Prendetevi un’ora e sette secondi. Uno perché vale la pena non perdersi niente e, due, perché il lavoro degli altri lo si può raccontare in sintesi, ma è dove lo propongono gli altri in origine che va capito. L’ultimo video di Indagini Aperte con Max Parisi, Igor Patruno e ospite la Iena Alessandro De Giuseppe, dura esattamente un’ora. Densa. Piena. Stimolante. E anche “rivelante”. Perché proprio De Giuseppe, dopo mesi in cui sembrava essersi defilato un po’, è tornato a parlare, raccontando particolari nuovi del suo lavoro decennale su Garlasco. E – lasciateci fare i cazzoni – confermando anche ciò che MOW aveva anticipato: c’è tanto materiale, tanto girato, che aspetta solo il momento giusto per andare in onda.
Il video integrale lo embeddiamo qui sotto, ribadendo che vale veramente la pena di prendersi tutta l’ora che dura, ma qualcosa possiamo anticiparvi. Cominciando, appunto, dall’ammissione da parte di De Giuseppe che c’è anche la testimonianza di un impensabile tra quelle raccolte nell’ultimo periodo dalle Iene. Si tratterebbe di una persona conosciuta a Garlasco, molto vicina a qualcuno che potrebbe essere coinvolto nelle indagini e che, se le indiscrezioni dovessero essere confermate relativamente a Ignoto2, ha rivelato particolari che risulterebbero utilissimi anche nelle indagini. Di più De Giuseppe non dice, ma basta mettere insieme pezzi e indiscrezioni tra tutto quello che si legge e dice in giro per capire la direzione di tutto.
Piccoli spunti, frasi buttate là, come quella secondo cui “qualcuno era veramente molto nervoso mentre dragavano il canale di Tromello” dopo le dichiarazioni del super testimone Bruscagin. O come quella secondo cui – almeno fino alla chiusura delle indagini e fino alla sentenza di appello dopo la querela dei Cappa alle Iene e la condanna in Primo Grado – ci sarà altro da vedere in una puntata speciale delle iene. Dove, invece, De Giuseppe può sbilanciarsi e si sbilancia è, invece, l’emotività. Si commuove parlando dell’amicizia con Alberto Stasi, di una cena fatta insieme pochissimi giorni fa, nella sera in cui Chiara avrebbe festeggiato 45 anni se qualcuno non l’avesse ammazzata quando ne aveva solo 26. Una sera che s’è chiusa, come tutte da undici anni a questa parte, con un rientro in carcere a Bollate.
De Giuseppe è netto anche quando torna a parlare della sentenza di condanna, ribadendo quello che su MOW diciamo da sempre: “chiunque ha avuto modo di vedere le foto del corpo di Chiara Poggi mai e poi mai potrà giustificare una condanna a sedici anni in cui viene meno l’aggravante della particolare violenza”. L’ultimo sfregio di una sentenza, non abbiamo paura di ribadirlo soprattutto adesso che non siamo più i soli a dirlo, scritta intorno a un colpevole che doveva avere per forza il nome e il cognome di Alberto Stasi. Anche contro un procuratore generale – quindi la pubblica accusa – che aveva chiesto, invece, di non procedere alla condanna. C’è altro da dire? Sì, tantissimo, anche su chi difende l’indifendibile in TV, sul clima avvelenato, sugli audio che forse esistono e forse no, sui vocali di chi vorrebbe “dire tutto, ma proprio tutto”, sulle guerre di opinioni a scapito delle oggettività. Ma, appunto, vale veramente la pena di guardarsi tutto senza condizionamenti o ulteriori spoilerate. Il video eccolo qua sotto.