image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

3 giugno 2026

Essere così di sinistra da ignorare (e screditare) fino a 400 lavoratori per difendere Zerocalcare. Lui non c'entra, ma la domanda sì: 'sta gente è stata sfruttata o no?

  • di Grazia Sambruna Grazia Sambruna

3 giugno 2026

La grossa polemica intorno a 'Due Spicci' di Zerocalcare non riguarda Zerocalcare. A prescindere dalla strumentalizzazione che ne ha fatto Gasparri con la richiesta di interrogazione parlamentare, il punto vero della vicenda è cercare di capire come se la siano passata i lavoratori impiegati nel progetto. Sarebbero fino a 400 in totale, ma nessuno parla di loro. Anzi, sono tutti impegnatissimi a gettar discredito sulle istanze di chi ha provato a segnalare casi che, se confermati, sarebbero molto gravi. Perché questa è la sinistra, sì, la sinistra performativa: tocca dimostrare di stare dalla parte giusta della storia, ma solo su Instagram
Essere così di sinistra da ignorare (e screditare) fino a 400 lavoratori per difendere Zerocalcare. Lui non c'entra, ma la domanda sì: 'sta gente è stata sfruttata o no?

Sono giorni surreali. Da quando su MOW è comparso, a mia firma, il primo articolo che riportava le decine di segnalazioni di gente che sosteneva di aver lavorato a 'Due Spicci', la terza serie di Zerocalcare per Netflix, parlando di sfruttamento, compensi disperanti e altre sciagure di ogni giorno specie per i freelance, è esploso un caso mediatico in cui (e non era facile, ndr) chiunque riesce a non sfiorare, manco da lontano, il cuore della questione. Il cuore della questione sono i 400 lavoratori impiegati nel progetto (no, che siano '400' non lo dice 'solo Il Giornale' - che è di Destra e quindi avrà i propri interessi a 'screditare' qualunque roba sia 'di Sinistra'). Il dato è emerso ufficialmente anche durante la presentazione della serie alla grande festa che si è tenuta al Circo Massimo per il lancio di 'Due Spicci'. MoviMenti e Doghead sono le due case di produzione che hanno vinto l'appalto per la realilazzione della serie Netflix, impiegando, dunque centinaia di cristiani - come è normale che sia, mica c'è da soffiare una bolla di sapone. Considerato che le due aziende risultano avere una cinquantina di dipendenti diretti, negli anni son saliti da 20 a 47, giocoforza tutti gli altri sarebbero freelance ingaggiati per il progetto 'Due Spicci'. A stare larghi, dunque, diciamo 350 persone, su per giù. Bene, l'unica preoccupazione di media e social riguardo alle loro condizioni lavorative è ripetere da giorni: "Qualsiasi cosa sia successa, non è colpa di Zerocalcare". E su questo, tra l'altro, concordiamo dal primo giorno. Ma risolve la questione? No. Resta ancora in ballo l'unica domanda che avrebbe senso farsi ma nessuno si pone: come se la sono passata i freelance arruolati per questo bellissimo progetto? Sono stati sfruttati? Se sì, in quanti? Cosa è successo davvero? Niente, manco un'anima disposta ad approfondire. Al massimo, si screditano le segnalazioni per 'il metodo', biasimandone l'anonimato e raccontandolo come prova regina di assoluta menzogna, insomma, sono al 100 % balle spaziali. Ma usciamo per un attimo dal teatrino da villaggio turistico che racconta questa vicenda come una sorta di derby Zero-Gasparri, tu da che parte stai? Sì, grazie. Perché personalmente, e come me immagino bene pure Zero, sto dalla parte dei lavoratori, ossia della maggioranza dei poveri stronzi che possono sempre, purtroppo, ritrovarsi schiavizzati e senza diritti. 'La partitva iva uccide', lo ribadisce lo stesso Michele Rech nel suo reel di risposta alla querelle. Ecco, si potrebbe parlare di questo, per una volta? Esatto, si dovrebbe. E allora perché, invece, non si può? 

