L’abbiamo sentito furibondo con le figlie, Stefania e Paola, per aver parlato troppo con i giornalisti. L’abbiamo visto letteralmente indemoniato, e in silenzio, quando gli si sono parati davanti, in due occasioni distinte, Fabrizio Corona e poi Alessandro De Giuseppe delle Iene. Ce lo hanno raccontato freddo. Distaccato. E potentissimo. Capace di scomodare i piani alti per far tacere la penna di qualche giornalista che cominciava a raccontare dell’omicidio della nipote, Chiara Poggi, in una maniera che non gli piaceva affatto. Uno di cui, almeno stando alle narrazioni, c’è da avere paura perché non si ferma davanti a niente, conosce il potere e ha la querelite. E invece Ermanno Cappa piange pure. E’ in lacrime, infatti, che lo descrive la moglie, Maria Rosa Poggi, in una intercettazione che è agli atti da anni, ma che adesso – nel gran parlare che si fa intorno al delitto di Garlasco e in attesa di notizie fresche – è rispuntata fuori grazie anche alla direttrice di Giallo, Albina Perri.
In quella intercettazione, poi sintetizzata dai Carabinieri e messa agli atti, Maria Rosa Poggi parla al telefono con una amica e racconta di un episodio che ha destabilizzato tutti in famiglia. Il motivo? Le figlie, Stefania e Paola Cappa, avevano litigato con la zia Rita Preda, mamma di Chiara, perché a loro dire non le aveva difese abbastanza davanti ai media. Una lite furibonda, scoppiata durante una cena a casa Cappa, con il marito Ermanno che, riportiamo testualmente, “per il dispiacere di ciò che pensano le figlie si è messo a piangere davanti a tutti”. Sempre in occasione di quella stessa cena, e sempre stando a quanto verbalizzato dai Carabinieri, Paola Cappa assunse anche “tante pastiglie di vario genere e hanno anche dovuto chiamare l’ambulanza per portarla in ospedale con urgenza”.
“Maria Rosa – si legge ancora nel verbale – dice che le figlie sono ‘malate di mente’ in quanto sono arrabbiate con gli zii perché non le hanno difese davanti al mondo in occasione dell’omicidio, non dovevano farsi fotografare con Alberto Stasi ma con loro”. Insomma, aria pesante e nervi tesi nell’intercettazione del 2 dicembre 2007, contrariamente a quanto si poteva evincere da un’altra intercettazione (del 24 settembre 2007) pubblicata in questi giorni e in cui Stefania Cappa parlava con ben altri toni alla zia (qui abbiamo già raccontato tutto). E’, sia inteso, una intercettazione che dice molto e che può servire a contestualizzare , ma che, di fatto, aggiunge niente alle indagini. E che, semmai, dimostra che in effetti la famiglia Cappa, non indagata allora e non indagata adesso, è stata attenzionata e intercettata a lungo proprio come sostenuto dagli inquirenti del tempo.
Ciò che, invece, potrebbe aggiungere davvero qualcosa di significativo alle indagini riaperte ormai un anno fa dalla Procura di Pavia è l’attesa perizia della dottoressa Cattaneo, che potrebbe riscrivere orari e scena del crimine. Solo che, contrariamente a quanto era stato annunciato, il deposito della perizia è ancora lontano, visto che si parla di uno slittamento di qualche settimana. Il motivo? Per ora non è dato saperlo, ma se c’è la necessità di prendere ancora più tempo potrebbe essere perché c’era ancora tanto da scrivere che non era mai stato scritto.