La conferenza stampa della Premier di inizio anno, ormai ufficialmente unica ed annuale, si è fatta tradizione. Una passerella per fare domande che non riusciranno mai a mettere in difficoltà il nostro caro Presidente del Consiglio. Ecco a voi dunque tutto ciò che vi è di davvero rilevante nella ricorrenza di questo inizio 2026. L'abbigliamento, il carisma, lo stile e l'aspetto fisico di ciascun giornalista che ha interrogato la nostra grande Madre d'Italia, trascurando quasi del tutto le risposte della Premier e il vero contenuto delle domande, dato che si tratta di 3 ore esatte di conferenza stampa. Una vera agonia, ma ce l'abbiamo fatta. Chi siamo noi per giudicare? Nessuno. Dunque iniziamo. La cerimonia si apre con l'intervento del Presidente dell'Ordine Giornalisti, Carlo Bartoli che rispettiamo e veneriamo profondamente e non ci permetteremmo mai di prendere per i fondelli, parla di cose serie: i troppi giornalisti ammazzati in Ucraina e Gaza, della bomba a Sigfrido ranucci, della testa mozzata di cavallo sulla tomba del padre di Giorgia Venturini, delle querele intimidatorie. Il tutto con una bella cravatta Marinella blu a pois bianchi di cui il sottoscritto possiede un esemplare analogo. Dopo aver parlato tenta di rimettere a posto i due microfoni, che però non accennano a volersi piegare e tornano su nella posizione precedente, alché il Presidente rinuncia e se ne va scocciato. Voto? 9 e mezzo. Unica pecca il completo grigio scuro che con il blu non ci sta troppo bene.
Inaugura il 2026 la domanda di Ileana Sciarra del Messaggero. Un omaggio al grande Caltagirone in benedizione dell’affaire Mps. Ileana dai capelli mori vaporosi, il viso simmetrico e perfetto, ha gli occhi gentili. Giacca nera su camicetta bianca e foulard a fiore rosa bianco afferra timidamente il microfono come è timida la sua voce quando domanda alla Madre d’Italia che ne sarà di Alberto Trentini, ancora detenuto in Venezuela. Fare la prima domanda è una goduria, ma anche una grande responsabilità perché si tratta dell’innesco che in fiamma la miccia della conferenza stampa. Non può essere lunga, dev’essere breve, e stimolare per primo l’ovulo della conversazione. Voto, dieci e mezzo.
Poi tocca ad Andrea Bonini Skytg24, che domanda alla Meloni delle linee rosse su Groenlandia e su Trump. Ha una bellissima cravatta bianca e rossa che trasmette un senso di azione, ma mitigata dal bianco e dunque in linea per altro con i colori del logo della sua testata. Poi Bonini con dei capelli perfetti, pare appena uscito dalla doccia, fresco come una rosa nel mattino gelido dell’inverno, ma al calduccio nella sala della conferenza stampa.
Giselda Vagnoli di Reuters, invece afferra la barra in alluminio del microfono con la mano destra e con la sinistra lo modella per posizionarlo correttamente vicino alle labbra. Poi di quelle mani (come capita un po’ a tutti coloro che seguono a chi ha tentato per primo e come di rito, non ce l’ha fatta a fare breccia nel cuore della Meloni) non sa che farsene, prima le appoggia sul fianco, poi sul banco di fronte. Rimane sul tema della Groenlandia, dato l’interesse per S. M. il Re d’Inghilterra, dato che la regina non c’è più, a proposito della rotta artica. E’ noto agli agenti segreti di tutto il mondo che Londra miri a diventare l’hub logistico che colleghi l’Europa alla Cina attraverso l’atlantico e la rotta artica che costeggia la Siberia quando i test atomici delle super potenze globali avranno contribuito a riscaldare a sufficienza l’atmosfera e sciogliere quei ghiacci che non permettono la navigazione per metà dell’anno. L’abito grigio scuro della collega e la sua collana a cubetti di ghiaccio bianchi in qualche modo ricordano la cupezza di quei mari gelidi e i ghiacciai che con il riscaldamento climatico si stanno scongelando
