“Almeno altri due indagati”. Lo ha detto a Mattino 5 l’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, “una sensazione”, parlando di una possibile – a suo avviso – svolta imminente nelle nuove indagini per l’omicidio di Chiara Poggi. Che Andrea Sempio fosse indagato “in concorso” è una anomalia nota da tempo, ma, proprio perché quel tipo di “accusa” è una anomalia s’era sempre pensato che “il concorso” potesse essere con Alberto Stasi, attualmente in carcere con sentenza definitiva di condanna proprio per l’omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi. Ora che le indagini sono andate avanti – nel bel mezzo di un clamore mediatico senza precedenti e del continuo fiorire di nuovi testimoni – la narrazione sta però prendendo una piega differente. Il punto, anche se è triste ammetterlo, è che ormai è diventato impossibile distinguere le ipotesi dalle indiscrezioni, gli scarti in avanti dei vari soggetti chiamati a “raccontare qualcosa” dalle effettive novità che potrebbero esserci. Tanto che lo stesso Gallo (che con l’indagine sull’omicidio di Chiara Poggi non c’entra niente se non come opinionista, visto che assiste l’ex legale di Andrea Sempio, Massimo Lovati, nell’indagine parallela avviata dalla procura di Brescia per corruzione, ndr) ha anche subito corretto il tiro.
“Credo che nella prossima settimana, i primi della prossima settimana – ha precisato - potremmo sapere se vi sono altri iscritti nel registro degli indagati. Secondo me sarebbero almeno altri due”. E’ dell’indagine di Pavia, condotta dal procuratore Napoleone, che si stava parlando in quel momento in trasmissione e, quindi, è legittimo pensare che il riferimento di Gallo fosse proprio riferito all’omicidio, ma tanti mesi intorno a Garlasco hanno già dimostrato che è possibile sempre tutto e il contrario di tutto. Quindi non si può escludere che Gallo si riferisse a due nuovi indagati relativamente all’inchiesta di Brescia, anche se lo stesso avvocato ha poi ribadito a Fanpage: “Questa indiscrezione gira ormai da giorni e la sappiamo in tanti, potrebbe essere un punto di svolta e lo speriamo tutti”.
Quello che è certo, al momento, è che una qualche svolta – che non significa necessariamente nuovi indagati – potrebbe esserci stata, se davvero potrà andare in onda nelle prossime settimane (verosimilmente non l’11 gennaio) il servizio de Le iene preparato da Alessandro De Giuseppe e mai andato in onda su richiesta della stessa Procura della Repubblica di Pavia. Altrimenti non si spiegherebbe la richiesta di sospenderlo e poi, ora, il via libera alla pubblicazione. In quel servizio, come è noto, c’è una nuova testimone che avrebbe visto una persona (una donna) in un luogo diverso a quello in cui aveva dichiarato di essere la mattina dell’omicidio di Chiara Poggi. E poi c’è un terzo testimone, dopo Marco Muschitta e il “maestro di musica” ormai deceduto, che avrebbe visto le stesse cose riferite (e in un caso ritrattate) dagli altri due.
I fatti ora sono questi e tutto il resto rischia d’essere, purtroppo e dimenticando troppo spesso che c’è di mezzo una ragazza morta ammazzata, mera dinamica dello show intorno a Garlasco, che ha bisogno di alimentarsi ogni giorno con nuove suggestioni anche quando di vere notizie nuove non ce ne sono. E’ chiaro, infatti, che proprio perché Gallo non ha un ruolo diretto nell’indagine per omicidio, la sua può essere considerata solo una supposizione. Sicuramente dettata dall’esperienza e magari pure da un certo fiuto. Ma comunque una supposizione. Oppure Gallo ha ormai imparato l’arte del suo assistito Lovati? Un “dire senza dire” che è rimasto tale anche quando si è provato a insistere, chiedendo qualche dettaglio in più, visto che Gallo ha tagliato corto proprio parlando di Lovati. “Vi saluta tutti – ha detto – E’ in una clinica in Albania per un intervento ai denti, ci siamo sentiti solo telefonicamente”. Un modo per svicolare da una pesante suggestione lanciata, oppure per lasciar intendere che Lovati c’è anche quando non si vede?