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26 agosto 2026

Come mai chi attacca Ranucci sulle sue relazioni focose un tempo difendeva Berlusconi sui festini ad Arcore? Forse sono diventati tutti dei “poveri comunisti”...

  • di Gianmarco Serino Gianmarco Serino

26 agosto 2026

Attaccano Ranucci per le sue relazioni, ma quindici anni fa difendevano Berlusconi dalle critiche per Ruby e le cene di Arcore. La memoria selettiva della stampa di centrodestra è particolarmente selettiva...

Foto: Ansa

Come mai chi attacca Ranucci sulle sue relazioni focose un tempo difendeva Berlusconi sui festini ad Arcore? Forse sono diventati tutti dei “poveri comunisti”...

Ma quella stampa schierata che attacca Sigfrido Ranucci per aver avuto relazioni focose con stagiste, colleghe, amiche. Quella stampa schierata che vorrebbe Ranucci fuori dalla Rai per aver flirtato con femmine mica male. Quei giornalisti schierati nel recinto del centro-destra, hanno forse subito la metamorfosi in quei “poveri comunisti” da cui difendevano Silvio Berlusconi ai tempi delle cenette piccanti ad Arcore? Si sono forse dimenticati della Minetti, di Ruby rubacuori e delle olgettine? Ma certo che si son dimenticati, d’altronde è passato così tanto tempo. Pensare che la stampa di centro-destra si sia fatta intellighenzia "povero-comunista" sarebbe fuorviante, ma piuttosto si potrebbe parlare di un oratorio dove si fa del catechismo per educare buoni chierichetti.

Sigfrido Ranucci a Report
Sigfrido Ranucci Foto Ansa

Il Giornale, ad esempio, nel 2010-2011 era il principale organo stampa difensore del diritto di Berlusconi di farsi ogni sera una donna diversa e, ragazzi. Avevano ragione. Il diritto al coito ininterrotto andrebbe messo in Costituzione. Se poi questa cosa crea dei problemi a livello di meritocrazia questo è un altro discorso, ma ecco. Il veterano Alessandro Sallusti, ai tempi del Giornale, in un’intervista a Vanity Fair del maggio 2011 diceva di Berlusconi: “se poi andava a letto ogni sera con una diversa, beato lui. Ma sono fatti suoi”. Sono passati circa 15 anni e suo figlio Giovanni, ai microfoni di Radio Libertà il mese scorso, ha parlato dell’autobiografia di Ranucci, criticando le relazioni focose del giornalista con la stagista Caroline e la fonte Lavinia, mettendo in discussione il confine tra vita privata, fonti e attività giornalistica. Nel suo intervento del 18 luglio, Sallusti ha sostenuto che nel libro Ranucci avrebbe mescolato elementi della propria vita personale alle inchieste, soffermandosi proprio sulla vicenda della stagista Caroline e sul successivo riferimento a Lavinia. E il confine tra la vita privata, le fonti, e bla bla bla. Un modo di fare che ricorda molto quella “superiorità morale della sinistra” che ai tempi attaccò con grande cattiveria la passione per il gentil sesso del Cavaliere. Come pure Andrea Ruggieri, fra i prediletti di Silvio, nel 2021, allora deputato di Forza Italia, intervenne in Vigilanza Rai sulla famosa lettera anonima che accusava Ranucci di molestie sessuali verso alcune colleghe. La lettera era stata portata in commissione il 24 novembre 2021 da Davide Faraone, mentre Ruggieri riferì di averla ricevuta a sua volta e di averla cestinata perché anonima; il giorno successivo intervenne sulla vicenda e chiese spiegazioni ai vertici Rai. All’epoca il commissario di Vigilanza Michele Anzaldi, che abbiamo anche intervistato qui su MOW a proposito, chiese che sulla lettera venisse fatta chiarezza, mentre la successiva verifica interna della Rai, attraverso l’audit, non riscontrò le accuse. La vicenda, infatti, si chiuse con un esito negativo dell’audit, senza riscontri alle accuse contenute nella missiva anonima.

Silvio Berlusconi
Berlusconi da giovane Foto Ansa

Ranucci all’epoca definì il caso “comico”, rispondendo a Ruggeri che il suo capo sarebbe stato il “top player del bullismo sessuale”. Poi, dato che in questo periodo in cui a scavare si sono messi proprio tutti e le deluse dal non aver potuto lavorare per Report, bussano alle porte di numerosi giornali fino a giungere nella tana del Bianconiglio, Fabrizio Corona, ci possiamo aspettare proprio di tutto eh. Ad ogni modo la lista delle incoerenze di una certa area editoriale e politica non finisce qui. Si veda ad esempio Maurizio Belpietro, direttore de La Verità, che – con tutto il rispetto che si deve ad un decano del giornalismo italiano come lui – mentre era direttore di libero negli anni dieci di questo meraviglioso XXI secolo difendeva apertamente Berlusconi titolando “Santoro non ce la fa a stuprare Berlusconi”, spiegando poi che sì, “certe scappatelle se le” poteva “pure evitare, anche se gli” scappavano “in casa propria”. La Verità, invece, di questi tempi spinge molto sul fatto che le scappatelle di Sigfrido lederebbero la sua credibilità professionale. Ma d’altronde paragonare le scappatelle di Ranucci a quelle di Berlusconi è certamente cosa complessa e forse impossibile. Andrebbe realizzata, forse, un’inchiesta, da parte dei giornalisti a lavoro su questi temi, su chi fra i due, in tempi non sospetti, vantasse il body count più elevato. Quello sì che sarebbe un lavoro degno di rimanere nella storia del giornalismo, quello con la schiena dritta! E non certo roba da “poveri comunisti”.

https://www.youtube.com/watch?v=_Iq-3VyRFzM

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