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3 luglio 2026

Delitto di Garlasco: un Iphone di Andrea Sempio? 40GB ancora al setaccio dei Carabinieri di via Moscova

  • di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

3 luglio 2026

Tra le note delle note dell’informativa di fine indagine sull'omicidio di Chiara Poggi spuntano 40 GB di dati non ancora analizzati dagli inquirenti. E’ la memoria di un Iphone di Andrea Sempio che, almeno stando alle premesse, potrebbe contenere materiale interessante. Intanto, il direttore di Gente, Umberto Brindani, scrive sui suoi profili social quello che molti pensano e nessuno aveva avuto il coraggio di dire: forse è tutto in mano a una sola persona.

Foto di: Ansa

Delitto di Garlasco: un Iphone di Andrea Sempio? 40GB ancora al setaccio dei Carabinieri di via Moscova

Le note non le legge mai nessuno. E’ un po’ la croce di chiunque abbia avuto mai a che fare con l’editoria. Figuriamoci se c’è chi si mette a leggere pure le note delle note di una informativa di fine indagine. Invece sembra che le notizie possono trovarsi anche lì. O, almeno, la curiosità. E’ proprio leggendo le note delle note dell’informativa dei Carabinieri di via Moscova sulle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi, infatti, che salta all’occhio un dato: gli accertamenti informatici sul materiale (ovviamente informatico) sequestrato a Andrea Sempio sono ancora in corso. Lo scrivono gli stessi Carabinieri, specificando nella nota che Andrea Sempio ha avuto in uso un dispositivo telefonico a partire dal 30 giugno 2021 e che l’analisi di quell’Iphone 12 Mini ha offerto spunti meritevoli di approfondimento. In quella stessa frase, ci sono due rimandi alla sotto-nota contrassegnata con il numero 84 e a quella contrassegnata con il numero 85. Proprio la 85 recita testualmente così: “il volume dei dati in esso presente si attesta intorno ai 40 GB e l’analisi di quanto estrapolato tramite copia forense non è stata conclusa. A operazioni di analisi ultimate sarà inviata opportuna integrazione delle attività svolte”.

Ora quelle attività sono ultimate? O erano già state ultimate tra la fine di aprile, visto che l’informativa dei carabinieri di via Moscova, porta quella data e la prima settimana di maggio, quando effettivamente la Procura della Repubblica di Pavia ha lasciato intendere che le indagini fossero chiuse? Oppure, per chi vuole vederci un segnale della strategia che il procuratore Napoleone, insieme a Civardi e agli altri, era chiaro già da lì che le indagini sarebbero proseguite ben oltre i giorni che tutti avevano immaginato? Impossibile, adesso, rispondere anche a una sola di queste domande. Quello che è certo, invece, è che nessuno al momento può sapere cosa vi fosse in quegli ulteriori GB di memoria perché negli atti di indagine che stanno circolando non c’è alcun ulteriore riferimento specifico.

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La nota dell'informativa

Non significa, sia inteso, che nella memoria di quell’Iphone debba esserci per forza una qualche chiave o contenuti che potrebbero risultare dirimenti, ma semplicemente che c’è ancora una parte non nota e di cui, inevitabilmente, nessuno ha parlato. Segno, insomma, che non si è mai smesso di indagare o di lavorare a quanto è stato finora raccolto dagli inquirenti stessi e che la data di settembre, ormai, appare certa anche a quelli che s’erano sempre detti sicuri che tutto si sarebbe chiuso con una richiesta di rinvio a giudizio entro l’estate. A questo proposito, anche il direttore di Gente, Umberto Brindani, ha spiegato perché qualsiasi eventuale svolta non arriverà prima di settembre. Mettendo nero su bianco ciò che in molti sospettavano e nessuno, fino a ora, aveva avuto il coraggio di esprimere: non si potrà prescindere dalla decisione della Procura Generale di Milano sulla richiesta (o la non richiesta) di revisione del processo per Alberto Stasi.

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La sotto-nota n. 85

“Se il caso Garlasco fosse una partita di calcio – scrive sul suo profilo Facebook - saremmo alla fine del primo tempo, con le squadre negli spogliatoi e i tifosi che commentano, allo stadio e sui social. Pare che bisognerà aspettare settembre per avere un primo risultato. Fuor di metafora, a fine settembre scadranno i termini per le indagini della Procura di Pavia e, soprattutto, è attesa la decisione della Procura generale di Milano sulla revisione del processo a Stasi. In realtà, tutto dipende da quest’ultima circostanza. La logica dice che se la dottoressa Francesca Nanni propenderà per l’invio della richiesta di revisione a Brescia, ben difficilmente Brescia potrà giudicarla inammissibile, e pertanto partirà il processo di revisione. Nel frattempo, o in seguito, prenderà il via anche il procedimento contro Sempio, indipendente dalla revisione di Stasi, ma fortemente condizionato da essa. Viceversa, se la Nanni dirà no alla revisione, i giochi saranno finiti. La difesa di Stasi proporrà la sua richiesta di revisione, ma dopo il no di Milano le probabilità di accoglimento saranno più scarse. E se Stasi rimarrà giuridicamente colpevole, non avrà più senso il processo a Sempio, anche perché la riforma Cartabia impone di concedere il rinvio a giudizio solo se ci sono ragionevoli previsioni di colpevolezza. In poche parole, il destino di Stasi e Sempio è nelle mani di una sola persona: Francesca Nanni. Come diceva Spiderman, da un grande potere derivano grandi responsabilità. Non sono un giurista, ma solo un giornalista. Ho fatto un semplice ragionamento logico: se ho sbagliato qualcosa prego chi è più esperto di farmelo notare”.

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