Amico fidato. Ex fidanzato. Paranoide. Personaggio controverso. Francesco Dolci l’abbiamo appellato in ogni modo in questi mesi, raccontando prima dell’efferato omicidio di Pamela Genini e poi, purtroppo, della profanazione della sua tomba e della testa fatta scomparire da cimitero di Strozza. Adesso, però, c’è un termine che metterà d’accordo tutti: indagato. Sì, l’imprenditore quarantunenne di Sant’Omobono che per mesi ha recitato la parte della sentinella della memoria di Pamela Genini, è ufficialmente entrato nel registro degli indagati. Vilipendio di cadavere e profanazione di tomba. Per settimane, Dolci ha frequentato le caserme da "persona informata sui fatti", portando foto, denunciando complotti, parlando di giri di soldi e minacce ricevute anche in tutti i salotti televisivi Un attivismo febbrile che agli inquirenti del Nucleo Investigativo e al pm Giancarlo Mancusi è apparso, col tempo, una sofisticata strategia di depistaggio. O, peggio, il riflesso di un senso di colpa maniacale?
Ci sono dei video che raccontano di una figura maschile del tutto compatibile a quella di Francesco Dolci. Ma ce ne è anche un altro in cui non serve nemmeno parlare di “compatibilità”. È un video che immortala l’auto dell’imprenditore in una notte di marzo e nel bel mezzo di un periodo in cui il cimitero di Strozza era parzialmente agibile per lavori. La profanazione, nel giorno di quel video, era certamente già avvenuta, ma forse proprio i lavori in corso al cimitero – secondo i sospetti degli inquirenti – avrebbero spinto Dolci a appostarsi nel timore che qualche operaio potesse scoprire la profanazione. Altri dettagli sarebbero emersi studiando, inoltre, le foto della tomba che lo stesso Dolci ha prodotto.
L’imprenditore nega tutto. Contrattacca. Dice che questa è la vendetta di un qualche potente a cui ha pestato i piedi. I Carabinieri, ieri, lo hanno rintracciato in un Autogrill a qualche decina di metri dal Comando dell’Arma: quasi una sfida, anche se ha raccontato che voleva solo comprare le sigarette. “Avrei dovuto portare informazioni importanti – ha detto – ma i Carabinieri mi hanno fermato prima”. Intanto nella sua villa si è tornati a cercare, soprattutto tra gli attrezzi da carpenteria del padre di Dolci. L’impressione è che un ulteriore colpo di scena potrà arrivare nel giro di qualche giorno. Addirittura qualche ora.
Intanto, lo ricordiamo, i Carabinieri hanno lanciato un appello diretto alla cittadinanza. Chiunque disponga di immagini o video rilevanti è invitato a inviare i file originali all'indirizzo [email protected]. Per consentire agli inquirenti di verificare il materiale, è necessario specificare nel corpo della mail la data delle riprese, i propri dati anagrafici e un contatto telefonico. Le autorità assicurano la massima riservatezza per ogni segnalazione ricevuta, fondamentale per risolvere il giallo di Strozza.