Champagne, abbracci, cori: “Chi non salta Imparato è, è”. Non è il quartiere generale di un partito che ha appena vinto le elezioni, è la sede dell'Associazione Nazionale Magistrati all'interno del Tribunale di Napoli. Quelli che brindano a colpi di champagne sono magistrati, giudicanti e requirenti, e Imparato non è il nome di un politico sconfitto ma quello di una collega, che ha avuto come colpa quella di schierarsi per il Sì.
Ma chi è Annalisa Imparato. Giovane pm, classe 1985, nativa di Bari ma cresciuta in Campania, è magistrata dal 2017 a Santa Maria Capua Vetere. In un territorio dove si registra il più alto picco di violenza di genere Imparato si è occupata del contrasto al fenomeno, divenendo la referente di sezione per le “Fasce deboli”. Specialista ed esperta anche nel campo dell’analisi dei fenomeni geopolitici internazionali, collabora con riviste specializzate e dal 2024 è “Consulente per la Formazione della Difesa”, la prima volta per un Magistrato nonché per una donna. È anche docente nei due più importanti Istituti superiori Interforze di Formazione della Difesa: il Centro Alti Studi per la Difesa e il Comando Vertice Interforze, centri di eccellenza internazionale per la formazione degli Ufficiali Superiori e degli Ufficiali Generali. Secondo il Fatto Quotidiano sarebbe un magistrato di area destrorsa, per questo avrebbe ricevuto l'incarico di consulente del ministero della Difesa con il ruolo di “docente formatore” del personale militare “nelle materie inerenti il diritto internazionale umanitario”, oltre a quello, fino al settembre 2025, di consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, presieduta dal deputato leghista Jacopo Morrone. Ma non è proprio questo il problema? La politicizzazione dei magistrati, che riguarda la destra come la sinistra? La lotta politica intestina in un organismo che dovrebbe essere terzo? Il meccanismo che il sorteggio tentava di scardinare.
Annalisa Imparato nel corso di questa campagna elettorale è diventata uno dei volti del Sì. Un cortocircuito imperdonabile per un sistema che cercava di preservare sé stesso. Giovane, bella e spigliata, un'immagine lontana dalla vetusta istituzionalità della magistratura, dalle librerie piene di tomi. Ieri, dopo i cori e gli sberleffi, è apparsa a Quarta Repubblica. Blazer scuro, collane e tulipani sullo sfondo. “Sono state intonate canzoni che hanno valenza politica molto forte quindi, da cittadina, mi chiedo se questi sono gli stessi giudici che domani vanno in tribunale e ostentano imparzialità e terzietà” ha detto, rivelando poi un dettaglio inquietante: “Questa mattina nelle chat di magistrati giravano messaggi del tipo ‘vanno sparati’ riferendosi ai rappresentanti di lista che si presentavano con i vessilli del Sì”.
A febbraio il Csm aveva aperto una pratica a tutela - un procedimento interno che ha lo scopo di arrivare a un’espressione di solidarietà dell’organo di autogoverno nei confronti delle toghe - a causa degli attacchi del Governo. Resta da capire se la pratica verrà aperta anche per tutelare Annalisa Imparato dagli attacchi dei suoi stessi colleghi. Un'occasione per mandare un segnale. Per chiudere questi mesi di battaglie, siglare un armistizio e provare a restituire all’opinione pubblica l’immagine di una magistratura capace di ritrovare equilibrio.