La stagione estiva dell'Ippodromo La Maura di Milano prosegue con altri grandissimi eventi. Nelle prossime settimane vi si esibiranno, tra gli altri, Foo Fighters, Maroon 5 e l'amatissima superstar internazionale Bad Bunny (con due date, previste nel complesso 170mila persone). Il La Maura è da sempre inadatto a ospitare manifestazioni di tale portata: pessima sia l'acustica che la visuale. Oltre alla struttura labirintica della venue sia per entrare che per uscire. E a una giungla di disservizi che sembrano voler punire lo spettatore pagante, invece di garantirgli una serata di gioia in musica. Non c'entra l'artista: le medesime problematiche si ripetono da sempre negli anni, che a cantare sia Lana Del Rey o i Metallica (2024) fino a Dua Lipa (2025). Provate a dare un occhio alle recensioni dei vari eventi: troverete solo gente incazzata o addirittura spaventata. Un po' troppa per poter pensare che siano, semplicemente, 'tutti scemi'. O pignoli.
Per fare luce su quanto accaduto, abbiamo intervistato un soccorritore presente all'evento d'apertura di questa stagione al La Maura. E che era lì per prestare servizio, in quanto volontario della Croce Rossa. La situazione che ci ha descritto è molto preoccupante: "Avevamo a disposizione soltanto una barella, per 80mila persone". Mentre conferma che i maxischermi spesso e volentieri rimanevano neri, senza trasmettere nulla di ciò che avveniva sul palco, aggiunge le difficoltà che gli si sono parate davanti, insieme a una cinquantina totale di colleghi, nel raggiungere chi si sentiva male. Tutte difficoltà dovute alla logistica e alla mancanza di coordinate per orientarsi nella location. Alla fine, lascia un consiglio per tutti: "Non andate al La Maura, per la vostra sicurezza. Nonostante il nostro impegno, lì siete abbandonati a voi stessi".
Luigi (nome di fantasia), perché fai il volontario della Croce Rossa?
Per gratitudine. Vedere che ci fossero i soccorritori agli eventi mi ha sempre fatto sentire al sicuro. Allora, ho voluto diventarlo anche io perché penso che sia bello sapere che ci sia qualcuno lì per aiutare.
Com'è stato il primo concerto di questa estate 2026 al La Maura?
Per me bello, seguo Cremonini da sempre! Per molti del pubblico, però, credo sia stata tosta.
Come mai?
I soliti problemi di acustica e visuale. Chi era sottopalco (biglietti da 200 euro, ndr) ha visto e sentito bene il live. Credo anche chi si ritrovava nella zona centrale, fino a un certo punto. Sui lati e oltre il centro, zero. Non si sentiva né si vedeva niente. In più, i maxischermi troppo spesso non trasmettevano nulla, erano neri.
80mila persone sono tantissime, come le avete gestite?
Come abbiamo potuto.
Hai riscontrato difficoltà?
Sì. Prima fra tutte, pensa che avevamo a disposizione una sola barella.
Stai scherzando? Una sola barella per 80mila persone?
Sì. Di fatto, ce n'era una sola.
Spiegami.
Per i grandi eventi all'aperto, è necessario utilzzare barelle toboga perché sono rinforzate, adatte a ogni tipo di intemperia, resistenti per esempio al fango. In una spianata immensa come quella del La Maura, sono indispensabili per andare a soccorrere. Purtroppo, ne avevamo una soltanto. Più sei o sette barelle standard che ok, erano lì. Ma non ce ne facevamo niente. Si sarebbero distrutte già tentando di passare in mezzo alla gente. È andata bene che non si siano sentite male più persone contemporaneamente. E può capitare in eventi tanto affollati. Non so come avremmo fatto.
È stata la tua prima volta al La Maura?
Sì. Ma faccio il volontario da anni. Ho prestato servizio a molti eventi, sia sportivi che musicali, per esempio a San Siro. Lì, allo stadio, c'è sempre almeno una barella per settore del prato. Poi ovviamente le tribune e i posti numerati aiutano: i soccorritori, sollecitati dagli steward in caso di malore, hanno coordinate precise per capire dove andare e intervenire il più tempestivamente possibile.
