È stato il giorno dell’interrogatorio al giovane ultras responsabile del lancio del petardo ad Emil Audero durante Cremonese-Inter. Il ragazzo ha detto che non era sua intenzione colpire il portiere, che il suo gesto è stato stupido ma che non voleva fare male a nessuno. Ha chiesto scusa al giocatore e alla società per il gesto, che ha provocato un danno a tutti i tifosi. Il Viminale infatti ha bloccato le trasferte per i supporter nerazzurri residenti in Lombardia fino al 23 marzo. La sanzione, ovviamente, vale anche per i possessori della tessera del tifoso. Nemmeno la curva Nord ci sarà a Reggio Emilia, Lecce e Firenze. Nel mezzo il derby, ma contro il Milan gli ultras saranno normalmente a San Siro. L’avvocato Mirko Perlino si sta occupando del caso del ragazzo e ha chiesto la revoca della custodia cautelare in carcere. La decisione alla gip Giulia Marozzi arriverà probabilmente domani. Il pm Francsco Cajani, invece, ha chiesto che il giovane ultras venga trattenuto ai domiciliari. Inizialmente il responsabile era stato indicato tra i soci dell’Inter Club San Marino. Si riteneva che l’autore del lancio del petardo fosse lo stesso a cui sono saltate tre dita in uno scoppio successivo. Solo dopo è arrivata conferma che non erano la stessa persona. Il ragazzo diciannovenne farebbe parte dei Viking, gruppo della curva Nord guidato da Nino Ciccarelli.
Proprio il capo ultras nerazzurro ha pubblicato una foto su Instagram di uno striscione dedicato al portiere della Cremonese: “Vicinanza e rispetto per Emil Audero”. Fimrato Secondo anello verde. La curva Nord, quindi, ha chiesto scusa per l’accaduto. Audero peraltro è un ex nerazzurro, quel gesto ha rischiato di fargli male. Senza motivo. Il diciannovenne arrestato ha rinnegato la sua azione. Il clima tra gruppi della Nord e società sembrava più disteso, dopo un inizio di stagione complicato. Ogni errore potrebbe nuovamente inasprire i rapporti. La curva lo sa e anche per questo ha realizzato quello striscione. Sul campo tutto bene: primo posto, semifinale di Coppa Italia e playoff di Champions League raggiunti. Sugli spalti, invece, un po’ meno.