A quanto pare, dopo la giornata di ieri, colma del silenzio di Andrea Sempio durato quattro ore, ci raggiunge la notizia dell’imminente chiusura delle indagini da parte della procura di Pavia a proposito dell’omicidio di Chiara Poggi. Nel giro di qualche ora dovrebbe raggiungere Andrea Sempio la relativa notifica. Aveva destato sorpresa il 5 maggio, data in cui sono state sentite le gemelle Paola e Stefania Cappa, la notizia per cui il pm Fabio Napoleone avesse deciso di cedere gli atti dell’indagine, ancora aperta, alla difesa di Alberto Stasi. Avevamo scritto di questa anomalia, ipotizzando che Napoleone avesse incontrato la procuratrice generale della corte d’Appello di Milano, Francesca Nanni, proprio a questo proposito, ma la verità che ci raggiunge in questi momenti è che le indagini, dunque, erano prossime alla chiusura. Uno sviluppo e una fretta, ad ogni modo, un po’ anomala, probabilmente dovuta alla necessità di tirare fuori dal carcere Alberto Stasi e avviare il prima possibile la revisione del processo. Complice di questo risultato, probabilmente, anche il fatto che nella famosa impronta 33 – prima sparita e poi evidentemente recuperata (o forse mai perduta davvero) – sarebbe stato individuato del sangue. Imminente dunque, la notifica all’unico indagato Andrea Sempio, accusato da Napoleone di essere l’unico assassino di Chiara Poggi, sorella di Marco, pure lui sentito nella mattinata di ieri per due ore in procura. Ma come sarebbe avvenuto, dunque, l’omicidio di Chiara Poggi, secondo l’ipotesi della procura?
Stanotte Bugalalla su youtube ha pubblicato un video in cui ricostruisce accuratamente tutta la sequenza dei fatti e stamattina Carmelo Pisa su Repubblica stila una sintesi precisa di quanto sarebbe accaduto in quel tragico mattino del 13 agosto 2007. Prima la telefonata del fidanzato Alberto Stasi alle 9 e 45. Secondo l’anatomopatologa Cristina Cattaneo il momento esatto in cui Chiara Poggi stava morendo massacrata una mezz’ora dopo la colazione da Andrea Sempio che l’avrebbe sorpresa appena sveglia e in pantaloncini. Questa la ricostruzione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano e la Bpa del Ris di Cagliari. Le intenzioni? Un approccio sessuale, fallito. Lo stesso di cui parlano le intercettazioni del suo soliloquio. Una ricostruzione contestata dall’avvocata e amica di Sempio, Angela Taccia che ha spiegato ieri davanti alla procura di Pavia, intercettata dai giornalisti nel pomeriggio. Non è ancora certo il modo in cui Sempio avrebbe raggiunto l’abitazione di Chiara Poggi di via Pascoli in un’afosa e deserta Garlasco. Le cose, ad ogni modo, sarebbero degenerate subito. L’aggressione davanti al divano, il primo colpo a mani nude al viso di Chiara che tenta di fuggire, ma viene raggiunta dall’aggressore, cade a terra e urta il porta vaso e viene colpita a più riprese sul cranio. L’arma utilizzata il martello mancante da casa Poggi. L’assassino stampa la sua mano nel fango quando la vittima cade a terra. Traccia scartata dal Ris di Parma comandato dal colonnello Luciano Garofano. Chiara Poggi tenta di liberarsi dalla stretta alle caviglie durante il trascinamento e di raggiungere il telefono, sul mobiletto, ma subisce altri colpi frontali che la tramortiscono. Sui gradini delle scale che conducono alla cantina i colpi letali, precisamente sul quarto. L’assassino poggia la mano sinistra sullo spigolo del muro e mentre il corpo cade giù scivolando l’assassino risale per poi, dopo un lavaggio nel lavandino della cucina, fuggire per le campagne.