La difesa di Andrea Sempio - nuovamente indagato per l’omicidio di Chiara Poggi in concorso con Alberto Stasi o con altri - ha notificato alle parti un’istanza che verrà depositata nelle prossime ore alla gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, per chiedere un incidente probatorio sui pc di Chiara Poggi e pure su quello di Alberto Stasi. La notizia del giorno è questa, anche se era stata annunciata e, di fatto, non sorprende nessuno. E’, però, una richiesta destinata a far discutere. Uno perché l’esame delle copie forensi di un pc, o di due pc, è sempre ripetibile e, quindi, la richiesta di incidente probatorio suona strana come mossa. E due perchè sembra avere le paradossali sembianze di una alleanza tra la difesa dell’indagato e quella della parte offesa, visto che , nelle intenzioni dei legali di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, c’è un obiettivo preciso: cristallizzare, nel contraddittorio delle parti, ciò che finora è rimasto confinato in consulenze unilaterali e anticipazioni mediatiche.
Come se, detto in termini terra terra, esistesse davvero qualcosa in quei due PC che potrebbero svelare ciò che per 18 anni è mancato: il movente dell’omicidio. Nei giorni scorsi, infatti, i consulenti della famiglia Poggi hanno sostenuto che la sera del 12 agosto 2007, poche ore prima di essere uccisa, Chiara avrebbe aperto sul computer del fidanzato una cartella contenente materiale pornografico, approfittando di una momentanea assenza di Stasi. Quindici secondi, giusto il tempo, ammesso che il tempo ci sia stato davvero, di visualizzare una anteprima. Abbastanza, secondo i consulenti dei Poggi, per scatenare un litigio tra Alberto e Chiara poi finito con l’omicidio del giorno dopo.
“Il nostro interesse non è puntellare la condanna di Stasi – ha però spiegato l’avvocato Cataliotti in diverse interviste rilasciate in queste ore – ma l’imputazione nei confronti di Andrea Sempio è di omicidio in concorso. Se emergesse un movente esclusivo di Stasi, sarebbe un elemento che scagiona il nostro assistito”. Se non dovesse emergere, però, potrebbe rivelarsi un boomerang, visto che a quel punto diventerebbe ancora più difficile continuare a sostenere che a commettere l’omicidio di Chiara Poggi, in quel 13 agosto del 2007, sia effettivamente stato Alberto Stasi. E i legali dei Poggi nel frattempo? Per ora restano in silenzio, dopo che nelle scorse settimane hanno però rivendicato “il dovere di approfondire ogni elemento che possa chiarire la dinamica e il movente dell’omicidio, anche in vista di un’eventuale revisione del processo”.
Se sul PC di Alberto Stasi c’è più poco o niente da vedere e da sapere, però, il vero elemento di novità sarà nei contenuti che emergeranno dalle memorie del PC di Chiara Poggi. E’ evidente e palese, ormai, che è nella copia forense di quel dispositivo che si giocherà la partita anche se la richiesta dei legali di Sempio non dovesse essere accolta. La decisione, come noto, spetterà alla gip Daniela Garlaschelli, che dovrà valutare se concedere o meno l’incidente probatorio. Tutto questo, chiaramente, in relazione alle indagini e sul fronte giudiziario. Perché sui social e sui media che da mesi si occupano di Garlasco, ormai, a tenere banco è altro.
Il riferimento è a una intercettazione (per la verità già nota e già pubblicata dal settimanale Giallo) fatta dai Carabinieri nel settembre del 2007, nel giorno stesso del primo arresto di Alberto Stasi e poi giudicata irrilevante dagli stessi inquirenti. Stefania Cappa, come si apprende dal video pubblicato dalla youtuber Bugalalla e diventato viralissimo in pochissime ore, quel giorno chiamò al telefono la zia, Rita Preda, mamma di Chiara. Una telefonata di cortesia, per chiedere come si sentisse, ma pure per provare a scambiare qualche parola. Con Rita Preda che, però, resta abbottonatissima, rifiuta un invito a casa e si lascia andare a pochissime considerazioni in cui si dice dispiaciuta per quello che era appena successo (l’arresto di Stasi) e “non pentita di tutto quello che ho fatto”. Parole, sia inteso, che possono significare tutto e il contrario di tutto. Che possono prestarsi a interpretazioni sia nella direzione del complotto verso Alberto Stasi, sia in quella di una mamma che semplicemente resta nelle sue posizioni e resta convinta di aver agito nel bene, quindi senza pentimenti, anche nei confronti del ragazzo di sua figlia. Anche se è appena stato arrestato. Giudizi, francamente, che siano in una direzione o nell’altra, non ci sentiamo di darne. Ci limitiamo, quindi, a pubblicare qui di seguito il video, così che ognuno possa affidarsi solo alle sue sensazioni.