Un fatturato da più di sei miliardi e mezzo di dollari al novembre del 2023, centinaia di milioni in dividendi. Leonid Radvinsky dopo l’acquisto del 75% delle quote della piattaforma fondata da Tim Stokely e Guy Stokely, OnlyFans, l’ha rivoluzionata e trasformata in quello che è oggi, ovvero il punto di riferimento per le creators di tutto il mondo. Ora che Radvinsky è morto all’età di 43 anni dopo una lunga lotta contro il cancro condotta in grande riservatezza, sui social network si legge di tutto. Da chi si dice moralmente felice per la sua morte a chi invece si domanda quale sarà il futuro dell’azienda, ma non mancano anche chi continua a criticarlo anche da morto per la sua presunta donazione da 11 milioni di dollari all’American Israel Public Affairs Committee. Chi critica comunque, molto spesso rimane comunque un cliente, ossessionato dal corpo e dalla malizia di queste signorine che vendono la propria sensualità in questa infinita vetrina a luci rosse, ibrido tra Facebook e un sito pornografico a pagamento. Abbiamo allora chiamato Beatrice Segreti, classe 1998, cresciuta in Piemonte, vicino ad Alessandria. Oggi se ne sta beata con i suoi due gattini in una casetta immersa nella campagna veronese, lontana dal caos delle metropoli, da dove risponde ai migliaia di abbonati sul suo profilo di Onlyfans. Bea Secrets rientra fra lo 0,3% di creators più seguite al mondo. Ha oltre 243 mila like sul suo profilo e si dice arrivi a guadagnare il triplo di un parlamentare all’anno. Non parla con piacere del suo portafoglio, dunque con lei abbiamo chiacchierato un po’ della percezione che l’opinione pubblica ha di questa sua professione e del mondo che Radvinsky ha contribuito a creare. Un mondo che tocca un po' tutte le sfere dell'umano. Dall’amore al potere, anche quello più profondo e perverso, fino alla guerra.
Cosa ne pensi di quel che si dice di Leonid Radvinsky, ora che non c’è più? D’altronde è stato il “tuo” datore di lavoro
Conosco la sua storia. Quando ho aperto OnlyFans ero curiosa di sapere chi lo gestisse, ma adesso che è morto leggo i commenti di persone impazzite che si dicono felici. Questa reazione del pubblico mi stupisce parecchio. Poi ci sono pure quelli convinti del fatto che chiuderà tutto. Qui ci sono miliardi in ballo, ci sono diverse società in gioco e quindi non è così. Però sì, la reazione del pubblico sinceramente mi ha stupito, perché ok, ci sono delle ragioni magari politiche anche per odiarlo, delle ragioni soprattutto etiche, sociali, però qui si vede anche un po’ la miseria da parte delle persone e soprattutto la loro frustrazione, la loro invidia, il loro risentimento. Dovresti sperare nella morte di una persona come Dahmer. Non voglio parlare di politica, però credo che parte di questo odio provenga dal fatto che lui fosse pro-Israele. Da tempo faceva donazioni per la cura di numerose malattie e a centri di cura per il cancro, poi è morto di tumore. Ad ogni modo è stato un importante filantropo. Poi, per noi creator ha creato una realtà e un lavoro, ha sbloccato una nuova modalità di lavoro e ad un’apertura mentale totalmente nuova. Questo ha aiutato tantissime persone, soprattutto donne, madri, ragazze in difficoltà. E non è solamente un aiuto economico - che va bene, sta alla base di tutto nella vita - ma anche un aiuto mentale e personale. Io vedo questa mia carissima amica che era completamente persa fino a un anno e mezzo fa: era in depressione, non sapeva cosa voleva, si sentiva brutta. Le ho detto: prova a sperimentare con il tuo corpo, con la tua sessualità, la tua fantasia, prova ad aprire OnlyFans, magari inizi con delle foto semplici. Ovviamente deve essere rispettoso di quello che vuoi tu. Adesso ho questa mia amica che è fortissima: è piena di energia, è felicissima, sa quello che vuole, sa dire di no agli uomini, sa dire di no alle scelte, le fa con la testa. Ha avviato questo meccanismo di indipendenza, di forza, non so come dirlo in italiano, in noi donne. E ha dato lavoro, ha dato molto lavoro. Poi ovviamente chi critica sono le stesse persone che fanno il mercato, perché senza domanda non c’è offerta.
A proposito di Israele. La guerra con l’Iran è arrivata a toccare anche Dubai, meta di molte creators che adesso dovranno spostarsi altrove, dove andrete?
