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16 aprile 2026

Delitto di Garlasco: fermi tutti, nel PC di Chiara Poggi non c’è “il movente”, ma proprio una pista da battere (e ve l’avevamo già detto)

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

16 aprile 2026

Su MOW noi lo avevamo scritto a marzo, ora l'assolo sembra che sia diventato un coro. La consulenza di Paolo Dal Checco e la "pista non battuta"

Foto di: Ansa

Delitto di Garlasco: fermi tutti, nel PC di Chiara Poggi non c’è “il movente”, ma proprio una pista da battere (e ve l’avevamo già detto)

Era la fine di marzo e su MOW scrivevamo “il terremoto sarà nella consulenza informatica sul PC di Chiara Poggi”. Un paio di giorni dopo, spiegando che la consulenza di Paolo Dal Checco era stata depositata, scrivevamo anche che in quelle pagine della lunghissima relazione c’erano elementi del tutto nuovi. Importanti. E da approfondire. Niente che avrebbe portato a una soluzione, ma che avrebbe comunque rimescolato le carte. E che proprio per questo le indagini avrebbero potuto subire un ulteriore slittamento. Per settimane abbiamo ribadito che le indiscrezioni che avevamo erano contrarie a quelle che sembravano avere tutti, lasciando (prima di tutto in noi stessi) il dubbio che, essendo soli, a sbagliare fossimo noi. Ora, invece, l’assolo di MOW pare sia diventato un coro.

C’è, però, da andare per ordine. Perché l’impressione è che si stia facendo, come spesso succede, un pochina di confusione. Paolo Dal Checco, il consulente/iena che ha esaminato il PC di Alberto, quello di Chiara e altri dispositivi, non ha trovato “il movente”. Anche perché basta il buon senso per capire che su un PC non potrà mai esserci un movente, ma semmai elementi che aiutano a ricostruirlo. In quella relazione, di oltre seicento pagine, redatte dopo la richiesta di una proroga per il deposito, ci sono, piuttosto, veri e propri elementi di novità.

Il delitto di Garlasco, con l'omicidio di Chiara Poggi
Chiara Poggi

Proprio quella proroga richiesta lascia intendere che il consulente, nel suo lavoro di analisi e studio di dati e file, potrebbe essersi imbattuto in “qualcosa di non considerato” fino a qui. Non significa, sia inteso, che sarà tutto da rifare, ma che quella consulenza ha da un lato sì chiarito molte cose e risposto ai quesiti sottoposti dalla stessa Procura della Repubblica di Pavia, ma dall’altro ha fatto emergere la necessità di andare a percorrere terreni di cui prima non si era a conoscenza. O si conoscevano solo parzialmente. Insomma: si sta guardando oltre i soliti nomi e oltre i soliti luoghi.
Proprio a proposito di luoghi, oggi a Mattino5, l’inviato Canta (a Cesare quello che è di Cesare) ha riferito che il perimetro dell’inchiesta potrebbe allargarsi rispetto alla sola Garlasco. “Ci sono indiscrezioni confermate sulla relazione del professor Dal Checco, incaricato dalla Procura di fare analisi sui computer di Chiara Poggi e Alberto Stasi – ha detto testualmente - da quello della ragazza sarebbero usciti elementi nuovi, che permetterebbero agli investigatori di seguire una pista ben precisa, che si affianca a quanto costruito nella loro tesi accusatoria. Questa potrebbe riguardare un’area non distante da Garlasco, è però prematuro sbilanciarsi ulteriormente. Già prima della relazione di Dal Checco la Procura aveva ipotizzato un suo movente, la relazione informatica ha confermato alcune supposizioni fondate, dando così un impulso ulteriore".

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Foto di:

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