La bomba, così come l’ha sganciata il TG di LA7, è che Alberto Stasi sarà prestissimo un uomo libero dopo la decisione presa dal Tribunale di Sorveglianza di Milano. La vera notizia, però, è un’altra: questa decisione è stata presa con il parere favorevole della Procura Generale di Milano, la stessa che dovrà valutare la Revisione della sentenza di condanna con cui i giudici della Corte di Cassazione che fecero spalancare le porte del carcere per l’ex bocconiano. Quasi undici anni dietro le sbarre a Bollate, quindi, per il fidanzato di Chiara Poggi, dopo due sentenze di assoluzione in primo e in secondo grado, dopo la sentenza di condanna nel secondo appello e dopo la pronuncia definitiva della Cassazione, che arrivò nonostante lo stesso procuratore generale avesse richiesto di non procedere alla condanna.
“Stasi – scrive Carmelo Schininà - non tornerà a vivere a Garlasco, ma in una casa che prenderà in affitto in un paese vicino a Milano. La sua decisione è quella di lasciare il carcere di Bollate, dove ha scontato la pena e trascorso gli ultimi mesi in regime di semilibertà, portando con sé soltanto i propri vestiti. Ha invece scelto di lasciare alcuni beni ai detenuti, tra cui un frigorifero e un ventilatore”. La notizia era nell’aria da giorni, ma era attesa per l’ultima settimana di giugno. C’è un collegamento con la nuova indagine a carico di Andrea Sempio?
Formalmente no, ma è chiaro che quanto emerso dal lavoro che la Procura della Repubblica di Pavia sta portando avanti ha influito e non poco, con Alberto Stasi che adesso potrà cominciare un nuovo percorso, in attesa di capire se, come e da chi sarà avviata la Revisione. Recentemente, la stessa Procura Generale di Milano avrebbe richiesto ulteriore documentazione in merito all’indagine di Pavia e a quegli elementi che toglierebbero definitivamente Alberto Stasi dalla scena del crimine consumato il 13 agosto del 2007.