Tommaso Ciriaco de La Repubblica non si esime dal sottolineare quanto tempo è passato dall’ultima conferenza stampa. Un leimotiv strisciante tra i giornalisti trascurati dalla Madre d’Italia Giorgia Meloni, come figli abbandonati e risentiti, oppure come amanti vittime del suo ghosting. E con il viso sbarbato e bonario, ma al tempo stesso un po’ beffardo le pone la domanda fatidica. La domanda che fa arrabbiare la Maestra d’Italia, a proposito del famoso “veto filoputiniano di Salvini”. Scatenando una reazione significativa della Meloni che assume una postura decisamente Tatcheriana nella sua risposta. Voto: {[(10/2)x3]/3}x2x111 = SATANA
Alberto Ciapparoni Rtl 102.5 si presenta con cravatta marrone (diceva un grande esoterista della provincia di Cuneo: “Marron: la coleur du cafon”), camicia azzurra e giacca blu indaco (circa) con mani dietro la schiena come quei calciatori che si dispongono a barriera davanti alla porta prima di un calcio di rigore, oppure come quei pugili che sanno come si schivano i colpi a testa bassa. La cosa più bella di questa domanda sulla sicurezza dell’Italia, i maranza, la criminalità e bla bla bla, (al minuto 36 e 30) è la traduzione per i sordi da parte dell’interprete he è davvero uno spettacolo incredibile. Voto: NON UDIBILE.
Nicola Perrone dell’Agenzia Dire: niente da Dire, ottima domanda su Gaza. Reazione della Meloni: scontata, ma necessaria. Voto: XXX
Arriva l’artiglieria pesante, Flaminia Camilletti de La Verità che, come potete anche osservare dal fermo immagine, suscita lo stupore e l’entusiasmo anche dell’interprete che appare piacevolmente sorpresa dalla soluzione cromatica della giornalista. Capelli castani mossi con dei vaghissimi colpi di sole molto eleganti. Voce suadente, languida. Giacchetta di un colore a metà tra il beige e il verde cinabro. Una sorta di verdognolo acido che però le sta molto bene con il blu oltremare del vestitino che c'è sotto. Pure con le unghie di uno smalto del medesimo colore del vestito. Brava. Anche la domanda è giusta, tagliente a proposito dell’impasse sulla data del referendum sulla giustizia. Risposta della Meloni? E' tutto regolare.
Jacopo Matano Tg3 Rai, domanda su Salvini e l’Ucraina. Top, regolare. Voto? Nessuno
Barbara Acquaviti di Askanews con il caschetto di capelli mossi ricci neri, la giacca nera e la camicia bianca con colletto classico a punta inamidato e chiuso dai due bottoni d’oro ha vinto tutto in quanto a personalità.
Roberto Sommella di Milano Finanza è l’Übermensch romano del giornalismo economico nostrano. Punto.
Elisabetta Fiorito di Radio 24 è una donna in rosso, dalla chioma al vestiario, che in qualche modo riflette il grado di emergenza delle sue domande.
Antonio Atte di Adnkronos ha invece posto una domanda molto scontata sul Venezuela. “Cosa pensa a vedere i venezuelani che contestano le manifestazioni dei sindacati contro l’invasione del Venezuela?”. Della serie, non rompiamo le scatole a Giorgia Meloni, nostra Madre d’Italia che altrimenti sarebbe in grado di sacrificarci tutti su un altare rituale come dei fuchi che non servono più all'Ape regina. Da qui la ormai virale risposta di Meloni: “la sinistra è dalla parte sbagliata della Storia”. Che poi quale sia la parte giusta della storia insomma, l’Italia lo capisce sempre quando sta perdendo una guerra, dunque, rimaniamo con il dubbio.
Il testosteronico Edoardo Romagnoli de il Tempo mette in bella mostra l’inchiesta contro Hamas telegrafata (si scherza daiii) dal Mossad al quotidiano degli Angelucci e dunque lo possiamo tralasciare.
Paolo Cappelleri dell'Ansa? Voto dieci per la semplice domanda, ma necessaria, da manuale di giornalismo, sul caso di Crans-Montana.
Andrea Carugati del Manifesto, nonostante il suo giornale sia tutto rosso, indossa cravatta e completo neri.