Beh sì, è ovvio che se ti passano frammenti di missili addosso e ti cadono anche in città, per quanto possa essere sicura, è spaventoso. Ma io credo che la stessa cosa se accadesse qui in Italia. Personalmente non ho alcun tipo di legame con Dubai e non ci sono mai stata in vita mia. Credo sia l’ultimo posto al mondo che potrebbe regalarmi un po’ di ispirazione. Mi dicono che comunque è una realtà da conoscere, perché è costruita dal nulla e si vede proprio la grandezza dell’essere umano, di quello che riesce a fare, ma diciamo che non fa per me. Sono più una tipa da campagna, piuttosto mi faccio un viaggio introspettivo in Vietnam, come è già successo, mi richiudo nel nulla, nell’umiltà delle persone. Ovviamente, però, parlando di tassazione, è un paradiso fiscale, dunque puoi avere l’azienda lì, però non dovresti creare contenuti lì, perché stiamo parlando di un paese musulmano. Tornando alla tua domanda credo la meta possa essere la Spagna, quindi Tenerife, che ha le temperature ideali per questo genere di lavoro. Noi abbiamo bisogno di caldo, di luce naturale, di metterci le gonnelline, avere la luce che risplenda sulla pelle. Noi dobbiamo illuminare, col grigio e la nebbia del Piemonte verrebbe un contenuto orribile. Io poi sono olivastra, mi vedo terribile con quella luce. Se fossi a Milano mi sarei scavata una fossa, è un ambiente troppo forte per me. Anche se ultimamente sto pensando di trasferirmi e avvicinarmi alla città. Vivo nelle campagne del Veneto, sto veramente fuori dal mondo. Non ci sono rumori, né luce artificiale, perché voglio la mia privacy e poter uscire liberamente, farmi una camminata. Così sto bene, ho fin troppi stimoli da tutte le parti, dai social. E poi viaggiando molto ho bisogno di una piccola tana, dispersa in un angolo del mondo. Tornando a noi, ti parlavo di Tenerife come possibile meta, ma in molti si stanno muovendo a Bali, oppure Barcellona, che è una realtà fortissima nel mondo del porno, ha anche una mentalità che accetta molto di più questo lavoro. So che moltissime delle mie colleghe stanno andando a Miami, nonostante il problema della green card. Insomma, quando finisci con l’Italia devi anche cambiare mercato. Se fossi una creator e dovessi spostarmi domani sinceramente girerei un po’ il mondo, non mi dispiacerebbe andare in Thailandia.
sinceramente girerei un po’ il mondo, non mi dispiacerebbe andare in Thailandia.
Ti reputi una donna potente?
Sì, mi sento una donna potente. Di natura mi sono sempre sentita molto a mio agio con me stessa, non necessariamente con il mondo fuori. Quindi sicuramente OnlyFans mi ha dato molta più carica per poter dire: ok, ho il manico del coltello tra le mani, non che dovessi accoltellare qualcuno. Nessuno mi deve mettere i piedi in testa, posso fare quello che voglio e sono padrona di me stessa, non devo aspettare nessuno. Questa cosa mi fa sentire molto in potere anche sulle scelte che devo prendere. Anche solo, per esempio, parlare con te mi viene, non dico semplice, però mi sento bene a farlo perché so che viene tutto da me. Non esiste una persona che mi dica quello che devo fare. Se dovessi trovarmi in questa condizione sarei capace di dire di no e secondo me dire di no è una delle cose più difficili, soprattutto nel mondo del lavoro, quando sottostai a qualcuno. Il mondo purtroppo funziona così. Poi non so nel giornalismo, nella televisione, nella radio o nella moda, non oso immaginare come stiano le cose. Ne ho visto un pochino da lontano ed è stato spaventoso. Però ecco, dal mio punto di vista, mi sento potente e sono imprenditrice di me stessa, della mia sessualità, della mia testa, delle mie scelte. Qualcosa che potrebbe anche dare alla testa.
A te ha mai dato alla testa?
