Il filmato è eloquente. Decine e decine di persone sono ammassate sotto una recinzione che delimita una vasta area di una spiaggia. I manifestanti urlano contro i poliziotti che presidiano il confine. Altri ancora lanciano pietre contro gli agenti che hanno appena catturato un dimostrante trascinandolo a peso morto dietro le dune. Siamo a Zvernec, sulla costa albanese dove è in fase di realizzazione un maxi progetto turistico legato a Jared Kushner e Ivanka Trump. I lavori, portati avanti da South Adriatic Development, sono in corso per trasformare l'intera zona in un resort dorato. I promotori del piano sostengono che l'iniziativa porterà oltre 4 miliardi di euro di investimenti, un aumento del Pil albanese dal 3% al 4% nei prossimi cinque anni e più di 10.000 posti di lavoro. Ambientalisti e organizzazioni civiche denunciano al contrario i rischi per un'area naturale protetta e per le proprietà della minoranza greca locale. Questa è la notizia nuda e cruda. Dietro c'è però un intero dossier molto più grande nel quale affondano gli interessi della famiglia Trump. Ivanka e Jared, figlia e genero del presidente statunitense, sono soltanto la punta dell'iceberg. L'obiettivo della family? Fare soldi, tantissimi soldi, con lo sviluppo immobiliare di strutture turistiche di lusso.
I parenti di Trump possono contare su un portafoglio immobiliare ricchissimo. In Albania, per esempio, hanno messo le mani anche sull'isola di Sazan, un gioiellino incastonato nel Mar Mediterraneo e acquistato per più di un miliardi di dollari. Il suo futuro? Si trasformerà nell'ennesima mecca del luxury tourism. Piccolo particolare: Jared Kushner è consigliere e inviato di Donald Trump. Cosa significa? Che quest'uomo maneggia questioni internazionali di altissimo livello, dalla guerra in Ucraina al caos in Medio Oriente. E che lo fa più con un occhio sugli affari di famiglia che non su quelli del suo Paese. Kushner, per le sue origini e non solo, è inoltre un importante trait d'union tra l'amministrazione Trump e il governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu. Non a caso è proprio Jared il promotore della cosiddetta Nuova Gaza, perifrasi che indica il piano di trasformazione della Striscia di Gaza in un crogiolo di progetti milionari tra grattacieli e residenze altolocate. Kushner, oltre a essere una specie di braccio destro immobiliare del presidentissimo Usa, è infine anche un investitore attraverso Affinity Partners, il fondo che sostiene alcuni progetti di real estate.
La situazione è dunque più o meno la seguente: Trump vuole fare soldi e utilizza la geopolitica per ottenere affari irrinunciabili; Israele è in questo momento un Paese che può aiutare The Donald nel suo intento immobiliare, soprattutto in Medio Oriente e a Gaza; Kushner è il ponte più sicuro per collegare la Casa Bianca e Netanyahu. I palazzinari di Trump si stanno espandendo in modo particolarmente intenso in Medio Oriente; nuovi progetti di lusso sono in costruzione in Arabia Saudita, Oman, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. A proposito di Israele, lo Stato ebraico sta invece rosicchiando territori in Libano, Cisgiordania e Gaza che intende riqualificare una volta terminate le operazioni militari. Un allarme singolare è recentemente arrivato anche da Cipro. L'europarlamentare cipriota Fidias Panayiotou ha avvertito che "Israele sta comprando Cipro". Come? Attraverso crescenti acquisizioni di terreni e progetti di sviluppo realizzati da investitori e aziende israeliane. Lasts but not least, i dati della Banca di Grecia relativi al 2024 raccontano che i flussi di capitali provenienti da Israele e diretti al mercato immobiliare greco hanno registrato un aumento annuo del 46,5%, raggiungendo i 129 milioni di euro; tendenza che, secondo le stime di RE/MAX, si è confermata anche nel 2025. I mattoni sono insomma sempre più caldi.