A Pietracatella gli inquirenti sembrano non avere più dubbi: a volere la morte di Sara Di Vita e sua mamma Antonella Di Ielsi (e forse anche di Gianni e Alice Di Vita) sarebbe stato qualcuno della cerchia familiare. Da settimane si scava tra i file dei device sequestrati, tra le ricerche online e, come MOW aveva già raccontato, anche su alcune chat e post affidate a forum e con chiari riferimenti alla ricina, il veleno letale utilizzato per fare fuori le due donne nei giorni a ridosso del Natale 2025.
Dal palazzo di Giustizia di Larino si attende a giorni (forse poche ore) l'annuncio di una svolta definitiva delle indagini, anche se non tutti gli esiti degli accertamenti disposti sono ancora a disposizione. Adesso, però, c'è un'altra storia di veleni in famiglia che arriva dalla Toscana. A Pistoia, infatti, un operaio 55enne è stato arrestato dopo che sua moglie ha accusato un malore qualche istante dopo aver bevuto una tazzina di caffè.
Diciamolo subito: la donna non è morta e la storia di Pistoia, per quanto grave, ha avuto risvolti sicuramente meno tragici. E, almeno a leggere le prime cronache, è anche già stata risolta. Ma attenzione, perché se a Pietracatella gli inquirenti stanno usando tutte le cautele possibili, dilatando i tempi per arrivare alla certezza necessaria per una imputazione e per escludere oltre ogni ragionevole dubbio l'ipotesi del banale incidente, a Pistoia le manette hanno suonato immediatamente. Nel giro di un paio di settimane, visto che l'avvelenamento risale al 24 aprile scorso e l'arresto al 9 maggio. Il 55enne accusato di aver provato a uccidere la moglie, però, nega tutto.
Ieri, stando a quanto riferisce La Nazione, l'operaio pistoiese è stato ascoltato dal magistrato che ha in carico il fascicolo e, contrariamente a quanto ci si potesse aspettare, ha deciso di non avvalersi della facoltà di non rispondere. Anzi, avrebbe ribattuto punto su punto alle domande poste, spiegando la propria posizione e ribadendo di essere innocente. Lo stesso capo d'imputazione potrebbe cambiare da tentato omicidio a lesioni gravissime e non è escluso che nelle prossime ore possa essere revocata la misura cautelare. Saranno gli ulteriori accertamenti disposti dalla Procura a fare chiarezza, mentre saranno anche ascoltate persone vicine alla coppia per capire se c'erano contrasti o dissidi. Al momento, però, sembra che tutti abbiano riferito di una coppia tranquilla, con due figli e una vita normalissima.