Giulia Di Stefano Tg2 Rai ci hai fatto innamorare tutt* quant* (non binari inclusi), anche se la domanda non l’abbiamo affatto ascoltata.
Francesca De Benedetti del Domani, tutta vestita di bianco con i capelli biondi e il rossetto rosso ricordano tantissimo i colori del logo del quotidiano fondato da Carlo De Benedetti, che però non è suo padre. Riesce nel provocare l’ira di Giorgia Meloni, la Madre Tortura d’Italia chiedendole un parere su Trump, che fa il brutto e cattivo tempo in Venezuela, e sullo scoop del suo quotidiano a proposito di Gaetano Caputi che sarebbe stato spiato dall’Aisi. Colpisce più che altro il look della De Benedetti, da istitutrice fluorescente pronta a lottare contro le donne di potere e a frustare gli uomini deboli e masochisti. La De Benedetti, però, è stata frustata dalla Meloni.
Francesco Maisano Tg1 Rai, avanti veloce. La solita domanda sulle fratture interne alla maggioranza per cui Madre Meloni non poteva che rispondere che il governo italiano è solido
Marco Galluzzo del Corriere della Sera, invece, è stato devastante. Una domanda lunga cinque minuti, ha rischiato il linciaggio di tutta la sala, incluso del Presidente dell’ordine dei giornalisti, e come il primo della classe ha anche biasimato i propri colleghi di non essere a sufficienza precisi nel loro mestiere. Questo è quel che ci voleva. Un po’ di sano bordello e un dissing implicito a Roberto Sommella di MilanoFinanza. E’ stato bellissimo il suo rianimare l’intera sala stampa dopo averla fatta addormentare con una domanda molto puntuale rispetto a quelle che l’hanno preceduto, diciamolo, parecchio scontate. Quindi avanti tutta Marco Galluzzo, combatti!
Segue Lanfranco Palazzolo di Radio Radicale che parla delle carceri, un problema serio. Grande Palazzolo.
Ora andiamo avanti veloce, perché sta conferenza stampa è lunghissima (Mamma mia basta) e ci sono troppi uomini. Le donne, quelle belle, quelle capaci di rivaleggiare alla estrema e lancinante bellezza della Matriarca d’Italia sono poche e ci sono troppe quote azzurre. Gabriele Martelloni di RaiNews24, con l’allure da Clark Kent, pronto a trasformarsi in Superman dopo un rapido cambio in una cabina telefonica poco più in là domanda alla Meloni se punti o meno a fare il Presidente della Repubblica e lei risponde con una battuta su Fiorello. Come direbbe il nostro Direttore Moreno Pisto, tutto bellissimo. Però comunque due ore di conferenza stampa si percepisce la mancanza di donne, della cosiddetta f**a, oppure fre**a, oppure pas**a. Dove è andata a finire la parità di genere? Dove sei Matteo Renzi con le tue quote rosa? Aiuto!
Ilario Lombardo de La Stampa, infatti, evidentemente per questa carenza in sala, biasima Meloni per non essersi fatta vedere per più di un anno. Evidentemente gli mancava, e come accade sempre in queste situazioni, la madre s’incazza.
Giacomo Salvini del Fatto Quotidiano è uno dei pochi giovini di questa sala che fa domande puntuali, molto precise, e porta alto il vessillo della Santa Inquisizione del giornalismo italiano governato dal rettiliano piemontese Marco Travaglio.
Federica Olivo dell'Huffington Post domanda - agitando nella mano destra, nervosissima, dietro ad un paio di occhiali da vista rotondissimi - a Meloni che ne pensi della possibilità di una legge sull’eutanasia. E la Madre d’Italia da grande democristiana dice che andare verso una legge che faciliti il suicidio non è priorità del governo. Meno male. Altrimenti ci saremmo già sparati un colpo in testa.
Però la speranza torna quando è il turno della domanda di Manuela Perrone del Sole 24 Ore che può tranquillamente, a mani basse, vincere il premio Mowmag per la più bella e brava giornalista presente alla conferenza stampa di Giorgia Meloni, 2026. Punto. Unghiette con smalto rosso. Maglioncino di lana con girocollo lento, catena d’oro sul petto, giacchetta bianca, capelli perfetti, sorriso a 32 denti. Forse lei potrebbe essere una degna rivale della Madre d’Italia Giorgia Meloni. La sua nemesi, capace di porre alla Presidente del Consiglio una domanda complicatissima sul Mercosur, con una eleganza senza eguali. Un tema, quello dell’accordo Ue-Mercosur, di cui non si parla abbastanza e che andrebbe trattato più diffusamente da giornalisti preparati come la Manuela Perrone del Sole 24 Ore.
Un bel contrasto con Marco Iasevoli dell’Avvenire, che invece porta su di sé tutta la gravità della figura biblica di San Giuseppe, che con pietà interroga la Meloni sulla difficile condizione dei giovani e su altre cose di grande tristezza.
Gaia Tortora di Tg La7 fa la domanda delle domande, sul caso Garofani e sul rapporto con Mattarella. Ottimo, ottimo. Però boh. Non una domanda che metta in crisi Giorgia. Che volete che vi risponda a queste domande?
Luigi Conte dell'Agi (forte del potere di Eni) infila il coltello nella piaga che si è aperta in Forza Italia dopo la morte di Berlusconi e sulle “bottarelle” di Piersilvio ad Antonio Tajani, che però essendo il ministro degli esteri non si tocca. Giorgia Meloni lo difende.
Massimiliano Scafi de il Giornale invece con grande accento romano prende per mano la Meloni e la porta in Abruzzo dalla Famiglia nel Bosco. Ma basta con sta famiglia nel bosco!
Francesca Pozzi Tgcom24 con un’allure tipico del microcosmo di Mediaset, caschetto e maglioncino da sciura milanese domanda del tanto vituperato Piano Mattei di cui si era parlato a lungo nella conferenza dell’anno scorso e di cui non vi è più ombra, perlomeno a livello mediatico. Voto: A+.
Vincenzo Miglietta di Radiocor è un grande perché parla della necessità di un piano industriale, che in Italia manca dai tempi di Sylos Labini (non quello che fa teatro, l'economista).
Antonella Ambrosioni del Secolo d’Italia è anche lei vestita in bianco come Manuela Perrone, che però rimane ineguagliabile.
Federica Ionta Gr Rai, una donna rosso fuoco e dalla capigliatura teutonica.
Simone Santi di Nove Colonne. Perché proprio nove? Le colonne sono qualcosa di mitologico. Il nove è un simbolo esoterico. Cosa vorrà dire tutto questo? Coincidenze? Io non credo.
Augusto Antelmi di Tv2000 è un grande perché domanda se è pomeriggio o mattino, e parla di natalità.
Claudia Fusani per L’Altra Voce d’Italia (qual'era la prima? Ahahahah, battutaccia, ridete, maledetti) è una grande giornalista. A livello di armocromia molto interessante, decisamente più azzeccato di Elly Schlein e al livello di Giorgia Meloni. E poi dice cose giuste. La spesa è aumentata del 25% e gli stipendi son rimasti fermi al 9%. Pensioni ferme. L’Italia è come le sabbie mobili e si ripetono sempre le stesse cose. E' il sogno americano che si è realizzato (scusa ma cosa c'entra? Nulla, ma vabbé fa sempre il suo effetto dirlo).
Donato Paolo Mancini di Bloomberg è un personaggio dalla stazza imponente, un vero e proprio marcantonio, dalla voce profonda, sicuro di se, la barba curata, gli occhiali giusti. Domande semplici ma puntuali: ulteriori cessioni di quote di Mps? Quali sono i pregi del terzo polo bancario? Siete preoccupati dell’inchiesta di Mps? Ow yeah!
Susanna Turco dell’Espresso chiude in bellezza questa agonizzante Conferenza Stampa facendo la domanda delle domande, quella su Paragon e cede parte del suo spazio a Francesco Cancellato, direttore di Fanpage anche lui tra gli spiati del caso Paragon, la richiesta di intervenire alla conferenza stampa è stata fatalmente... "cancellata". Fantastico. Che sfortuna se è stato un caso eh, mannaggia. Dalle colonne di MOW per oggi è tutto. Buonasera e buonanotte.