La storia dell’assassino di Villa Pamphili Francis Kaufmann, alias Rexal Ford, è stata liquidata dalla stampa troppo in fretta. E adesso anche dalla giustizia italiana. Il sedicente regista americano dal passaporto falso ha lasciato il carcere perché è riuscito ad incassare dai periti nominati dalla prima sezione della Corte d’Assise di Roma un “disturbo psicotico acuto e transitorio aggravato dalla detenzione e dall’isolamento carcerario” che ha causato la sospensione del processo a suo carico per duplice femminicidio. Lo si legge su Repubblica, in un piccolo trafiletto di Andrea Ossino. Una storia di cui non si parla abbastanza, nonostante la sua gravità. Rexal Ford, forse ricorderete, prima di ammazzare sua “moglie” – hacker russa-ucraina di nome Anastasia Trofimova – e sua figlia Andromeda – 11 mesi di vita – l’8 giugno scorso nel parco di villa Pamphili riuscì a truffare il Ministero della Cultura per ben 863 mila euro. ad aver ammazzato nell’estate del 2025 la sua compagna, , insieme con la figlia Andromeda. Ora il processo per il duplice femminicidio è sospeso. Si tratta del solito muro di gomma? Concita De Gregorio in tempi non sospetti aveva delineato le stranezze di questo caso.
La società di produzione cinematografica nei Parioli, la Coevolution, dove insieme alla figlia neonata Anastasia Trofimova aveva chiesto un finanziamento da 3 milioni di euro per un film dal titolo fantomatico e mai realizzato. Il falso passaporto americano esibito da Rexal Ford agli agenti italiani che lo hanno fermato la prima volta è lo stesso con cui è riuscito ad entrare in Italia senza alcun problema. L’Fbi non ci ha messo molto per svelare la sua vera identità. Francis Kaufmann, arrestato cinque volte negli States per aggressioni. “E’ così facile, per un pregiudicato, ottenere un falso passaporto per uscire dal paese e girare il mondo?” si domandò allora Concita De Gregorio su Repubblica. Il falso matrimonio guardacaso a Malta, senza atti. Cinque controlli in Italia, ciascuno per segnalazione da parte dei passanti che una volta lo vedono ubriaco che urla, l’altra con una ferita che perde sangue sul cranio, l’altra con la bambina in braccio che piange. Sua “moglie” e sua figlia non hanno i documenti e non vengono trattenute. Fosse accaduto gli agenti avrebbero scoperto che quel passaporto era falso. Tutto molto strano. Chissà se, come sostengono alcuni amici, ad attenderlo all’aeroporto di ritorno dalla Grecia per mandato di arresto europeo con destinazione psichiatrico di Rebibbia, c’era davvero quell’uomo con occhiali scuri, completo nero, camicia bianca e cravatta nera, oppure con un cappellino da baseball e i vestiti simili a quelli del cane impazzito dal passaporto autentico ma falso, Rexal Ford.
Il Tribunale di Roma, puntuale, ha servito sul piatto d’argento l’infermità mentale a un cane sciolto che ora verrà trasferito in una struttura del servizio psichiatrico ospedaliero di diagnosi e cura del Lazio sotto piantonamento continuo. E il processo, sospeso. Che brutta storia. La profezia di Roberta Bruzzone, la psicologa forense perita delle parti civili lo aveva detto chiaro e tondo. Francis Kaufmann “è una persona consapevole della gravità di quello che ha fatto. Sa perfettamente di non avere via d’uscita processuale e sta simulando, per altro in modo grossolano e maldestro, una condizione psichiatrica che assolutamente non sperimenta”. Dopo il colloquio avuto l’anno scorso direttamente con il presunto assassino, la Bruzzone dichiarò che il soggetto in questione fosse “sostanzialmente psicopatico” con “tratti narcisistici e antisociali e chiaramente è ben consapevole di ciò che ha fatto e che punta a interrompere il giudizio”. Una previsione corretta. I periti nominati dalla prima Corte d’Assise di Roma, infatti, hanno accontentato la barbafinta Kaufmann.