Quanta merda questa destra.
Non ce ne libereremo mai! pic.twitter.com/Zd2epzMpsi

— Alessandra (@bianca_cappa) June 2, 2026

"Non è colpa di Zerocalcare', perfino le testate dichiaratamente più 'di Sinistra' titolano così, ci infarciscono editoriali accoratissimi e XXL che intasano la rete ribadendo, comunque, una cosa buona è giusta: è vero che Rech, come lui stesso dichiara, non abbia responsabilità a riguardo: non è lui a stabilire paghe e condizioni dei collaboratori delle case di produzione che assoldano manovalanza. Gasparri ha gasparrato, al solito, richiedendo interrogazione parlamentare sulla questione 'Due Spicci'. E visto che lo ha fatto Gasparri, evidentemente l'ennesima strumentalizzazione 'politica' da parte sua, allora porsi domande su cosa sia realmente accaduto durante la lavorazione della serie diventa 'di destra'. Anzi, contribuisce a un complotto della destra contro Zerocalcare. Sì, ho letto anche questo negli ultimi giorni.

Insieme al fatto che, chiunque abbia riportato quelle segnalazioni, avrebbe dovuto pensarci prima perché Zero, si sa, è molto sensibile e la faccenda, vera o no, avrebbe potuto fargli del male a livello emotivo. Ora, va bene essere fan, ok l'adorazione verso una figura che rappresenta istanze buone e giuste (e che convidiamo, tra l'altro). Però, lo ribadisco, qui non c'entra Rech: qui c'entrano (fino a) 400 persone che potrebbe essere state calpestate e sfruttate sul lavoro. E che magari hanno davvero paura di parlare, sì, perché, facendolo, correrebbero il rischio sensibile di perdere ogni opportunità futura di camparsi, in un settore che, lo dice lo stesso Zero, 'uccide'. E di certo non ringrazia se je parli contro. Puoi avere anche tutte le ragioni del mondo, ma no, non ti ringrazia. Ti taglia le gambe, piuttosto. Poi non ci puoi più 'annà a pijà er gelato'. 

20260603 135526205 3228
Non si doveva dare spazio alle segnalazioni di sfruttamento da parte dei freelance per non correre il rischio di far rimanere male Zerocalcare

"Il giornalismo non deve fare domande", "Se questi qui avessero davvero avuto qualcosa da denunciare, dovevano fare causa, non segnalare sui social, così siam bravi tutti", "Restano anonimi perché non esistono", "L'ufficio stampa (delle case di produzione, ndr) ha già dichiarato ufficialmente che non è vero niente e allora non è vero niente: l'ufficio stampa è l'unica fonte affidabile e verificabile". Da domenica leggo queste e tante altre bizzarrie. E non sapevo di vivere sotto regime, onestamente. Infatti, non è così. Ma fa impressione, per dirne il meno, vedere come tutti tra Instagram e X, si siano schierati a priori contro i più deboli di questo possibile scenario. E con quanta ferocia, poi. Ve lo giuro: mi sono ritrovata a spiegare a centinaia di persone arrabbiate la mera ipotesi che le multinazionali (come anche qualunque azienda piccola o grossa che sia) possa sfruttare la gente. "Possa", eh? A oggi risulta una 'teoria' 100 % inaccettabile, quasi complottista (a favore della destra, tra l'altro), 'senza prove non credo a niente'. Non dico di 'credere' a prescindere. Ma almeno di non azzannare chi avrebbe provato a raccontare una situazione sulla carta grave, come fosse un terrorista. E soprattuto un invidioso, un rosicone, un pezzente senza dio. L'ho già detto ma lo ripeto: stiamo vivendo nel sogno bagnato di Silvio Berlusconi. Non c'è neanche più bisogno che un Silvio Berlusconi 'manipoli' l'opinione delle masse. L'opinione delle masse è già schierata a destra, tragicomamente, reputandosi pure di sinistra, in molti casi. Bisogna 'difendere' (ma da chi? Da Gasparri?!, ndr) Zerocalcare. Sui 400 cristiani che hanno lavorato al progetto ci pisciamo sopra senza nemmeno porci mezza domanda riguardo a come se la siano passata nel work in progress. Non ci interessa. Bimbi, riuscite a vedere quanto sia grave questo 'non ci interessa' che continuate a supportare? 

20260603 143131041 5452
Una testimonianza che ho ricevuto e che spiega piuttosto bene perché questo tipo di fonti, in generale, abbia bisogno di restare anonime

Le segnalazioni sono anonime, vero. Ma il giornalismo si basa da sempre anche su fonti anonime, persone che raccontano situazioni chiedendo di mantenere l'anonimato non certo per codardia, 'solo' perché se uscissero i loro nomi e cognomi, vivrebbero conseguenze concrete: perdere il lavoro, per esempio. Essere fatti fuori dal loro intero settore che, magari e sottolineo magari, proprio sull'omertà e su questa paura degli stessi ingranaggi (i lavoratori) che lo tengono insieme si alimenta e fiorisce. Non sto dicendo, ovvio, che anche MoviMenti e DodHead si siano comportate così coi collaboratori freelance, che li abbiano sfruttati per forza. Mi sto chiedendo da dove vi giunga la certezza granitica che, semplicemente, non sia successo e basta. Troppe volte è proprio così che 'funziona'. Lo so perché io stessa sono freelance dal 2012 e 'ste robe le vivo e vedo succedere a inifiti altri da sempre. Come conferma benissimo anche Zerocalcare nel suo reel di risposta. Il problema dello sfruttamento è sistemico, ma soprattutto normalizzato. Per campare, tocca accettare la qualunque. Col sorriso. E pronti perfino a mentire, negando la realtà, pur di non perdere quel poco che si 'ha' già ora. 

Verissimo che non ci siano denunce 'nelle sedi opportune', per adesso. Ma chiunque vi riporti questo fatto come prova regina della fallacia delle segnalazioni su 'Due Spicci' o vi sta mentendo deliberatamente o è un imbecille. Immaginate un po, in linea generale, di alzarvi un mattino dopo anni di sfruttamento e decidere che da oggi basta, non ne potete più, ora esco e, dall'alto del mio straccio di contratto che, forse, ho in mano vado a fare causa a una gigantesca multinazionale e a grosse case di produzione, tra le più forti in Italia. C'è bisogno che vi dica come va a finire questa 'causa'? Va a finire che nemmeno comincia, bimbi! Il povero stronzo che denuncia, o il gruppetto di poveri stronzi che denunciano, potrebbero pure avere ogni ragione del mondo dalla loro. Ma questo sarebbe sufficiente? Ovviamente, no. Sta a tirare in ballo tipo quattro o cinque Mazinga, vi pare?!

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da UN!TA (@un.it.a)

Ricordate la 'paginetta' che ha raccolto quelle segnalazioni anonime? Ecco, si chiama Unita. E, dopo aver levato ogni storia e post riguardo a 'Due Spicci' dal proprio profilo causa diffida flash da parte di DogHead e MoviMenti, ha replicato a queste case di produzione, dando la loro versione dei fatti. Qualcuno l'ha riportata? No. Perché, appunto, se ne scrive come di una 'panigetta' in cerca di hype facile, che ha fatto caciara per alzare qualche follouè su un titolo Netflix appena uscito e di sicuro successo. Pure io, nel primo pezzo scritto a riguardo, ho ventilato che potesse essere così -perché, beh, poteva essere così, sulla carta. Poi ho visto il lavoro che fanno, non solo online, in direzione della tutela dei diritti sul lavoro nel settore di giovani e professionisti che cercano di sopravvivere nel campo dell'animazione. Unita, nel silenzio mediatico quasi generale, sostiene che andrà per vie legali: aveva già contatto le case di produzione in questione a più riprese a febbraio scorso, con grande preoccupazione per le "numerose segnalazioni" ricevute da freelance, sempre anonimi per carità, che sostenevano di lavorare a 'Due Spicci'. E di lavorarci male, molto male, a condizioni tra il pessimo e l'horror. Ora di maggio, e ricevendone sempre di più, Unita ha scelto di postarle. Perché intanto i destinatari non avevano dato alcuna risposta nel tempo di quattro mesi. Chiaro, non erano tenuti a farlo, nessun obbligo. Suona un po' strano che oggi, però, essi sostengano che Unita avrebbe dovuto verificare con l'azienda prima di andare online. Beh, a quanto pare, ci hanno provato eccome. Invano. 

Di Unita leggerete che sia una (sedicente) associazione a tutela dei diritti dei lavoratori del settore creativo. Ma, ancora una volta, se ne scrive con grande biasimo verso il loro 'metodo'. Potrebbero essere chiunque, magari cecchini piazzati apposta da Gasparri o chi per esso, non hanno uno statuto, non sono un sindacato e via svilendo. Ciò che posso ripetervi è che ho visto il modo in cui operano per prestare attenzione verso chi si dice in difficoltà. Se non altro, provano ad ascoltare 'sta gente. E a creare una rete di sostegno reciproco che personalmente mi appare utilissima e meritoria. Per carità, fino a prova contraria. Detto ciò, ancora una volta, noto che nessuno stia badando ai più 'piccoli' scesi in campo. Per mettere, invece, la smentita dell'ufficio stampa delle case di produzione perfino già nel titolo degli 'articoli' (richiesta che era arrivata anche a me. E sono piuttosto convinta di aver agito, ignorandola, come avrebbe fatto lo stesso Zerocalcare nella medesima situazione).

Il problema qui, per me, è che in pratica tutti gli altri abbiano invece accettato di farlo, invalidando così qualunque istanza già dal titolo del pezzo. E senza dare spazio, poi, alla controreplica. Perché tanto il punto vero, l'unico che conta, è ribadire che 'qualsiasi cosa sia successa, non è colpa di Zerocalcare". Invece, e ci risiamo, il punto vero è quel 'qualsiasi cosa sia successa'. Qui bisognerebbe spostare il focus perché questo è il focus: come se la siano cavata quei 400 lavoratori. O 350 che siano, comunque mica pochi. Mentre le pagine Instagram delle case di produzione che hanno realizzato 'Due Spicci' vanno avanti a postare severi comunicati ufficiali e, curioso, tengono i commenti chiusi oramai da giorni. Nessuno può dire la propria da quelle parti. Né a favore, né contro. 

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Movimenti Production (@movimentiproduction)

Cosa mi aspetto adesso? Ad andar bene, uno spietato puntalcazzismo: sul numero preciso di dipendenti, sulla conta dei freelance. Qualunque dettaglio diventerà centrale per distrarvi dal fatto che io sia qui, non credibile e quello che vi pare, a concentrarmi su quelle centinaia di lavoratori. E lo sarei pure se fossero 50, 20, 10, 2. Le loro condizioni lavorative non possono passare sotto silenzio, domandare è lecito, se non doveroso. Rispondere è cortesia, sì, ma 'non è vero niente' non è una risposta. Come, a riguardo, non lo è neanche 'Zerocalcare non c'entra'. Bene, allora chi c'entra? Cosa è successo? Non abbiamo nessuna prova concreta del contrario, ma stanno tutti, dai media alla gente sui social, a ribadire che 'non è vero niente'. Questo, in linea teorica, andrebbe a sostegno di chi? Dico una follia: sicuro non dei poveri stronzi che magari avrebbero qualcosa da dire. Ma mettece pure 'sto clima da caccia alle streghe cazzare, figuratevi se si azzarderanno ad aprir bocca. La apriranno, ne sono certa perché già li vedo, quelli che 'è andato tutto bene, io mi sono trovato benissimo, ci sono delle voci in giro ma, si sa, il mondo è pieno di invidiosi e incapaci che vorrebbero arrivarci a lavorare qui, ma se lo possono solo sognare. Allora mentono, buttano online assolute falsità". Chi andava ripetendo che 'L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio'? Esatto, il buon Silvio. Tra le altre cose politicamente schierato fin dall'inizio dalla parte dei più deboli. Mica degli imprenditori arcimilionari e delle multinazionali, scherziamo? 

Magari mi arriverà pure una diffida, di quelle flash spedite perfino a YouTuber e content creator social grandi e piccoli che s'erano azzardati, nelle prime ore dallo scoppio del caso, a pubblicare video, storie e post chiedendosi, semplicemente, cosa stesse succedendo, senza 'incolpare' nessuno. Alcune mail di diffida che ho visto, impongono di levare qualsiasi contenuto a riguardo 'in venti minuti'. Se no, ti facciamo causa. Ovvio che chiunque, dopo aver letto ciò, abbia cancellato tutte cose. Fossero state anche solo legittime domande, espressioni di preoccupazione o speranze che non fosse vero nulla. La pagina Unita, l'associazione da cui è partita la querelle, non aveva postato soltanto testimonianze anonime 'negative', ce n'erano pure di positive. Invitando a non prendere ogni segnalazione alla lettera perché "non c'era stata possibilità di verificarle'. Oggi, con la controreplica di Unita che circa nessun sito di informazione ha ripreso, 'sappiamo' anche la loro versione del motivo per cui non fosse stato possibile 'verificarle'. 

Nel carosello, Unita sostiene di aver sempre precisato che non fosse possibile verificare quelle storie (✅). E d’aver postato anche testimonianze positive (✅). È vero, anzi, allego screen - anche queste storie, insieme alle altre, sono sparite post diffida ⤵️ #DueSpicci pic.twitter.com/DaQVOt11XU

— GraceSomehow (@LaSambruna) June 1, 2026

In ultimo, mentre state a scannarvi sui social per difendere Zerocalcare da... Gasparri (?!) come se 'Gasparri' possa realmente spostare foss'anche soltanto una biglia rispetto alla vastità dell'universo di melma in cui, ahinoi, ci tocca di vivere, rendetevi conto che vi stanno agitando a botte di retorica e narrazioni, tanto da farvi perdere di vista il punto. Chiunque vi lasci credere che una lotta tra Rech e Gasparri sia il centro del dibattito per cui armarsi e partire, sceglie di ignorare che in ballo ci sarebbero (fino a) 400 persone coinvolte nel progetto 'Due Spicci'. E che nessuno stia chiedendo loro come siano andate davvero le cose. Online compaiono le prime testimonianze 'rassicuranti', quelle sì con nome e cognome ovviamente, che raccontano il Fantabosco, le ninfe che portavano, con le orecchie, il caffèlatte a ogni collaboratore ogni mattina in studio, i compensi più che equi, la realizzazione di un sogno stupendo: lavorare nell'animazione. Come mai queste interviste/testimonianze sono 'credibili'? Anzi, vedo già che in molti le considerate addirittura 'prove'. Perché dicono quello che volete sentire. Perché quelle parole vi confermano l'unica verità possibile: "Non è colpa di Zerocalcare". E comunque non è successo niente.

Pensa quanto si potrà mai esser ciula a ignorare le istanze horror comunque emerse e che potrebbero riguardare fino a 400 persone ingaggiate in un progetto di lavoro, solo per dimostrarsi pubblicamente 'di sinistra' e, in buona sostanza, dalla parte giusta della storia (Instagram). Centinaia di poveri stronzi potrebbero essere stati sfruttati all'interno di un settore in cui, purtroppo, lo sfruttamento è la atroce norma, ma per chiudere la questione vi ripetono che "Non è colpa di Zerocalcare". E allora basta, a posto così, che altro potrebbe esserci mai da sapere ancora? Le domande a riguardo le fa soltanto Gasparri, ci sarà un motivo, no? Sì, bimbi, magari motivo c'è. Ma non è quello che avete in mente voi.

State contribuendo, con l'assoluta complicità dei media per carità, a costruire un'opinione di massa tale per cui chi denuncia sfruttamento non sia credibile, oppure 'soltanto invidioso' e 'incapace'. Come anche chi tenta di capire cosa sia successo per davvero perché s'interessa ai diritti e alle tutele sul lavoro. "Il giornalismo non fa domande", me lo stanno ripetendo in così tanti che davvero non mi stupiterei fosse risorto Benito. I diritti dei lavoratori, beh, roba di cui si sta 'occupando' soltanto Gasparri. Quello che dovreste chiedervi è: perché fare chiarezza non importa a nessun altro? Come mai 'odiate' e insultate sui social chiunque almeno ci provi a porre questioni? Attenzione spoiler: succede perché siete, consapevolmente o meno, attivissimi tesserati della nuova 'Sinistra Performativa'. E quindi dalla parte giusta della storia (Instagram).

Centinaia di persone hanno lavorato a questo progetto. Persone come me e te: sulla carta, poveri stronzi. Possiamo tornare a riconoscerci tra simili, per cortesia? Se non ci si dà una mano tra noi, qua, dubito che l'avvenire potrà essere meno spaventoso del presente. Ma magari sono pazza. E incapace, dormite tranquilli perché 'Zerocalcare non c'entra', e a chi importa se magari centinaia di freelance piangono terrorizzati (da una vita) tra diffide, precariato e qualunque tipo di sopruso che tanto le multinazionali come le grandi aziende non attuano mai eh ci mancherebbe, hasta la victoria siempre. Ma la 'victoria' di chi? 

More

La retorica di destra si schianta contro la realtà dei suoi “compagni che sbagliano”: come Pozzolo (ex FdI ora con Vannacci). E lo fa con un tasso alcolemico due volte superiore al limite

di Michele Larosa Michele Larosa

Pozzolo combinaguai

La retorica di destra si schianta contro la realtà dei suoi “compagni che sbagliano”: come Pozzolo (ex FdI ora con Vannacci). E lo fa con un tasso alcolemico due volte superiore al limite

Ma cosa significa che l'Onu rischia la bancarotta? Gli Usa di Trump hanno smesso di pagare, la Cina è in ritardo. Ecco tutto quello che sappiamo

di Federico Giuliani Federico Giuliani

Nazioni Unite al verde

Ma cosa significa che l'Onu rischia la bancarotta? Gli Usa di Trump hanno smesso di pagare, la Cina è in ritardo. Ecco tutto quello che sappiamo

Perché l’Italia paga milioni di euro per gli album di Francesco Gabbani, Angelina Mango, Tiziano Ferro e altri? Questa, signori, è il “Tax Credit Musica”

di Marika Costarelli Marika Costarelli

tax credit musica

Perché l’Italia paga milioni di euro per gli album di Francesco Gabbani, Angelina Mango, Tiziano Ferro e altri? Questa, signori, è il “Tax Credit Musica”

Tag

  • Zerocalcare
  • Netflix
  • Polemica

Top Stories

  • Delitto di Garlasco: De Rensis, De Giuseppe e Marchetto indagati? Sì, ma la bomba è l’intercettazione del padre di Andrea Sempio: “quella bionda lì” , “testimone contro di te”

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: De Rensis, De Giuseppe e Marchetto indagati? Sì, ma la bomba è l’intercettazione del padre di Andrea Sempio: “quella bionda lì” , “testimone contro di te”
  • La nuova Ferrari Luce elettrica fa incazzare tutti, soprattutto la borsa (-7%). Ma Elkann ha un piano per Stellantis (c’entrano Wall Street, ma soprattutto Pechino) e dovrete aspettare il 2030 per capire se avrà ragione o no

    di Andrea Muratore

    La nuova Ferrari Luce elettrica fa incazzare tutti, soprattutto la borsa (-7%). Ma Elkann ha un piano per Stellantis (c’entrano Wall Street, ma soprattutto Pechino) e dovrete aspettare il 2030 per capire se avrà ragione o no
  • Delitto di Garlasco: le sit di Marchetto? Le Bozzole, la Lega, il denaro e gli strani intrecci raccontati dall'ex maresciallo e intanto Corona annuncia l'intervista con Marco Poggi

    di Gianmarco Serino

    Delitto di Garlasco: le sit di Marchetto? Le Bozzole, la Lega, il denaro e gli strani intrecci raccontati dall'ex maresciallo e intanto Corona annuncia l'intervista con Marco Poggi
  • Delitto di Garlasco: tutto vero, ma per finta? Ecco l'assurda Sit di Muschitta su quel maledetto 13 agosto

    di Gianmarco Serino e E. Pieroni

    Delitto di Garlasco: tutto vero, ma per finta? Ecco l'assurda Sit di Muschitta su quel maledetto 13 agosto
  • Delitto di Garlasco: chi è Amilcare Adami, l’altro zio ricchissimo di Andrea Sempio nelle cui proprietà la “famiglia” si riuniva per sfuggire alle cimici della procura?

    di Gianmarco Serino

    Delitto di Garlasco: chi è Amilcare Adami, l’altro zio ricchissimo di Andrea Sempio nelle cui proprietà la “famiglia” si riuniva per sfuggire alle cimici della procura?
  • Delitto di Garlasco: quindi Stefania Cappa sapeva di Brucagin quando solo Le Iene e la Procura sapevano? E su Chiesa Soprani…

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: quindi Stefania Cappa sapeva di Brucagin quando solo Le Iene e la Procura sapevano? E su Chiesa Soprani…

di Grazia Sambruna Grazia Sambruna

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]
  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy