Al termine dell’udienza civile che si è tenuta il 22 gennaio presso il Tribunale di Milano, Fabrizio Corona insieme al pool di avvocati capeggiati da Ivano Chiesa si erano mostrati ottimisti a proposito della decisione che avrebbe poi preso il giudice Enrico Pertile a proposito della opportunità di mandare in onda Falsissimo, o meno. Ecco, siamo però arrivati alla resa dei conti perché alla fine Pertile ha deciso per l’applicazione dell’articolo 700 del codice di procedura civile invocato dai difensori di Alfonso Signorini e di Mediaset, Domenico Aiello e Daniela Bissaglia. Un provvedimento che, come spiega lo stesso avvocato Chiesa in un video da lui pubblicato su Instagram, è un provvedimento d’urgenza invocato da chi si rivolge al giudice in sede civile, richiedendo l'interruzione di una condotta lesiva dei propri interessi. La sua applicazione, però, a proposito di una condotta coincidente con il diritto di cronaca, di parola, di stampa, crea evidentemente un contrasto inquietante. Se il ricorso presentato da Corona e i suoi avvocati nei confronti di questo provvedimento non sortirà gli effetti desiderati sarà certamente un precedente pericoloso per la libertà di stampa. La motivazione di questo provvedimento indica nei servizi realizzati da Corona l’assenza di prove oggettive, il ché suona bizzarro, ci sono fotografie (seppur non esplicite), ci sono telefonate, interviste. Tutto questo non è sufficiente a rappresentare delle prove oggettive? Per capirne qualcosa di più abbiamo contattato l’avvocato di Fabrizio Corona, Ivano Chiesa.
Avvocato, cosa ne pensa del provvedimento preso dal giudice Pertile?
Ho quarant’anni di carriera alle spalle e ho affrontato non so quanti processi per diffamazione, sicuramente più di cinquecento. Ho parlato anche con dei colleghi più anziani di me e mi hanno detto la stessa cosa. Mai visto nulla del genere. Penso che il giudice abbia adottato un provvedimento sbagliato.
Ho letto che avete fatto ricorso in appello
Facciamo reclamo, ovviamente.
E quindi Falsissimo non va in onda stasera?
Non va in onda nei termini precedenti. Guardatevi il video di Fabrizio, lì spiega tutto a proposito di questo. Sono veramente basito, non so come dire. Sono senza parole.
Crede vi sia qualcosa di più grosso che non deve venire fuori?
Traete voi le conclusioni. Non vogliono far parlare Fabrizio? Non c’è problema. Non si tratta più del Fabrizio del 2007. Dopodiché che… come posso dire… auguri al signor Enrico. Il suo provvedimento dice che, in sostanza, il diritto di cronaca ce l’hanno soltanto i giornalisti che lavorano in testate registrate. Ma questo non è vero. Il diritto di cronaca ce l’abbiamo tutti, perché è un corollario della libertà di pensiero e di parola. Per cui se io voglio dire una roba su di te, la dico. Se poi non sono rispettati i criteri di verità della notizia, continenza di forme, interesse pubblico, mi farai causa e mi chiederai i danni. Ma non è che io posso tapparti la bocca, o no? Ripeto, è la prima volta che mi capita qualcosa di simile in quarant’anni di carriera. D’altro canto sono abituato, perché quando si tratta di Fabrizio, c’è sempre qualche novità. Io penso a Report, questo caso potrebbe essere un precedente pericoloso. Ma al di là di questo, che storia è che se non sei giornalista non puoi parlare? Faccio fatica a credere a una roba del genere.
Ma questo articolo 700 c.p.c. come funziona?
E’ un provvedimento d’urgenza, uno strumento residuale del codice che dice che quando non hai altro modo per impedire che ti venga fatto un danno imminente, corri dal giudice e chiedi un provvedimento atipico che ti ordina di porre fine alla reiterazione di una certa azione dannosa.
Questo può essere un precedente pericoloso per la libertà di stampa?
Certo che sì, perché, pensaci bene, il danno è già stato fatto? No. Questo articolo applicato all’impedimento di un danno futuro per via di un servizio giornalistico che deve ancora essere pubblicato è veramente sconcertante e pericoloso, perché si crea una frattura nel principio assoluto della totale libertà di parola che c’è in questo Paese. Ed è una scelta che fece l’Assemblea Costituente. I nostri padri costituenti fecero una scelta sulla libertà di stampa, sulla libertà di parola, perché, capisci, essendo usciti dal fascismo hanno stabilito un principio che più assoluto non poteva essere, insieme alla libertà personale. Poi magari hanno esagerato, può anche essere, per carità...
Secondo lei, perché nel caso Signorini si giunti all’articolo 700, invece per altri casi già affrontati da Falsissimo no?
Arrivateci da soli, cosa posso dire? I commenti che arrivano dai miei follower, che sono centinaia di migliaia, provano che la gente non è stupida e non si fa prendere in giro.
Un motivo in più per fare la lista civica di cui si parlava?
Gliel’ho pure detto a Fabrizio, mettitela via, non parlare più di questo qua, e vai avanti per la tua strada.