Ricostruzioni investigative che spesso devono fare lo slalom tra veleni mediatici e social che prendono fuoco come le curve degli ultras, con la verità che, spesso, finisce per inciampare. A provare a fare ordine, con quel ruolo l’ che ha lui (che non vuole, ma che gli riconoscono tutti) di vera memoria storica tra tutti quelli che raccontano Garlasco, Luigi Grimaldi (ex autore de Le Iene) ha, documenti alla mano, firmato un pezzo (qui il link) sul suo blog su un punto che ritiene fondamentale: la realtà dei pedinamenti e degli avvertimenti ricevuti dalla difesa di Alberto Stasi, smontando quello che definisce il teatrino della "Compagnia del Mac Devil".
Con questo epiteto, Grimaldi prende di mira il gruppo di scettici e commentatori che da tempo parla di un “falso pedinamento” e di un’orchestrazione a tavolino per riaprire le indagini e mettere nei guai Andrea Sempio. Secondo l'autore, la narrazione che vede lui, l'avvocato Giada Bocellari e la trasmissione Le Iene nel ruolo di burattinai intenti a condizionare la Procura di Pavia e i Carabinieri non è solo ridicola, ma sfiora la calunnia pura. I fatti, spiega, dicono tutt’altro. L’episodio del pedinamento denunciato nel 2017 non è mai stato un'invenzione. Negli atti dell'inchiesta aperta a Milano, uno dei soggetti individuati ha ammesso chiaramente di aver seguito e osservato la Bocellari in un locale a Milano Meda. Quanto al secondo episodio, Grimaldi evidenzia una svista clamorosa nell’alibi fornito agli investigatori: la data del 30 agosto indicata nel referto medico era soltanto il momento della firma digitale del radiologo, non il giorno dell'esame fisico, che si era svolto in realtà una settimana prima. Un dettaglio non da poco, che lascia aperto più di un dubbio.
C'è poi il capitolo delle segnalazioni ricevute all'epoca dalla difesa su possibili piste legate a contesti occultisti e satanisti. Quelli che molti avevano liquidato come "avvertimenti inventati" o suggestioni senza fondamento si sono rivelati, a distanza di anni, drammaticamente mirati. Tra il 2025 e il 2026, infatti, gli approfondimenti su Sempio avrebbero fatto emergere un interesse documentato proprio per questi temi, a dimostrazione che già nel 2017 qualcuno negli ambienti sapeva dove avrebbero potuto andare a parare le indagini difensive.
Infine, Grimaldi smonta la teoria del complotto facendo parlare i calendari. Tra la denuncia dei pedinamenti del 2017 e la formale riapertura dell'inchiesta passeranno anni. Un percorso lungo e complesso, fatto di nuove memorie digitali depositate dalla difesa, perizie della Procura che hanno confermato le analisi di parte, una pronuncia della Cassazione e, infine, l'autorizzazione del GIP nel gennaio 2025. Altro che scorciatoia o macchinazione: per Grimaldi la nuova inchiesta si regge su elementi tecnici solidi e concreti. Con una nuova verità che ormai è destinata a emergere.