La verità vera è che il complotto scalda molto di più della triste realtà, anche se ogni tanto ci si azzecca. Per questo ne abbiamo bisogno. Forse perché ci dichiariamo cattolici, ma della trascendenza non ne sappiamo più nulla, solo lo zolfo ci attira. E non a torto, perché a volte brucia davvero. D'altronde i misteri italiani sono parecchi e la "terapia" della tensione durante gli anni di piombo con depistaggi, segreti di stato e omcidi eccellenti che tutt'ora non hanno una risposta, devono aver trasformato tutti noi italiani in degli ottimi complottisti. Anche perché l'Italia è la terra delle spie e l'ultimo post di Piero Sansonetti su Facebook si incastona in questo contesto. E, badate, non per dire che Sansonetti sia un complottista, non ci permetteremmo mai e anzi, ha ragione a domandarsi quali siano le forze profonde che si muovono dietro l'offensiva del direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, nei confronti di Sergio Mattarella.
Sansonetti si domanda, commentando un passaggio dell'editoriale di Travaglio: "cosa c'entra il caso Minetti con le strategie politiche di Mattarella? No: non è il tipo che fa confusione. In realtà quel che dice nel suo editoriale è molto semplice: il caso Minetti ci serve a colpire Mattarella e a far saltare il suo disegno contro la Meloni". E va bene, che Travaglio voglia colpire Mattarella è un primo passaggio che abbiamo tutti compreso. Ma Sansonetti si domanda e ci interroga su quale sia il passaggio successivo: colpire Mattarella per difendere Meloni, ma il disegno più ampio qual'è? Mandare a casa Mattarella adesso per evitare che la corsa al Quirinale si tenga nei tempi prestabiliti dalla durata del mandato con il rischio che alle prossime elezioni del capo dello Stato non vi sia un presidente di destra? Forse.
Sansonetti aggiunge che "in Italia, quando capisci che c'è una congiura - in questo caso mi pare indubitabile - se pensi che ci sia lo zampino dei servizi segreti è difficile che ti sbagli. Dal caso Sifar (1964) in poi (anche in quell'occasione alla fine saltò un presidente della Repubblica, ma quella volta in modo e per ragioni del tutto opposte)". Come dare torto a Sansonetti, questa storia puzza parecchio di zolfo.