Vittorio Feltri in tre minuti ha spiegato 19 anni di Garlasco. Ha usato le sue parole, i suoi modi, la sua radicalità e quei giudizi ruvidi che servono quando ci si trova davanti a qualcosa per il quale sarebbe bastato il buon senso. Tanto che anche chi ha sempre da replicare, come Luciano Garofano, ex generale dell’Arma e all’epoca del delitto di Garlasco al comando del RIS di Parma, è rimasto più mesto del solito. “Fate prima a dire che eravate tutti ubriachi” – è stata una delle provocazioni lanciate da Feltri. La verità, però, è che quella di Feltri è più una speranza che una provocazione. Perché il nuovo filone d’indagine avviato dalla Procura della Repubblica di Pavia per fare chiarezza sulle indagini immediatamente successive all’omicidio di Chiara Poggi sta facendo emergere dati e elementi che difficilmente si potranno spiegare con una “ubriacatura” generalizzata. Dei dati mai fatti confluire negli atti sugli ulteriori accertamenti, con esito negativo, fatti sul DNA di Chiara Poggi trovato sui pedali della bici di Stasi già sappiamo. Oggi, invece, è stata la volta, grazie a Repubblica e a Massimo Pisa, di una perizia segreta che i RIS avrebbero fatto fare sulla personalità di Alberto Stasi.
Un lavoro mai autorizzato dalla Procura e mai finito agli atti, a quanto pare fatto su carta intestata della dottoressa Alessandra Bramante (ma non è firmato), di cui ora sono spuntati fuori appunti che faranno discutere. Giudizi secchi, netti. E, lasciatecelo dire, pure già sentiti con le stesse identiche parole in alcuni contesti televisivi in questi ultimi anni(qualcuno conosceva quella relazione?). A leggere le parti pubblicate da Repubblica viene più da pensare a un processo sommatizio che a una consulenza, ma andiamo per ordine. Senza mai aver parlato una sola volta a quattrocchi con l'indagato, analizzando solo i verbali — e lasciandone pure alcuni altri — la consulente aveva tratteggiato un profilo in diciassette punti: "calcolatore", "manipolatore", "ipercontrollo", fino "mancanza assoluta di emozioni" e “marcata tendenza narcisistica". Persino la drammatica chiamata al 118 era stata sezionata: per la criminologa, in quelle battute frenetiche "Chiara non è mai pensata", quasi la vittima non fosse mai stata la sua ragazza. Risposte definite "troppo precise", frasi liquidate come "imparate a memoria" e l'accusa di "arrampicarsi sugli specchi" senza cedere mai.
Il punto, laddove dovessero essere confermate, non è però tanto il contenuto di quelle valutazioni, ma l'ossatura metodologica e istituzionale che sta dietro. Chi ha davvero ordinato quell’identikit? E quanto, quell’identikit, aveva contribuito a costruire a tavolino il ritratto del "biondino dagli occhi di ghiaccio" da dare in pasto alla narrazione collettiva? E perché quel lavoro è rimasto nei cassetti dei Carabinieri per due decenni? Domande per ora senza risposte. Anche se c’è il miserabile, ma a questo punto umanissimo, dubbio che la risposta possa essere in un sistema che, quando non trovava le prove sul campo, smetteva di dare la caccia a un colpevole per iniziare a confezionarne uno a favore della piazza.
E’ tutto o ci sarà altro? Ci sarà altro. Non riguarderà strettamente la nuova indagine su Andrea Sempio, ma tutto quello che ha portato alla condanna di Alberto Stasi. L’avvocato Giada Bocellari, nei giorni scorsi, ha lasciato intendere che una novità, in particolare, farà particolarmente scalpore. Una frase buttata là e poi bocche cucite. Abbiamo provato a capire, scoficchiando e chiedendo in giro. Mettendo insieme pezzi e indiscrezioni. La bomba annunciata, o comunque una delle bombe annunciate, potrebbe riguardare il PC di Alberto Stasi. Non è escluso che, con il futuro che è andato avanti e le nuove tecnologie a disposizione, quel dispositivo possa aver restituito qualcosa che si credeva perduto. E che potrebbe aiutare a smontare ulteriormente la sentenza di condanna che ha costretto Alberto Stasi a trascorrere gli ultimi dodici anni della sua vita in carcere. Quella stessa condanna su cui Vittorio Feltri ha già detto tutto quello che c’era da dire in soli tre minuti.