Il caso dell’omicidio di Henry Nowak, avvenuto a dicembre scorso a Southampton, in Inghilterra, è tornato sotto i riflettori per la pubblicazione delle immagini della bodycam del poliziotto che lo ha ammanettato senza comprendere che il ragazzo era stato accoltellato da Vickrum Digwa, di religione Sikh, con il coltello tipico della sua religione, il Kirpan. L’autore alla polizia aveva riferito di essere stato vittima con suo fratello di un’aggressione razzista. Digwa, ad ogni modo è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Nowak, ma l’attenzione ora, anche qui in Italia si è spostata sull’arma del delitto. Il Kirpan, questa particolare arma bianca che i Sikh per ragioni religiose portano con sé. Ma questa cosa accade anche in Italia? Anche qui i Sikh hanno presso di sé il Kirpan oppure no? Lo abbiamo domandato a Danish Sing, rappresentante del movimento d’indipendenza per il Khalistan (scherzosamente l’avevamo definita la Lega Nord dell’India), una parte del Punjab ad alta densità Sikh. Abbiamo conosciuto Danish insieme agli altri membri del movimento qualche tempo fa, in Piazza Duomo a Milano, tra i manifestanti riuniti per la Remigrazione di Matteo Salvini. Danish è italiano e vive in Italia da ormai tredici anni. Lo abbiamo chiamato per capirne qualcosa di più e per fare un po’ di chiarezza, dato che il movimento Sikh immediatamente ha preso le distanze dall’assassino di Nowak.
Cos’è il Kirpan? Che tipo di coltello è, di cosa si tratta?
Praticamente, tanti anni fa, quando la nostra religione è nata, questo coltello è stato dato dal nostro decimo Guru al nostro popolo per proteggerci, per proteggere noi stessi e proteggere il popolo, il nostro popolo e il pubblico dai pericoli. A quei tempi, in India e nel Sud Asia, eravamo sempre oggetto di attacchi da parte dei musulmani e di altri piccoli imperi che circondavano la nostra regione, quella del Khalistan. Quindi è un coltello non solo per la protezione di sé stessi, ma anche proprio per la protezione di quelli che stanno intorno, indipendentemente dalla religione. In questo caso l’assassino di Henry Nowak ha però sbagliatoperché, come si è visto nelle indagini, l'ha utilizzato invece per la difesa di sé stesso. Peraltro è anche stato anche condannato a 21 anni. Se questo coltello è stato utilizzato solo per, diciamo, fare paura a Novak, è sbagliato, è tutto sbagliato, non si può fare. E’ contro la nostra religione. Infatti i Sikh hanno pubblicato anche un articolo in Inghilterra facendo un chiarimento riguardo a questo e chiedendo scusa alla famiglia della vittima per quanto accaduto. Ha sbagliato, noi non siamo dalla sua parte.
In Inghilterra questo coltello dai Sikh viene portato in giro per ragione religiosa. Questo accade anche in Italia, che tu sappia?
No, in Italia non si può portare con sé. Si può portare quello piccolo, quello che rientra nei limiti legali.
Quindi esiste ne esiste una versione più piccola?
Sì, esiste una versione piccola. In Italia si può portare, ma deve rispettare le leggi italiane, quindi quello legale. In Inghilterra noi siamo lì dal 1940, quando era una colonia, quindi lì è legalizzato. Anche in Canada è legalizzato. Canada, Stati Uniti e Inghilterra sono i tre Paesi dove la nostra popolazione è più presente nella diaspora indiana, soprattutto quella punjabi. Lì è legalizzato. In Italia siamo al quarto posto, quindi noi rispettiamo le leggi italiane e utilizziamo quello che ci dice la legge italiana, ovvero un piccolo coltello che si può portare anche in giro. Non deve essere più lungo di 5 centimetri, se non sbaglio. Comunque è sempre più piccolo. In Italia, peraltro, queste cose non sono mai successe.