Ufficiali le imminenti dimissioni di Andrea Delmastro Delle Vedove, il sottosegretario alla Giustizia di Fratelli d’Italia, e Giusi Bartolozzi, il capo di gabinetto, finiti entrambi al centro di una vicenda che, giorno dopo giorno, si è fatta sempre più difficile da gestire politicamente. Una storia che parte da Biella e arriva fino a Roma, passando per una società, “Le 5 Forchette Srl”, nella quale Delmastro deteneva una partecipazione del 25% e che controllava il ristorante “Le Bisteccherie d’Italia” – all’epoca conosciuto come “Il Baffo” – gestito dalla giovanissima Miriam Caroccia, appena diciannovenne. Non un nome qualunque, perché Miriam è la figlia di Mauro Caroccia, indicato come prestanome riconducibile al clan dei Senese e condannato per intestazione fittizia di beni aggravata dal metodo mafioso. Anche Santanché per i suoi problemi giudiziari con Visibilia a quanto pare è stata contattata per le dimissioni, ma la grana vera è il ministero della Giustizia. La Commissione Antimafia sta raccogliendo la documentazione relativa al caso della Bisteccheria d'Italia e parrebbe che molto altro stia venendo fuori a proposito di tante altre regioni. Non solo Piemonte e Lazio.
Delmastro, da parte sua, ha sempre sostenuto di aver ceduto le proprie quote non appena compreso con chi avesse realmente a che fare. Una versione che, però, con il passare dei giorni ha iniziato a incrinarsi sotto il peso di una serie di incongruenze e ricostruzioni giornalistiche, messe in fila soprattutto dal Fatto Quotidiano. È proprio questa sequenza di elementi – documenti societari, tempistiche, modalità dei passaggi di quote e soprattutto alcuni pagamenti in contanti – ad aver attirato l’attenzione della Commissione parlamentare Antimafia, che ora sta acquisendo la documentazione necessaria per capire come si sia sviluppata l’intera operazione e quale sia stato il ruolo dei vari protagonisti, compresi altri esponenti locali di Fratelli d’Italia nel Biellese che compaiono nella stessa vicenda societaria. Nel frattempo, il contesto politico non aiuta. La sconfitta del governo al referendum sulla riforma della magistratura ha aperto una fase di tensione nella maggioranza, e dentro questo clima la posizione del sottosegretario appare sempre più fragile. Il tema è ormai sul tavolo. Delmastro in questo momento sta rassegnando le dimissioni presso il Ministro Nordio insieme a Giusi Bartolozzi. Il ministro autore della riforma della magistratura bocciata al referendum aveva dichiarato di assumersi la responsabilità politica di questo fallimento e una delle prime mosse è proprio quella di tagliare i rami secchi, a quanto pare. Uno scossone iniziato all’indomani del voto referendario ma che, nella sostanza, è legato soprattutto agli sviluppi della storia della Bisteccheria d’Italia e alla sua partecipazione nella società che gestiva il locale.
Il caso è esploso proprio mentre la campagna referendaria entrava nella fase finale. Ai tavoli della Bisteccheria d’Italia, il ristorante sulla Tuscolana di cui Miriam Caroccia risulta amministratrice unica e del quale Delmastro ha detenuto per un periodo il 25% delle quote, il sottosegretario non era una presenza occasionale. Le ricostruzioni giornalistiche parlano di frequentazioni abituali, e il Fatto Quotidiano ha pubblicato anche alcune fotografie per documentare la presenza a cena, nello stesso contesto, della capo di gabinetto del ministro della Giustizia, Giusi Bartolozzi. Anche lei finita nella polemica per alcune dichiarazioni televisive in Sicilia, dove aveva paragonato la magistratura a un “plotone d’esecuzione”, alimentando un ulteriore fronte di tensione nel già complicato rapporto tra politica e toghe. Le quote, nel frattempo, erano state effettivamente cedute da Delmastro. Ma il punto che ora pesa politicamente è un altro, ovvero il fatto che questa operazione non sia stata comunicata né al ministero della Giustizia né al Parlamento, lasciando zone d’ombra che oggi la Commissione Antimafia vuole chiarire. Non solo per la vicenda personale del sottosegretario, ma per capire se dietro quella rete di società e ristoranti si nasconda qualcosa di più ampio. Intanto nel frattempo pure la ministra del Turismo Daniela Santanché sarebbe in bilico.