È arrivata la sanzione per la tifoseria dell’Inter. Il petardo lanciato vicino a Emil Audero costerà tre trasferte ai nerazzurri, che non potranno esserci contro Sassuolo, Lecce e Fiorentina. L’uomo che ha perso tre dita è già stato identificato. Ora, però, le forze dell’ordine sono riuscite a risalire anche all’altro uomo: quello che ha tirato la “bomba” vicino al portiere della Cremonese. Da quanto ci risulta, il responsabile sarebbe un ragazzo di diciannove anni che aveva già lanciato qualche fumogeno in precedenza. Ora è stato riconosciuto grazie all’analisi delle telecamere di sorveglianza dello stadio. L’ultras sarà condotto domani in carcere a San Vittore per la convalida dell’arresto. Il tifoso è un membro del gruppo dei Viking di Nino Ciccarelli. Il giovane dovrebbe essere incensurato. Per fortuna non ci sono stati altri feriti e Audero, dopo la confusone causata dallo scoppio, si è ripreso e la partita è proseguita normalmente. L’Inter Club di San Marino, tramite il presidente Andrea Tamagnini, si era assunto la responsabilità. Immediatamente era stata escluso il coinvolgimento della tifoseria organizzata. Le cose, però, sarebbero andate diversamente: un ultras ha agito senza il consenso del resto della curva, compiendo un gesto pericoloso in un momento ancora delicato per la Nord, che proprio in queste settimane stava tornando carica nelle partite, spingendo la squadra dal primo all’ultimo minuto.
È possibile che nelle prossime ore la Nord chiederà scusa all’ambiente e ad Audero, tra l’altro un ex nerazzurro. Sono comportamenti che lasciano spazio di manovra a Procura e società per ulteriori limitazioni. Lo abbiamo già visto all’inizio di questa stagione. Basta poco per ritornare al punto di partenza. La curva, da quanto sappiamo, ha preso le distanze dal gesto del ragazzo. È stata la bravata di un singolo, dicono. Questa notizia smentisce quanto inizialmente dichiarato (un membro dell’Inter Club di San Marino, residente a Cesena). Forse una comunicazione troppo frettolosa. Da capire se il fatto di Cremona diventerà un pretesto per ulteriori blocchi anche a San Siro, dove i nerazzurri giocheranno partite fondamentali nelle prossime settimane: tra queste il derby di Milano e la gara con la Juventus.
Qualcosa a Cremona non ha funzionato, al di là delle responsabilità individuali. Sono passati nel settore ospiti fumogeni e petardi. Il presidente dell’Osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive ha già detto che verranno chiesti chiarimenti ai responsabili della sicurezza dello Zini. Ma alle telecamere è difficile sfuggire. Un giovane tifoso è stato beccato mentre lanciava un petardo in campo. Probabilmente se ultras più esperti se ne fossero accorti non lo avrebbero permesso. Un difetto di regia, mancanza di coordinamento. Qualcosa non ha funzionato nel servizio di sicurezza dello stadio. E anche in curva questa situazione poteva essere gestita meglio.