image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
    • MotoGp
    • Tennis
    • Formula 1
    • Calcio
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
    • San Carlo
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
    • Sport
    • motogp
    • tennis
    • Formula 1
    • calcio
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

3 giugno 2026

Ma cosa significa che l'Onu rischia la bancarotta? Gli Usa di Trump hanno smesso di pagare, la Cina è in ritardo. Ecco tutto quello che sappiamo

  • di Federico Giuliani Federico Giuliani

3 giugno 2026

Il problema è più serio del previsto. L'Organizzazione delle Nazioni Unite è alle prese con una grave crisi di liquidità. I suoi due principali Paesi finanziatori, Stati Uniti e Cina, hanno smesso di pagare. Gli Usa di Donald Trump sono in arretrato di almeno 4 miliardi di dollari, mentre il Dragone ha ritardato le pratiche. In palio c'è il controllo dell'Onu conteso tra Washington e Pechino. Un braccio di ferro che rischia di compromettere l'organizzazione e vanificarne lo scopo: evitare nuovi conflitti globali e favorire la cooperazione tra i governi. C'è ancora poco tempo per rimediare. L'ombra della bancarotta incombe

Foto: Ansa

Ma cosa significa che l'Onu rischia la bancarotta? Gli Usa di Trump hanno smesso di pagare, la Cina è in ritardo. Ecco tutto quello che sappiamo

L'Organizzazione delle Nazioni Unite si trova in una situazione a dir poco delicata. L'organismo internazionale, creato al termine della Seconda Guerra Mondiale principalmente per evitare nuovi conflitti globali e favorire la cooperazione tra gli Stati, rischia di finire in bancarotta. Lo sapevate? Qualcuno ne ha parlato? Eppure, soltanto poche settimane fa, l'Assemblea Generale dell'Onu ha evocato il rischio di un imminente collasso finanziario entro agosto, nel caso in cui le quote associative dei vari Paesi membri non dovessero essere saldate in tempo. Il riferimento è ai due principali finanziatori dell'organizzazione, Stati Uniti e Cina, impegnati in un pericoloso testa a testa che ha come unico fine il controllo dell'ente. Gli Usa di Donald Trump sono in arretrato di oltre 4 miliardi di dollari. Washington si è inoltre ritirata da decine di programmi e agenzie Onu – compresa l'Organizzazione Mondiale della Sanità – tagliando quelle che il tycoon considera spese inutili per alimentare politiche inadeguate. E la Cina? C'ha messo del suo aggravando la crisi di liquidità in essere ritardando i propri pagamenti. E questo nonostante Pechino si dichiari il principale difensore dell'organizzazione. Il Dragone deve alle Nazioni Unite 455 milioni, nonostante pochi giorni fa ne abbia già versati quasi 850 milioni. Calcolatrice alla mano, l'Onu dipende dai finanziamenti statunitensi e cinesi per il 42% del suo budget di base.

UN faces a "race to bankruptcy" unless Member States pay their dues in full and on time, Secretary-General @antonioguterres warns. pic.twitter.com/Ig7f9U95HQ

— UN News (@UN_News_Centre) October 17, 2025

Come ha spiegato nel dettaglio il Wall Street Journal, il Segretario Generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha avvertito che le Nazioni Unite sono impegnate in una "corsa verso la bancarotta" e che esiste una “prospettiva molto concreta di un possibile collasso finanziario dell'organizzazione”. Le ultime previsioni sono fosche. Le Nazioni Unite dovrebbero infatti esaurire le riserve di liquidità entro metà agosto, ossia proprio quando il processo di selezione del successore di Guterres entrerà nel vivo. La Cina continua a ripetere che onorerà i suoi obblighi finanziari. Gli Stati Uniti dichiarano invece di subordinare il futuro sostegno finanziario a maggiori risparmi. L'Onu è in parte corsa ai ripari. Ha infatti messo in atto tagli di spesa di portata storica e intrapreso un programma di efficientamento. Ha chiuso uffici, eliminato un numero record di 3.000 posti di segretariato, ridotto gli orari degli interpreti e persino disattivato le scale mobili presenti nella sede centrale di New York. Non solo: per risparmiare denaro le Nazioni Unite hanno accelerato il ritiro delle truppe dalle zone più critiche dell'Africa, come la Repubblica Democratica del Congo e hanno drasticamente ridotto le spese per le operazioni di mantenimento della pace. Last nut not least, l'organizzazione ha posticipato i rimborsi a Nepal, Bangladesh e altri Paesi poveri che forniscono truppe per le operazioni dei “caschi blu”.

Donald Trump
I due principali Paesi finanziatori dell'Onu, Stati Uniti e Cina, hanno smesso di pagare come in passato Ansa

Gli ingenti arretrati accumulati alla fine dello scorso anno, pari a 760 milioni di dollari, unitamente all'obbligo di restituire 300 milioni di crediti agli Stati membri all'inizio del 2026, hanno ridotto di quasi il 10% le disponibilità liquide del bilancio dell'Onu. Oltre a Stati Uniti e Cina, anche altre nazioni non hanno ancora pagato la loro quota. Tra queste, troviamo Giappone, Russia, Brasile, Messico, con Francia, Spagna, Arabia Saudita e Australia in ritardo. L'Italia sembrerebbe essere in regola, così come Germania, Regno Unito, Corea del Sud e Canada, solo per citare qualche nome. Le possibili soluzioni? Poche. Le Nazioni Unite non possono infatti contrarre prestiti e la loro dirigenza ha poteri limitati per ristrutturare le attività o licenziare i dipendenti. L'Onu può contare su una struttura enorme che comprende il citato segretariato con sede a New York e 15 agenzie specializzate come l'Organizzazione Mondiale della Sanità, l'Organizzazione Internazionale dell'Aviazione Civile e l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, che coordinano rispettivamente le risposte a malattie come l'Ebola, garantiscono la sicurezza dei voli aerei e standardizzano l'interconnessione delle reti telefoniche. L'Onu gestisce inoltre oltre 50.000 caschi blu nelle zone di conflitto. Detto questo, che cosa potrebbe accadere se il suddetto organismo dovesse fallire? Partiamo da un presupposto: le Nazioni Unite esistono perché gli Stati la mantengono in vita. In caso di crisi, semmai, è lecito attendersi un netto ridimensionamento delle sue attività anziché una sua scomparsa. Se così fosse, tuttavia, verrebbe meno una piattaforma all'interno della quale quasi tutti i governi del pianeta possono confrontarsi. E il mondo diventerebbe ancora più frammentato di adesso.