Che tipo di coordinate c'erano al La Maura, per voi?
La fortuna.
In che senso?
Dal briefing che abbiamo seguito prima del concerto, ci è stato subito chiaro che sarebbe stata dura. Nel La Maura ci sono sei pali, disposti a coppie di due, per le casse e i maxischermi. Quelli erano i nostri 'punti di riferimento'. Quattro erano visibilmente numerati, agli altri due i numeri li abbiamo messi tra noi, per convenzione. In pratica, quando qualcuno si sentiva male, gli steward ci comunicavano che c'era stato un malore tra il palo '11' e il palo '27', per esempio. Oltre alla difficoltà di farsi largo, com'è normale che sia, tra la ressa per raggiungere l'area, da lì poi dovevamo praticamente indovinare dove fosse la persona che aveva bisogno del nostro aiuto. Fai conto che, a occhio, tra un palo e l'altro ci saranno stati tra i cinque e i settemila individui almeno.
In quanti si sono sentiti male?
Non avevo io la radio, quindi non so darti un totale preciso. Io ho contato 25 interventi.
Sono pochi o tanti?
Considera che a San Siro, quando una serata va particolarmente 'male', di rado si arriva a 10 interventi. Poi c'è stato un enorme problema, generalizzato, di disidratazione.
Perché?
Innanzitutto, non era predisposto alcun sistema di irrigazione. Le persone, in particolare quelle arrivate nel pomeriggio, si sono ritrovate in un enorme campo sotto al sole a picco. Come è normale che sia, ma appunto per questo, di solito l'organizzazione prevede qualcuno che passi con una pompa d'acqua per evitare che la gente patisca le alte temperature finendo per svenire o disitratarsi. Al La Maura non c'era niente, in questo senso. Manco una canna del'acqua a disposizione. Ho visto ragazzini dai 7 ai 14 anni totalmente disidratati, così come persone più adulte. Sembravano quasi tutti zombie. Durante il concerto, cantavano felici e sorridenti, ma sembravano quasi tutti zombie.
E cosa avete fatto?
Anche qui, quello che abbiamo potuto. Per fortuna, ci avevano dato in dotazione una cassa d'acqua. Teoricamente, per tutti noi soccorritori (sulla cinquantina in totale, ndr). Per cui a un certo punto abbiamo preso le bottigliette e le abbiamo rovesciate a raggio più ampio possibile sulla gente. Oppure, a quelli che stavano peggio, le davamo direttamente da bere. Fino a esaurimento scorte, ecco.
Ma le persone non avevano l'acqua?
No. All'ingresso, tolgono l'acqua dalle borse. L'unico modo per bere è comprarla all'interno. Lì ci sono i bar, coi token. Ma se ci vai, poi diventa difficile farti strada per riguadagnare il tuo posto, finisce che ti ritrovi in fondo per il resto del live. Passano anche tizi con, oltre ad altre bevande, mezze naturali o frizzanti. Costano 4 euro l'una. Una persona esposta a quelle condizioni di calore, magari fin dal primo pomeriggio, non ho idea di quante abbia bisogno di consumarne. Comunque, di sicuro molte. Già il prezzo, 4 euro l'una, è da rapina ma il problema più grosso resta che, essendoci così tanta gente, tocca aspettare l'arrivo dei 'bibitari', chiamiamoli così. Magari ne prendi 4 o 5 alla volta, specie se non sei lì da solo. Resta che anche chi porta acqua e bibite, ovviamente, impiega non poco tempo a farsi strada tra la folla. Stiamo sempre e comunque parlando di 80mila persone, sono tantissime.
Centinania e centinaia sono rimaste fuori (si dice fino a trentamila, ndr), come dimostrano diversi reel su TikTok...
Eh, forse è andata meglio a loro! (ride, ndr). Anche perché dopo i sei pali che ti dicevo prima, ossia gli unici 'punti di riferimento' che avevamo noi soccorritori, c'era un'altra spianata di gente, riempiva tutto il perimetro del campo. Non ti so dire quanti fossero, ma tantissimi, migliaia e migliaia. Penso che questi del concerto non abbiano vista nulla, ma soprattutto avevo paura: se ci fosse stato da andare a soccorrere qualcuno lì, non avremmo saputo come fare per raggiunferlo. So che altre squadre sono state chiamate in quella zona per malori, alla mia non è successo. Quindi non posso raccontarti in che maniera abbiano fatto a intervenire, se non affidandosi, appunto, alla fortuna.
Si può dire che ci siano state, dunque, falle organizzative nella sicurezza?
A livello di assistenza, purtroppo sì. Sulla carta, era tutto più o meno 'normale'. Quattro accampamenti di primo soccorso, uno per angolo della spianata. Insieme a file di ambulanze fuori pronte per trasportare persone verso l'ospedale, nel caso fosse stato necessario. Il problema, però, era che di fatto fosse complicato per noi soccorritori, una volta ricevuta comunicazione di malore da parte degli steward, andare a recuperare chi non si era sentito bene. Sia per la ressa, e questo ci sta, ma soprattutto per la mancanza di punti di riferimento veri e propri.
Mail inviate dall'organizzazione agli 80mila che aveva preso il biglietto per questo concerto, davano indicazione di arrivare lì nel pomeriggio.
Vabbè, ci sono i flippati che arrivano già di prima mattina. Ma ci sono sempre stati, non è una novità. Chi viene al pomeriggio, deve sapere che oltre a stare per ore senz'acqua sotto al sole a picco, si ritrova pure senza soccorsi. Perché noi della Croce Rossa abbiamo convocazione per le 18. Entro quell'ora, per qualsiasi problema, non c'è nessuno che possa aiutarli. E capisci bene che non è il massimo stare a quelle condizioni, a prescindere dal livello di salute di ognuno. Si può essere in forma, senza patologie pregresse, e svenire o subire comunque i contraccolpi della disidratazione. Non si scherza su queste cose.
Da volontario della Croce Rossa, consigli di andare a La Maura nel pomeriggio per i concerti?
No, da volontario della Croce Rossa non posso consigliare una cosa del genere. Possono farlo, per carità, ma poi non arrivano a sera. Cioè, a logica, la probabilità di sentirsi male prima di sera, in tutte quelle ore di esposizione al sole, senza un filo d'ombra e l'acqua col contagocce, è altissima. Perciò, forse meglio evitare.
In conclusione, sempre da volontario della Croce Rossa, consigli di andare a un concerto a La Maura?
No. È stata la mia prima volta, ma mi è bastata. Non c'è organizzazione, neanche nei soccorsi. Che sono fondamentali per tutti. Altri colleghi che avevano già prestato servizio qui le scorse estati, mi hanno confermato che sia sempre così, a ogni concerto. Quindi immagino che per le prossime date non sarà diverso, a meno che chi può decida finalmente di intervenire per migliorare la situazione. Tutto questo non dipende mai dalla volontà dell'artista, l'artista non ne sa niente, sia chiaro. Ma pure fosse il vostro cantante preferito, lasciate perdere il La Maura. Aspettate, piuttosto, che venga a San Siro. Lì potrete vivervi il concerto per bene e in tutta sicurezza. Al La Maura, purtroppo, oltre a non vedere né sentire niente nella maggior parte dei casi, vi ritrovate abbandonati a voi stessi. Per essere chiaro: è molto pericoloso. Non lasciamo che ci 'scappi il morto' prima di sistemare le cose, per favore. Non potrei nemmeno dirle queste cose. Se spunta fuori che sono stato io a parlare, non mi richiamano più e lo so bene. Lo faccio lo stesso perché, viste le grosse date che si terranno lì nelle prossime settimane, non posso che essere seriamente preoccupato.
Grazie per il tuo lavoro, davvero.