L’avvocato Gallo non giocava e, di certo, una Procura della Repubblica non si mette a andare dietro a un legale a caccia di visibilità. In una logica di buon senso basterebbe questo a spiegare che la riapertura del “caso Ferri” è una cosa seria, distante anni luce dalle beghe social o dai chiacchiericci televisivi e che racconta, piuttosto, la volontà ferrea di una procura di non voler lasciare indietro niente e di voler diradare ogni nebbia possibile intorno alla storia giudiziaria di Garlasco. Il caso Ferri, per dirla in estrema sintesi, merita rigore, metodo e rispetto per i familiari che cercano risposte da oltre quindici anni. E che ora, finalmente, le avranno.
Non è, quindi, la notizia del giorno. Così come non lo è più, ormai, l’indiscrezione lanciata da Carmelo Schininà su una imminente possibile pronuncia della procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, sulla “revisione” per Alberto Stasi. Schininà è uno di quelli seri e rigorosi che di certo non ha mai partecipato al gioco delle suggestioni e quell’indiscrezione – almeno per quanto ci riguarda – vale più per la bocca da cui è uscita che per effettive verifiche che siamo riusciti a avere dalle nostre fonti (secondo cui, invece, la dottoressa Nanni prenderà altro tempo e aspetterà che a fare la prima mossa sia la difesa di Stasi).
La notizia del giorno, quindi, è quella che deve ancora arrivare. Massimo Giletti, che recentemente s’è sentito dare del deficiente dal genetista Marzio Capra, è infatti tornato a bussare alle porte (o alle spalle) dell’ex comandante del RIS di Parma, Luciano Garofano. E, stando alle anticipazioni, l’inviata de Lo Stato delle Cose sarebbe anche riuscita a farsi rilasciare dichiarazioni da un uomo che ha presenziato ogni salotto televisivo per anni e che ultimamente s’è fatto vedere pochissimo, parlando ancora meno e sempre senza contraddittorio. Le domande? Ovviamente gli accertamenti non prodotti agli atti e i dubbi sul perché il successore di Garofano al comando del Ris, il generale Giampietro Lago, nel 2017 negò i dati grezzi alla difesa di Stasi. Insomma, il colpaccio su Garlasco, almeno fino a qualche altra bomba pronta a esplodere, l’ha fatto di nuovo Giletti.