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

More

Cosa c'è dietro al video dei manifestanti in Albania trascinati sulla spiaggia dove il genero di Trump vuole costruire un resort da 1 milione: gli affari del presidente americano ma anche il gioco immobiliare Usa-Israele

di Federico Giuliani Federico Giuliani

Affari d'oro

Cosa c'è dietro al video dei manifestanti in Albania trascinati sulla spiaggia dove il genero di Trump vuole costruire un resort da 1 milione: gli affari del presidente americano ma anche il gioco immobiliare Usa-Israele

Chi sta sabotando la pace in Medio Oriente? Mentre Trump dice di aver negoziato con l'Iran, Teheran attacca il Kuwait e Israele Beirut. Cosa sta succedendo

di Federico Giuliani Federico Giuliani

Falchi e colombe

Chi sta sabotando la pace in Medio Oriente? Mentre Trump dice di aver negoziato con l'Iran, Teheran attacca il Kuwait e Israele Beirut. Cosa sta succedendo

Il Mondiale rovinato dai narcos e dalla Cia? In Messico c'è il caos. C'entrano Trump, i cartelli della droga e una vera epidemia di armi

di Federico Giuliani Federico Giuliani

Pistole e pallone

Il Mondiale rovinato dai narcos e dalla Cia? In Messico c'è il caos. C'entrano Trump, i cartelli della droga e una vera epidemia di armi

Tag

  • Stati Uniti
  • USA
  • Donald Trump
  • Cina
  • Esteri
  • Attualità
  • Geopolitica

Top Stories

  • Delitto di Garlasco: De Rensis, De Giuseppe e Marchetto indagati? Sì, ma la bomba è l’intercettazione del padre di Andrea Sempio: “quella bionda lì” , “testimone contro di te”

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: De Rensis, De Giuseppe e Marchetto indagati? Sì, ma la bomba è l’intercettazione del padre di Andrea Sempio: “quella bionda lì” , “testimone contro di te”
  • La nuova Ferrari Luce elettrica fa incazzare tutti, soprattutto la borsa (-7%). Ma Elkann ha un piano per Stellantis (c’entrano Wall Street, ma soprattutto Pechino) e dovrete aspettare il 2030 per capire se avrà ragione o no

    di Andrea Muratore

    La nuova Ferrari Luce elettrica fa incazzare tutti, soprattutto la borsa (-7%). Ma Elkann ha un piano per Stellantis (c’entrano Wall Street, ma soprattutto Pechino) e dovrete aspettare il 2030 per capire se avrà ragione o no
  • Delitto di Garlasco: le sit di Marchetto? Le Bozzole, la Lega, il denaro e gli strani intrecci raccontati dall'ex maresciallo e intanto Corona annuncia l'intervista con Marco Poggi

    di Gianmarco Serino

    Delitto di Garlasco: le sit di Marchetto? Le Bozzole, la Lega, il denaro e gli strani intrecci raccontati dall'ex maresciallo e intanto Corona annuncia l'intervista con Marco Poggi
  • Delitto di Garlasco: tutto vero, ma per finta? Ecco l'assurda Sit di Muschitta su quel maledetto 13 agosto

    di Gianmarco Serino e E. Pieroni

    Delitto di Garlasco: tutto vero, ma per finta? Ecco l'assurda Sit di Muschitta su quel maledetto 13 agosto
  • Delitto di Garlasco: chi è Amilcare Adami, l’altro zio ricchissimo di Andrea Sempio nelle cui proprietà la “famiglia” si riuniva per sfuggire alle cimici della procura?

    di Gianmarco Serino

    Delitto di Garlasco: chi è Amilcare Adami, l’altro zio ricchissimo di Andrea Sempio nelle cui proprietà la “famiglia” si riuniva per sfuggire alle cimici della procura?
  • Delitto di Garlasco: quindi Stefania Cappa sapeva di Brucagin quando solo Le Iene e la Procura sapevano? E su Chiesa Soprani…

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: quindi Stefania Cappa sapeva di Brucagin quando solo Le Iene e la Procura sapevano? E su Chiesa Soprani…

di Federico Giuliani Federico Giuliani

Foto:

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Killers 15enni e sempre più omicidi tra i giovani? Barbara Fabbroni a fuoco su Mow: "La Gen Z ha un problema con la rabbia”. Il carcere come in Svezia? “Vi spiego perché non è la soluzione”

di Gianmarco Serino

Killers 15enni e sempre più omicidi tra i giovani? Barbara Fabbroni a fuoco su Mow: "La Gen Z ha un problema con la rabbia”. Il carcere come in Svezia? “Vi spiego perché non è la soluzione”
Next Next

Killers 15enni e sempre più omicidi tra i giovani? Barbara Fabbroni...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy