Maggio 2025. Marco Poggi è davanti ai magistrati della Procura della Repubblica di Pavia e legge la verbalizzazione dell’escussione appena fatta. Al passaggio relativo a come Andrea Sempio possa avere visto il video intimo di Chiara Poggi e Alberto Stasi sulla chiavetta dentro cui è risultato salvato, Marco chiede di essere più precisi. E, alla fine, la frase che finisce trascritta è questa: “Non mi so dare una spiegazione, se ne devo dare una più plausibile, seppur assurda, visto che nelle intercettazioni di parla di una chiavetta con video intimi, è che Sempio abbia preso una penna usb che c’era in camera di Chiara e se la sia portata a casa. Ripeto che io i video di Chiara non li ho mai visti e non li ho dati ai miei amici. Mi sembra folle che qualcuno venga a casa mia e mi rubi qualcosa, qualcuno se ne sarebbe accorto”.
Le parole, più o meno, erano già note. Ma il video pubblicato oggi pomeriggio da adnkronos è significativo non tanto per le cose che si dicono, visto che se ne era già parlato ovunque, ma per quello che avviene e per come Marco chiede di precisare. E a saltare all’occhio è un meccanismo – o, meglio, un ragionamento umano – che avevamo già visto in passato. Quando? Poco prima che Alberto Stasi venisse arrestato la prima volta, quando la pm di allora, dottoressa Muscio, fece presente a Alberto Stasi che sui pedali della sua bicicletta c’era del sangue (che poi sangue non era, tanto che Stasi fu scarcerato) di Chiara Poggi. In quell’occasione, Alberto Stasi fece la stessa identica cosa che Marco poggi ha fatto tanti anni dopo: provare a dare una spiegazione plausibile, per quanto ritenuta comunque assurda, a ciò che gli stavano sottoponendo. Disse parole del tutto simili: “mi sembra impossibile, ma se proprio devo provare a dare una spiegazione, potrei dire che Chiara aveva il ciclo mestruale quando abbiamo utilizzato quella bicicletta”.
Sono situazioni diverse, contesti diversi, anni diversi e, chiaramente, pure posizioni diverse. Ma di identico c’è un meccanismo dannatamente umano che fa tendere a provare a dare comunque una spiegazione. Eppure quell’ipotesi, ritenuta da egli stesso assurda, che Stasi aveva buttato là, è stata da molti quasi ridicolizzata. E da altri, Marco Poggi compreso (stando a quanto ha detto nell’ormai famosa intervista di Quarto Grado), ritenuta “una bugia detta da Alberto”. Non era una bugia allora, ma era un tentativo di spiegare qualcosa che si riteneva inspiegabile. Esattamente come Marco Poggi, come si vede nel video registrato a maggio del 2025, fa quando gli chiedono conto di se e come Andrea Sempio potesse aver visto i video di Chiara Poggi nella chiavetta: “Mi sembra impossibile, non ci credo, ma se proprio devo, pur ritenendolo assurdo…”. Niente di più e niente di meno.
Quel video pubblicato qualche ora fa da adnkronos, e che riproponiamo qui sopra, sta facendo già il giro del web e dei social. Tra l’altro nelle stesse ore in cui a tenere banco è un altro video, questa volta pubblicato da Bugalalla, che racconta di una intercettazione tra Giuseppe Poggi, padre di Chiara, e il giornalista Mediaset, Davide Loreti. Il contenuto di quella intercettazione, inutile negarlo, apre non solo a ulteriori e fantasiose ipotesi sul delitto di Garlasco, ma anche a qualche risposta sul perché di determinati atteggiamenti che si sono visti in questi mesi. Il video, comunque, è qui sotto e non aggiungiamo nulla, così che ognuno possa trarre le conclusioni che riterrà.