“Una cosa simile l’avevo già sentita un’altra volta. Non era vero allora e non è vero adesso”. Gennaro Cassese ha smentito così la notizia che sta circolando insistentemente da questa mattina sui social secondo cui sarebbero stati convocati in caserma a Garlasco lui, l’avvocato di Andrea Sempio, Angela Taccia, e l’ex maresciallo dell’Arma, Marchetto. Che a Garlasco oggi c’è stato movimento e che in mattinata s’è sentito un gran bel via vai di sirene è un dato di fatto che possiamo confermare in primissima persona. Ma da qui a dire che c’entri qualcosa con il delitto di Chiara Poggi ce ne corre. Questa notte? In verità è sembrato tutto relativamente tranquillo. Eppure, soprattutto sui social, c’è stato chi ha riferito di un gran traffico nella caserma dell’Arma dei Carabinieri. Così c’è rimasta una sola cosa da fare: chiamare direttamente il colonnello Gennaro Cassese dopo aver passato la giornata a cercare di capire cosa fosse effettivamente successo.
“Le posso rispondere in napoletano – ha esordito al telefono dopo la domanda diretta proprio sulla sua presenza o meno la notte scorsa in caserma a Garlasco – ‘me pare proprio ‘na str*nzata”. Anche perché che c’entra la caserma di Garlasco? Io non sono stato chiamato e quindi smentisco questa indiscrezione, ma se anche fosse stato vero che i magistrati mi abbiano convocato non sarebbe stato di certo in Caserma a Garlasco, ma eventualmente in Procura a Pavia, o nella caserma di Pavia, o anche a via Moscova a Milano. Insomma, di sicuro no in caserma a Garlasco perché c’entra niente. In ogni caso, glielo ripeto, smentisco la voce che sta circolando. Era già successo un’altra volta, all’epoca s’era parlato anche del carabinier Pennini, ma non era vero allora e non è vero questa volta. Immagino pure da dove possano arrivare certe sciocchezze”.
Questione chiusa, quindi. E spiegazione data (con tanto di passaggio sibillino, ndr). Discorso diverso, invece, riguarda l’aria che si respira in queste ore a Garlasco, dove in molti – anche quei cittadini comuni che negli anni hanno imparato a riconoscere un giornalista a decine di metri di distanza – si dicono convinti che la svolta su un delitto che tiene al centro delle cronache questa cittadina da circa vent’anni sia ormai vicina. E’ così e tutti i segnali sembrano dirlo. Ma proprio per questo non c’è bisogno – oggi meno che mai – di scarti in avanti e sparate non verificate anche perché, ormai è risaputo, quando le notizie sono certe e arrivano da fonte diretta, passano dal TG1. Le altre, le così dette indiscrezioni che arrivano “sporcate”, si possono comunque verificare semplicemente alzando il telefono. Qualcuno che risponde, al limite anche in Napoletano, si trova sempre.