In Italia tutto cambia per restare uguale e questa stagione delle nomine ha il profumo del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Ieri sera Il Ministero dell'economia e delle finanze, infatti, ha depositato le liste per il rinnovo degli organi sociali di Enel, Enav, Eni e Leonardo. Un valzer di nomine che suona più che altro come una sorta di rimpasto prudente in un mondo che non lo è affatto.
Per quanto riguarda Enel, l’assemblea degli azionisti sarà il 12 maggio, e il Mef (azionista al 23,6%) ha depositato, di concerto con il Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit) la lista per la nomina del nuovo cda, puntando verso alla riconferma di Paolo Scaroni come presidente, Flavio Cattaneo come amministratore delegato e come consiglieri Alessandro Monteduro, Johanna Arbib Perugia, Federica Seganti e Tiziana de Luca. Enav, invece, si riunirà due giorni dopo. Il Tesoro è azionista al 53,28% del capitale e di concerto con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha scelto la seguente rosa dei nomi: Sandro Pappalardo di Ita Airways come presidente, Igor de Biasio (attuale presidente di Terna) come amministratore delegato, e per i consiglieri: Stella Mele, Stefano Arcifa, Antonella Ballone e Cristina Vismara. Per quanto riguarda Eni, l’assemblea è convocata per il prossimo 6 maggio, e il Mef – con il 2,16% del capitale e per il tramite della Cassa depositi e prestiti (partecipata all’82,77% dal Mef) di un ulteriore 30,91% - di concerto con il Mimit punta ad un quinto mandato di Claudio Descalzi come amministratore delegato e scegliendo come presidente Giuseppina di Foggia (attuale ad di Terna e vicina ad Arianna Meloni). Come consiglieri invece, la lista è la seguente: Matteo Petrella, Cristina Sgubin, Benedetta Fiorini, Stefano Cappiello. Si punta ad un rinnovo anche del collegio sindacale con effettivi Marcella Caradonna, Andrea Parolini, Mauro Zanin e Giulia de Martino come supplente.
Il tasto dolente, invece, è Leonardo. Come avevamo scritto in un precedente articolo, la scelta di realizzare un sistema di difesa antiaereo europeo, Michelangelo Dome, ha provocato certi maldipancia negli ambienti atlantisti del governo, Meloni inclusa. Secondo Dagospia, infatti, la Premier avrebbe spinto per sostituire Roberto Cingolani e negli ambienti vicini al ministero della Difesa circolava già da tempo il nome di Lorenzo Mariani, come unico degno successore del lungo regno di Cingolani come amministratore delegato. Il suo nome e quello di Francesco Macrì come presidente sono evidentemente frutto di un compromesso orientato verso la prudenza, dato che pure al vertice della Guardia di Finanza si è scelto di prorogare fino a fine anno la durata di Andrea De Gennaro che si ipotizzava potesse andare a sostituire l’attuale ad di Leonardo. L’assemblea degli azionisti è convocata al 7 maggio e il Mef – azionista al 30,2% – ha scelto come consiglieri Elena Vasco, Enrica Giorgetti, Rosalba Veltri, Trifone Altieri, Cristina Manara, Francesco Soro.