image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

17 ottobre 2026

Delitto di Garlasco: non erano le scarpe di Andrea Sempio (perché erano le nostre). Ok la testimone, ma leggetevi il Decreto Uniformi della Polizia Penitenziaria

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

17 ottobre 2026

Il racconto della agente di Polizia Penitenziaria che dice di aver regalato due paia di anfibi numero 44 a Andrea Sempio negli anni della scuola superiore cozza, e non poco, col Decreto Uniformi a cui la stessa Polizia Penitenziaria doveva attenersi in quel tempo. Soprattutto con quanto asserito nella tabella 32 che fa specifico riferimento agli anfibi. Va be’, un po’ la buttiamo in satira, ma solo per non pensare troppo male su certe abitudini…

Foto di: Ansa, archivio e AI

Delitto di Garlasco: non erano le scarpe di Andrea Sempio (perché erano le nostre). Ok la testimone, ma leggetevi il Decreto Uniformi della Polizia Penitenziaria

Non erano le scarpe di Andrea Sempio. Nel senso che le scarpe di Andrea Sempio erano le nostre: fornite dall’amministrazione penitenziaria. Va bè, cazzate e battute a parte, le dichiarazioni mandate in onda da Quarto Grado di una agente di polizia penitenziaria che, a quanto pare era la zia di Andrea Sempio, ci hanno incuriositi. Tanto che è partito subito il messaggino a chi avrebbe potuto saperne qualcosa di Polizia Penitenziaria e forniture di abbigliamento e accessori per le forze dell'ordine. La risposta? Eccola qua: "Ciao Ema, non tornano diverse cose, in ogni caso quello che viene raccontato era e è contrario a ogni regola. Però, se vuoi approfondire, leggiti il Decreto Uniformi del 2002, che era quello a cui si faceva riferimento all’epoca".

Figuriamoci se non siamo andati a cercarlo. Eccolo. E parla anche chiaro. Sugli anfibi, ad esempio, dice che non se ne poteva ordinare più di un paio nell’arco di sessanta mesi, quindi già che ne abbia ordinate due paia per Andrea tra il 2005 e il 2008 non torna, soprattutto perché la testimone mandata in onda da Quarto Grado specifica “gratuitamente” quando il decreto dice chiaramente che un secondo paio prima dei 60 mesi, per eventuali rotture o deterioramenti, andava pagato dall’agente.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Quarto Grado (@quartogradotv)

Finita qui? No, non è finita qui. Perché andando ancora più approfonditamente a leggere, su quel Decreto Uniformi, si scopre pure che le regole erano rigidissime: tutto doveva essere registrato e doveva risultare coerente proprio per evitare che qualcuno si mettesse a commerciare o fare regalie con abbigliamento e accessori in dotazione. Una agente, ad esempio, doveva avere un paio di decolté, uno scarponcino alto e un anfibio e mai sarebbe potuto, o dovuto, risultare, giusto per fare un esempio, decolté 38, scarponcino alto 38 e anfibio 44. Insomma, troppa discrepanza si sarebbe notata e qualcuno a sua volta avrebbe dovuto farla notare. E poi una donna col 44 (tutto può essere, sia inteso)? Quantomeno un magazziniere o un responsabile di turno avrebbe dovuto segnalare l’anomalia e annullare l’ordine. Poi, ve be’, siamo in Italia e vai a capire. Su quel Decreto Uniformi, però, di cosucce che non tornano rispetto al racconto mandato in onda da Quarto Grado ce ne sono anche parecchie altre…. andatevelo a leggere!

Ah, dimenticavo: il contatto a cui ci siamo rivolti ha specificato anche che di solito, essendo quegli anfibi, soprattutto in quegli anni, particolarmente rigidi e scomodi tanto da doverli indossare con calzini molto spessi per non ferirsi i piedi, si tendeva a ordinarne di uno o due numeri più grandi. Ma questa, va bè, è una considerazione a margine che vale quel che vale. Il Decreto Uniformi, invece, stabiliva le regole e da lì non si doveva scappare. Oppure delle regole, in certi ambienti - anche familiari - è fregato mai niente a nessuno e le strade alternative sono state da sempre quelle più battute?

