Ho visto lei (Meloni) che bacia “Daddy” (Trump, con 500 caccia decollati dalle basi Nato) che bacia USA, che bacia me: ovvero, Mark Rutte. Parafrasiamo Annalisa in prosa di politica estera, perché le parole del premier olandese – e falco europeo –un’intervista rilasciata a Fox News ricordano molto il ménage à trois della famosa hit pop “Mon Amour”. Nel presunto tentativo di gettare acqua sul fuoco dello scontro amarissimo tra Giorgia Meloni e Donald Trump, Mark Rutte ha dichiarato che l’Italia avrebbe permesso il decollo di oltre 500 caccia Nato dalle basi militari italiane, alimentando ulteriormente la fiamma della polemica che da giorni ormai si è accesa tra la nostra premier e il presidente americano, il quale accusa Meloni di averlo “abbandonato” nella sua guerra in Iran. Il governo ha subito smentito che siano decollati più di 500 caccia militari dalle nostre basi Nato e diretti verso il teatro di guerra iraniano, assicurando alle opposizioni – subito insorte – che non avrà problemi a dare spiegazioni in parlamento. L’accordo bilaterale tra Stati Uniti sull’utilizzo delle basi Nato in Italia è in vigore dagli anni ’50 e il contenuto è segretato, ma da quel che si sa in proposito, non è concesso l’utilizzo delle basi a mezzi che dall’Italia direttamente, poi, si rechino in zone di guerra per porre in atto azioni offensive. “Quel che ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto rappresenta esattamente la verità e di come stiano davvero le cose” ha spiegato a MOW il generale ed ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Vincenzo Camporini.
“Ci sono degli accordi che sono stati rispettati e che non comprendevano l'impiego per missioni cinetiche da parte delle basi italiane concesse in uso agli Stati Uniti. Ribadisco: basi italiane concesse in uso agli Stati Uniti nel quadro dell'Alleanza Atlantica”. Un punto su cui il generale insiste date le polemiche insorte a proposito del diniego – nel rispetto dell’accordo bilaterale di cui sopra – da parte del ministro della Difesa nei confronti di una richiesta di approdo e rifornimento presso la base Sigonella da parte di due caccia americani diretti verso l’Iran. “E’ una polemica assolutamente assurda, scatenata da Rutte, probabilmente per ingraziarsi in qualche modo Trump, come è abituato a fare. Ricordiamo tanti episodi, tra cui quello del paparino, insomma”. Al di là dell’ingraziarsi Trump, esiste anche qualche discordia tra Italia e Olanda su qualche dossier, magari in Europa, per cui si è voluto, come dire, tirare fuori questa notizia? “Dal punto di vista della condotta e della gestione di queste attività noi ci siamo comportati esattamente come si sono comportati altri Paesi, quindi non c'è nessuna differenza. Il punto è che Trump ha un problema. Il problema si chiama Ankara all'inizio del mese prossimo”. Ovvero il vertice Nato che si terrà nella capitale turca tra il 7 e l’8 luglio dove si discuteranno le questioni cruciali sul futuro dell’Alleanza Atlantica militarizzata. “Se Trump non ci va con il giusto stato d'animo rischiamo davvero un problema politico. Trump ha detto anche, ci sono le registrazioni, che lui non ci teneva tanto ad andare, ma Erdogan gliel'ha chiesto. Anche qui ha detto “Erdogan mi ha implorato in ginocchio”, in sostanza. Vede, il problema è che Trump continua a considerare i Paesi alleati come sudditi e questo ovviamente comporta le sue conseguenze.