No, a me no. Ho visto colleghe e anche ex amiche a cui ha dato alla testa. Spesso chi fa questo lavoro inizia molto giovane, così inizia ad avere un po’ di soldi, un po’ di fama, una carrellata di persone e commenti positivi che ti esaltano, e a fine giornata ti senti invincibile. Ti senti qualcuno a cui nessuno può dire di no. E quindi nel momento in cui magari vuoi essere un pochino più professionale – creare un contenuto, farlo uscire, rispettare i tempi, rispondere ai messaggi, se dobbiamo sentirci alle 11 ci sentiamo alle 11 – queste cose vengono meno. Perché dall’altra parte uno dice: “chi sei tu? Devi starmi dietro”. E questa cosa la sento molto da parte degli uomini verso le donne. Ho colleghi uomini che mi dicono: per noi è impossibile lavorare con alcune donne, perché una volta ti dicono di sì e poi scompaiono, e si sentono chissà chi. Devi sapere stare al mondo, stare con le persone, devi fare gavetta nella tua vita. Questo è fondamentale e ti fa arrivare molto più lontano.
Prima di aprire Onlyfans che lavori hai fatto?
Allora, io ho fatto la cameriera, poi ho lavorato in un’azienda orafa, poi ho lavorato un po’ con mio papà, ero molto giovane. Ho fatto un po’ di lavoretti così. È stato molto bello, qualche volta mi manca. Mi piacerebbe tornare a lavorare per qualcuno, sinceramente.
Però arrivi a guadagnare anche il doppio di un parlamentare, che magari è un tuo potenziale cliente
Non ti nego che non parlo molto volentieri di quanto guadagno, però tra i clienti ho avuto di tutto: politici, calciatori, imprenditori. Ho persone estremamente intelligenti, persone estremamente superficiali, persone estremamente volgari, persone molto più sentimentali. Io ho a che fare con tutti.
I clienti più potenti hanno perversioni più complesse? C’è un lato oscuro del potere, da questo punto di vista? Mi viene in mente il caso di Jeffrey Epstein che è forse emblematico di questa dimensione
Questa cosa è legata molto alla fame dell’essere umano: più gli dai e più vuole. E quando inizia ad avere troppo diventa ingestibile, perché la testa inizia a cercare cose che a volte sono disumane. Però è anche molto legato all’intelligenza delle persone. Io dico sempre – o meglio, è una cosa che penso spesso – le persone più intelligenti sono quelle che poi tirano fuori le fantasie più assurde. Un medico o un avvocato, che ha studiato per anni, pieno di lavoro, pieno di stimoli, viene da me e mi chiede cose che dici: ok, come ha fatto la tua testa a formulare una roba simile? Quindi è legato a quello che hai seminato nella vita, a quanto hai studiato, a quanto sei affamato di sapere, di conoscenza, di voglia di fare. Devi essere curioso. E questo poi si lega anche ai soldi, al potere, e di conseguenza arrivi anche a certe richieste. Io, sempre con il discorso del saper dire no e riconoscere la mia persona e la mia posizione, non ho accettato tantissime richieste, anche assurde, da parte di persone di questo calibro. E mi sento molto fortunata, perché queste cose possono davvero portarti a diventare un gioco per gli altri, una marionetta. Quindi bisogna fermarsi un secondo e ricordarsi i ruoli.
Sai dire di no anche ai potenti, dunque ti senti di poter avere tutto quello che vuoi?
No.
Cosa ti manca?
Cerco delle cose molto più semplici. In questo momento della vita io mi sento un fiore, sono esplosiva, ma questa cosa non durerà per sempre. Ci sarà un giorno in cui invecchierò, dove magari siederò su una panchina tutto il tempo perché avrò male alle ginocchia. Vorrò un partner vicino a me che mi amerà non solo per il lavoro che mi definisce, per la bellezza che indosso, ma per dei valori molto più profondi. C’è anche da dire che è un pochino difficile trovare persone così, soprattutto quando la tua fama ti precede. Conosci persone che sanno già chi sei e magari sono lì pronte a farsi offrire una cena, perché poi sono sempre io a offrire le cose. Credo molto nella galanteria, però poi mi piace anche offrire, fare pensierini – non dico regali – tipo portarti un muffin perché sono felice di vederti sorridere. Quindi sì, è un momento in cui voglio pensare a me stessa, crearmi un futuro solido, pensare ai miei gatti, viaggiare, conoscere persone. In questo momento sono molto affamata di conoscenza, ho bisogno proprio di ritrovarmi con persone belle, intelligenti, che mi arricchiscano. Forse una cosa chi mi manca, ultimamente, è un po’ di coraggio. Forse mi è sempre mancato. Lasciare tutto e trasferirmi all’estero, da sola, non mi è mai riuscito. Magari è infantile, elementare – molti a 18 anni prendono e si trasferiscono da soli – però io questo non l’ho mai fatto. Quindi forse questo mi manca, credo. Però ci sto lavorando.