé erano ormai diventati certezze da quasi un anno. D'altronde Beretta schifava i calabresi. Tutti. Tutti tranne uno. Il suo amico Giorgino De Stefano.

Mauro Nepi, Andrea Beretta e Marco Ferdico
Mauro Nepi, Andrea Beretta e Marco Ferdico

Milano chiede: Domenico si riferisce ai Flachi (che tutti sanno che non contano niente), ai Morabito di Africo e a De Stefano? Milano si fa questa domanda. E dice che Domenico ha questo pensiero fisso in testa: che qualcuno avesse interesse a far litigare Beretta e Bellocco facendogli arrivare la voce che Totò volesse uccidere Berro. La curva è potere, controllo, interessi. Nell'inchiesta doppia curva e nell'omicidio Boiocchi non sono emersi (e non emergeranno) due temi enormi: la droga e le scommesse. Le attività più redditizie. Ottomila teste che ogni domenica acquistano droga e scommettono sono soldi, tanti soldi. E non lasciano tracce. La droga si sniffa, i link dei banchi online per fare le scommesse vengono inoltrati di chat in chat e poi cambiano indirizzo. Soldi virtuali ma che pesano lo stesso. E sulla droga c’è un punto non ancora chiaro: i 100mila euro che Bellocco ha perso a Ferdico. Infine ci sono le armi. Quelle ritrovate nel box ad uso di Andrea Beretta. Beretta ha spiegato ai magistrati da dove arrivano. Ma anche qui qualcosa non torna. Beretta non le condivideva con nessuno, tantomeno con Ferdico. Tra poco inizierà il processo Boiocchi e certe voci possono cambiare molti equilibri, dentro e fuori dal carcere. Milano continua a parlare. E spiffera molte cose anche sulla curva Sud, dove la leadership di Luca Lucci, in carcere anche per narcotraffico, è ancora molto forte. E qualcuno sottovoce dice: aspettiamo ancora un annetto, quando arriveranno altre condanne, e poi vediamo.

Antonio Bellocco e Andrea Beretta
Antonio Bellocco e Andrea Beretta

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