Cinque poltrone da riempire e degli equilibri delicati da tenere insieme. Dopo il terremoto che ha seguito il referendum sulla giustizia e il caso Delmastro il governo Meloni è chiamato al riassesto. Sono cinque i nuovi sottosegretari nominati nella riunione del Consiglio dei Ministri. A giurare nella Sala dei Galeoni alla presenza della premier sono stati Alberto Balboni (Fratelli d'Italia) alla Giustizia, Paolo Barelli (Forza Italia) ai Rapporti con il Parlamento, Mara Bizzotto (Lega) al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Giampiero Cannella (FdI) alla Cultura e Massimo Dell'Utri (Noi Moderati) agli Esteri. Chi sono i nuovi sottosegretari?
Il sostituto di Delmastro
Partiamo dall'elefante nella stanza, il caso più noto e scottante. Andrea Delmastro Delle Vedove si era dimesso dal suo posto alla Giustizia il 24 marzo scorso, travolto dallo scandalo del suo coinvolgimento in una società con la figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva per reati di mafia.
Al suo posto arriva Alberto Balboni, l'attuale presidente della commissione Affari costituzionali del Senato. È un avvocato, fedelissimo alla fiamma sin dalla prima ora. Un profilo istituzionale solido, con un pedigree parlamentare che trasmette serietà. Meloni ha bisogno di un uomo di partito sì, ma dal profilo basso, che faccia dimenticare in fretta la figuraccia. Balboni sembra rispondere perfettamente all'identikit.
Bizzotto, Barelli, Cannella e Dell'Utri, tutto torna
Al ministero delle imprese e del made in Italy cambia la faccia ma non il partito: Massimo Bitonci lascia il posto a Palazzo Piacentini per sedere nella giunta di Alberto Stefani alla guida del Veneto. Al suo posto si siede Mara Bizzotto, stessa tessera, stesso territorio veneto.
Barelli invece abbandona la guida del gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera, secondo alcuni sulla spinta degli eredi Berlusconi, e in cambio si prende i Rapporti con il Parlamento. Giampiero Cannella, vicesindaco di Palermo e uomo di Fratelli D'Italia, andrà a ricoprire il ruolo di sottosegretario alla Cultura.
E poi c'è lui. Massimo Dell'Utri, coordinatore di Noi Moderati in Sicilia, destinato alla Farnesina come sottosegretario agli Esteri.
Sì, il cognome è quello, la regione anche. Ma no, non è lo stesso Dell'Utri. Massimo è un avvocato e politico siciliano che fino ad oggi ha operato principalmente a livello regionale. A quanto pare nessuna parentela, per lo meno stretta, con Marcello.
Guardando i cinque nomi insieme, emerge una logica precisa. Fratelli d'Italia prende due caselle (Giustizia e Cultura), Forza Italia una (Rapporti con il Parlamento), la Lega una (Made in Italy) e Noi Moderati una (Esteri). È la fotografia degli equilibri della coalizione. Cinque nomi, cinque ministeri, cinque segnali ai rispettivi partiti in vista della prossima tornata elettorale. C'è posto per tutti, ma bisogna restare uniti.