La Procura della Repubblica di Pavia sta aspettando l’esito di una nuova consulenza, affidata al professor Previderè, prima di dare il via a un nuovo giro d’ascolto di testimoni e chiudere definitivamente le indagini per l’omicidio di Chiara Poggi. Fino a poche ore fa era questa la notizia. Poi, nelle ultime 24 ore, s‘è venuto a sapere che il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, incontrerà oggi a Milano la procuratrice generale Francesca Nanni per un confronto e, a quanto pare, anche per comunicarle elementi emersi durante le indagini condotte in questo ultimo anno. Un normale incontro programmato, come già detto su MOW, e niente di urgente, ma rimane difficile non pensare che i contenuti non riguarderanno l’esclusione di Alberto Stasi dalla scena del crimine e, di conseguenza, la necessità che la Procura Generale “spinga” (per quanto nelle sue possibilità) verso una revisione della sentenza di condanna del 2014.
C’è fretta? Verosimilmente sì e nel pieno interesse dello Stato. Ecco perché oggi quella “consulenza affidata a Previderè” potrebbe essere ben altro rispetto a quanto s’era pensato fin qui. L’indiscrezione, come si dice in gergo, è sporca e quindi da prendere assolutamente con le più estreme cautele, ma chi ha ritenuto che Previderè sia stato chiamato a valutare il profilo genetico trovato sulle unghie di Chiara Poggi e nominato “ignoto2” potrebbe essere sulla strada sbagliata. Ignoto2, secondo una indiscrezione che ci è arrivata in queste ore, è destinato a rimanere tale e è stato funzionale alla narrazione mediatica per distogliere l’attenzione dalla vera sostanza di quell’incarico: fare luce definitivamente sul DNA di Chiara Poggi rinvenuto a suo tempo sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi.
Una quantità, come aveva già raccontato la iena Alessandro De Giuseppe, decisamente abbondante e insolita, identica – giusto per intenderci – a quella rinvenuta nel cucchiaino sul lavandino della villetta di via Pascoli. 2.78 nanogrammi. Praticamente una infinità. Ecco, la Procura di Pavia potrebbe aver chiesto “l’intervento” del professor Previderè non per capire chi è e se esiste Ignoto2, ma proprio per chiarire una volta per tutte la correttezza di quelle prime analisi che portarono al famoso rinvenimento del DNA sul pedale. Quegli stessi pedali che portarono a un primissimo arresto per Alberto Stasi e alla successiva scarcerazione immediata quando poi si scoprì che in quella traccia non c’era affatto sangue. Quegli stessi pedali su cui qualcuno, soprattutto nei salotti televisivi, è tornato di recente a insistere continuamente, parlando anche di scambio.
Attenzione, signori, pur ribadendo che si tratta di una indiscrezione (che però in queste ore è diventata quasi incontrollata), se davvero il quesito posto a Previderè è sulle prime analisi, è chiaro che le risultanze saranno molto interessanti anche per chi sta indagando su altro e non direttamente sull’omicidio di Chiara Poggi. Ed è chiaro pure che l’incontro in Procura Generale di oggi assumerebbe un significato ben diverso rispetto a quello del semplice confronto tra la procuratrice generale e un procuratore che è arrivato quasi alla fine di una lunga e articolatissima indagine.