Il 7 ottobre è un “atto rivoluzionario di decolonizzazione”, così scriveva di un attacco con 1200 morti (secondo le fonti israeliane circa due terzi civili) e 251 ostaggi Youssef Siher, identificato come il volto dietro il “Movimento 17 ottobre”, fermato sabato dai pm di Milano per istigazione a delinquere con la finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. 30 anni, giornalista e ricercatore di origini marocchine, hanno già destato polemiche le idee che diffondeva attraverso i suoi post e i suoi articoli. Gli investigatori lo ritengono l’organizzatore del “Movimento 17 ottobre”, la sigla comparsa dopo gli scontri e i saccheggi del 17 e 18 ottobre a Milano, di cui sarebbe l’amministratore della pagina Instagram e del canale Telegram. Ma vi siete accorti della sua foto profilo su Instagram?
L’immagine ritrae un uomo in mimetica militare e kefiah, seduto su una poltrona fra le macerie, che brandisce un bastone contro un drone. L’uomo in questione è Yahya Sinwar, palestinese, fra i fondatori dell’apparato di sicurezza interno di Hamas, incarcerato per circa 22 anni nelle prigioni israeliane, liberato nel corso di uno scambio e poi assurto alla leadership di Hamas e considerato la mente dietro l’attacco del 7 ottobre 2023, che ha dato nuovamente inizio alla guerra sulla Striscia di Gaza. L’immagine ritrae proprio il momento della sua morte, quando il 16 ottobre del 2024 ha ingaggiato uno scontro a fuoco con una pattuglia israeliana a Rafah. Rifugiatosi all’interno di un edificio già semidistrutto, è stato poi colpito da un carro armato, anche se l’autopsia israeliana ha ricondotto la causa del decesso a una ferita da arma da fuoco alla testa, precedente al colpo del carro armato.
Le ultime immagini, riprese da un drone, lo ritraggono proprio ferito, seduto su una poltrona, con il volto coperto da una kefiah, un braccio gravemente ferito, quasi staccato, e con l’altra mano ha lanciato un bastone contro il drone. Un’immagine diventata poi ultranota nel movimento pro-Pal, simbolo di strenua resistenza, assurta a icona e riproposta in tantissime foto e ritratti, fra cui quello che Youssef Siher ha scelto come immagine di profilo. Sotto la scritta: “Non puoi sconfiggere coloro che credono che la morte non sia la fine”. Lui, leader Pro-Pal, che sullo stesso profilo scriveva “Vinciamo o moriamo”, e che sempre il 7 ottobre, mentre Hamas su ordine di Sinwar massacrava i civili israeliani, sotto un post di solidarietà a Israele scriveva “Allahu Akbar”.