Tutti dalla parte di Zerocalcare. Tranne Gasparri che, lo sappiamo, non ha votato per il salario minimo ma negli scorsi giorni s'è svegliato con a cuore l'interesse dei lavoratori e quindi chiede interrogazione parlamentare sulla serie Netflix 'Due Spicci' perché girano voci su un possibile caso di sfruttamento dei freelance coinvolti nel progetto. Ma da quando in qua i diritti dei poveri cristi potranno mai interessare proprio a Gasparri?! Una palese strumentalizzazione, siamo d'accordo. Una contraddizione gigantesca, visibile pure da Marte, come ben sottolinea lo stesso Zerocalcare nel suo reel di risposta alle polemiche. Un reel che conta, a oggi venerdì 5 giugno 2026, quasi 300mila visualizzazioni. Un reel che è stato visto, riportato parola per parola dalle varie testate d'informazione. Un reel in cui Zerocalcare nel tempo di quattro minuti scarsi, si mostra dispiaciuto del fatto che chi ha collaborato alla serie non abbia pensato di rivolgersi direttamente a lui, per eventuali lamentele e proteste. "Io sono un alleato", dichiara, "Me lo potevate di' prima". Insomma, ne parla già al passato. Mentre si dice disposto a valutare 'iniziative e campagne' future sulla tematica perché 'la partita iva uccide', mica ci si può scherzare su.
Tutti l'hanno visto, tutti l'hanno ripostato, tutti l'hanno applaudito. Nessuno, a quanto pare, lo ha ascoltato per davvero. Perché Zerocalcare, in questo sacro reel, mentre elenca ogni strumentalizzazione perpetrata ai danni del suo buon nome, dice anche: "Il dato assurdo di questa discussione è che io non sono un animatore né un produttore. Quindi non ho proprio gli strumenti per fare proposte valide su 'sta roba".
Al termine di ognuno degli otto episodi che compongono 'Due Spicci', all'inizio dei titoli di coda compare il credit sul 'produttore esecutivo' della serie. E chi è? Zerocalcare. Ah.
Ora, siamo di fronte a una contraddizione. Una contraddizione gigantesca, visibile pure da Marte. Pare quasi una 'gasparrata'. Eppure l'ha detta Zerocalcare, Michele Rech, colui che si proclama 'alleato' (dei lavoratori). Il suo seguito, almeno sui social tra X e Instagram, è vastissimo e ferventemente agguerrito. Posso dire? Sì, posso: troppi follouè de Zerocarcà agiscono e commentano come un fandom tossico di un qualunque concorrente del 'Grande Fratello'. Nessuno si deve permettere di nominare Zero (invano?). C'è, per esempio, una specifica e numerosa falange di invasati che da domenica scorsa, ossia da quando MOW ha pubblicato per primo le testimonianze di possibile sfruttamento, sostiene che non ci si dovrebbe permettere di usare foto di Zerocalcare, frame dalla serie, nemmeno il suo nome. Ma sì, dai, piazziamoce Fantaghirò. Se questi qui fossero due o tre, manco starei qui a scriverne. Sono tanti, davvero tanti. Contribuiscono, tra le altre cose, a creare un clima infame assai: immaginate se qualcuno volesse mai esporsi per dire d'esser stato sfruttato dalle case di produzione DogHead o Movimenti: non si dovrebbe scontrare 'soltanto' con queste due aziende enormi, entrambe di Banijay che è una multinazionale come lo è Netflix. No, avrebbe a che fare pure con centinaia di codesti: le bimbe, i kamikaze di Zerocalcare pronti a dargli del 'fallito', del 'gasparro', di un sicario della destra che delira per gettar fango sull'onoratissimo nome di Michele Rech.
Michele Rech che, intanto, raccoglie la solidarietà aprioristica di tutti quanti, dai media unificati (ok, a parte le testate fratelle d'Italia). Mentre nei fatti si contraddice su un dettaglio mica da poco: lui (non?) è produttore 'esecutivo'. Di Schrödinger. Come er gatto. E, per 'difenderlo' da Gasparri che una volta aveva dato del 'coso dipinto' a Fedez su Twitter quindi sì che è una mina vagante, mica si scherza, si bevono testimonianze 'con nome e cognome' ripostate dalle aziende. Ve ne riportiamo una. Manco Silvio Berlusconi in persona si sarebbe permesso di parlare così. Non in pubblico. E non è che se ne risparmiasse poi tante, eh.
Cosa fa un 'produttore esecutivo'? Qual è il suo ruolo? Una grande domanda che, mentre continuiamo a leggere favole tipo 'la finta partita iva non esiste', tocca farsi. Perché Zerocalcare, pur dichiarando di non essere 'produttore', nei titoli di coda di 'Due Spicci' risulta 'produttore esecutivo' della serie. A propria insaputa? S'è confuso? Pò esse. Allo stesso tempo, quel celebre reel è uscito a quattro giorni dallo scoppio della polemica, ha il tono di un flusso di coscienza (tipico dello stile di Michele Rech, vero) ma dubitiamo che possa esserlo 'per davvero': non siamo davanti a uno sfogo in diretta Instagram a botta calda in cui magari, preso dall'agitazione del momento, Zero dice una cosa per un'altra. Qui, quattro giorni per intervenire non sono pochi, ogni parola è ben soppesata. E, visto che non siamo nati ieri, com'è logico che sia, passata al setaccio da Netflix (e aziende coinvolte al progetto) a monte della pubblicazione social. Tutto giusto, funziona così.
La domanda però resta. E, ancora una volta, ci devasta. Perché Zerocalcare dice di non essere 'produttore' e invece risulta 'produttore esecutivo' della serie 'Due Spicci'? 'Executive' è un termine che sa di comando, di capoccia, non c'è mica scritto 'creative' in quei titoli di coda. Pò esse un credit piazzato a caso, per sbaglio, pò esse tutto. A volerci credere. Ma non è che si vedano spesso 'errori di comunicazione' riguardo alle posizioni apicali di qualunque progetto. Netflix, per giuinta, mica dell'ultimo dei fornai a Sesto San Giovanni.
Cosa comporta il ruolo di 'produttore esecutivo'? Qui ci viene in aiuto l'imparzialità di Google che in linea generale recita: "lavora insieme al regista per far sì che il prodotto finale corrisponda alle aspettative e sia quindi in linea col progetto. E lo fa vigilando sul budget, sui tempi di ripresa, sull'ambito legale e sulla ricaduta pratica delle scelte artistiche pre e post produzione". Ah, pure al 'budget'?
Ma Zerocalcare ha detto che non ne poteva sapere niente, lo conosciamo e 'sappiamo' che si spende sempre per cause buone e giuste, lo seguiamo e stiamo dalla parte sua perché è nostro 'alleato'. Ed è nostro 'alleato' perché se lo dice lui, allora è così per forza, tutti gli altri son Gasparri. Bene. Qui Michele Rech, il portabandiera di ogni 'battaglia persa in partenza', lo potete sentire e vedere dire una cosa per un'altra. E questo non è uno dei 'cento articoli' che gli vuole dare contro per forza. Il fatto è che tocca riportare quello che succede. Non quello che i più vorrebbero leggere per confermarsi di stare, anche oggi, dalla parte giusta della storia (Instagram). Siamo davanti a una contraddizione enorme. Andrebbe spiegata. E andrbbe spiegata nel concreto. Sbaglia Zero o sbagliano i crediti Netflix? Quale ruolo ha avuto Michele Rech, in quanto 'produttore esecutivo', nella serie? Domande che si aggiungono alle domande precedenti che ancora aspettano risposta (quanti dei 400 lavoratori a 'Due Spicci' sono stati sfruttati? Sono stati sfruttati?). Noi ci stiamo lavorando.
Delle 'strumentalizzazioni' brutte e cattive che casomani potrebbero far la bua all'idolo di turno, ci importa zero. Sempre meglio non averne proprio di idoli, ma se ci si sono, almeno s'accollino d'esser coerenti. Che a parole, insomma, siam bravi tutti. Ma il problema è che alle parole di certuni, credono troppi, mannaggia all'Armadillo.