20261017 150248136 1997
Il Decreto Uniformi del 2002, quindi in vigore nel 2005/2008, essendo quello precedente del 1993 e quello successivo del 2014

More

Delitto di Garlasco: no, i cinque minuti di Garofano da Vespa non bastano a spiegare 19 anni di stranezze (che vengono fuori a raffica)

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Omicidio Poggi

Delitto di Garlasco: no, i cinque minuti di Garofano da Vespa non bastano a spiegare 19 anni di stranezze (che vengono fuori a raffica)

Delitto di Garlasco: altra bomba su RIS e Garofano? Sulla doppia (e strana) relazione del 2008 sul PC (e l’alibi) di Alberto Stasi c'è troppo che non torna

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Omicidio Poggi

Delitto di Garlasco: altra bomba su RIS e Garofano? Sulla doppia (e strana) relazione del 2008 sul PC (e l’alibi) di Alberto Stasi c'è troppo che non torna

Delitto di Garlasco: la valutazione su Stasi (che pubblichiamo integralmente) è “niente” rispetto ai reperti distrutti (senza autorizzazione). Ma non sparate su Arma e RIS di Parma…

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Omicidio Poggi

Delitto di Garlasco: la valutazione su Stasi (che pubblichiamo integralmente) è “niente” rispetto ai reperti distrutti (senza autorizzazione). Ma non sparate su Arma e RIS di Parma…

Tag

  • Alberto Stasi
  • Cronaca
  • Santuario della Bozzola
  • Andrea Sempio
  • delitto di Garlasco
  • Chiara Poggi
  • Omicidio
  • Cronaca nera
  • TV

Top Stories

  • Avete visto lo spot di Report senza Ranucci? Noi sì e lo abbiamo fatto analizzare dallo scrittore Fulvio Abbate: “Un messaggio chiaro all’ex conduttore. Una centuria umana in sua assenza”

    di Fulvio Abbate

    Avete visto lo spot di Report senza Ranucci? Noi sì e lo abbiamo fatto analizzare dallo scrittore Fulvio Abbate: “Un messaggio chiaro all’ex conduttore. Una centuria umana in sua assenza”
  • Pubblichiamo la rettifica dell'ex compagna di Valter Lavitola, Natalia Potenza, alla nostra intervista a Maria Lavitola

    di Michele Larosa

    Pubblichiamo la rettifica dell'ex compagna di Valter Lavitola, Natalia Potenza, alla nostra intervista a Maria Lavitola
  • Delitto di Garlasco: la valutazione su Stasi (che pubblichiamo integralmente) è “niente” rispetto ai reperti distrutti (senza autorizzazione). Ma non sparate su Arma e RIS di Parma…

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: la valutazione su Stasi (che pubblichiamo integralmente) è “niente” rispetto ai reperti distrutti (senza autorizzazione). Ma non sparate su Arma e RIS di Parma…
  • Per Stellantis si mette male. Il gruppo Elkann non è mai andato così basso in borsa ma al Salone di Parigi presenterà le nuove auto (dalla Fiat Grizzly alla Lancia Gamma)

    di Federico Giuliani

    Per Stellantis si mette male. Il gruppo Elkann non è mai andato così basso in borsa ma al Salone di Parigi presenterà le nuove auto (dalla Fiat Grizzly alla Lancia Gamma)
  • Delitto di Garlasco: altra bomba su RIS e Garofano? Sulla doppia (e strana) relazione del 2008 sul PC (e l’alibi) di Alberto Stasi c'è troppo che non torna

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: altra bomba su RIS e Garofano? Sulla doppia (e strana) relazione del 2008 sul PC (e l’alibi) di Alberto Stasi c'è troppo che non torna
  • Stellantis s'è giocata pure la Maserati? Huawei e Jac Motor in trattative con lo storico marchio italiano

    di Federico Giuliani

    Stellantis s'è giocata pure la Maserati? Huawei e Jac Motor in trattative con lo storico marchio italiano

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Foto di:

Ansa, archivio e AI

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

Next

BMW, Mercedes e Volkswagen. I numeri fanno paura. È arrivato il grande gelo per le auto tedesche?

di Federico Giuliani

BMW, Mercedes e Volkswagen. I numeri fanno paura. È arrivato il grande gelo per le auto tedesche?
Next Next

BMW, Mercedes e Volkswagen. I numeri fanno paura. È arrivato...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy