image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Be Folk
Be Folk

Mattarella a Crans Montana e la Meloni in conferenza stampa? Occasioni perse per chiedere “scusa” alle famiglie di Aurora Livoli e del capotreno ucciso a Bologna per lo Stato che non c’è stato

Emanuele Pieroni

9 gennaio 2026

Lo Stato ha saputo farsi presenza - umana nell’immediatezza e solenne subito dopo - nel dolore che travalica i confini, ma è miseramente inciampato evitando, in due “occasioni”, di guardare dentro le proprie omissioni. Tra Crans Montana e le morti di Aurora Livoli e Alessandro Ambrosio resta il vuoto di una parola che non sarebbe stata debolezza, ma civiltà verso altre due famiglie dentro lo stesso dolore: “scusa”

Foto di: Ansa

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

“Dobbiamo essere orgogliosi di essere Italiani”. Lo ha detto, nei giorni scorsi, una mamma che aveva appena perso suo figlio nella strage di Crans Montana. E’ vero: al di là di colori e di chi si sente rappresentato da chi, l’Italia ha dato una bella dimostrazione. Dentro il dolore. Dentro la sofferenza. Dentro l’indignazione. E l’ha data nell’unico modo che rende onore al verbo “dimostrare”: essendoci. Esserci per accompagnare. Esserci per sostenere. Esserci per provare a alleggerire. Sono le stesse ragioni che, oggi, hanno fatto annullare tutti gli impegni già in calendario del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto esserci di persona nel gelo composto di Martigny. Alla cerimonia per la strage di Crans Montana e, simbolicamente, a fianco alle famiglie italiane. Un capo istituzionale che s’è fatto figura morale: prima all’ospedale di Zurigo, lontano da telecamere e proclami, a stringere idealmente le mani dei genitori di Elsa Rubino e Leonardo Bove; poi alla cerimonia ufficiale con Emmanuel Macron, dove le parole sono state poche e necessarie. Cordoglio. Vicinanza. Giustizia. Nessuna enfasi, nessuna retorica. Solo la misura che si addice alle tragedie vere e poche parole con i giornalisti.

Mattarella Crans1
Sergio Mattarella alla cerimonia per la strage di Crans Montana

In quei gesti – la rosa deposta, il registro firmato, l’incontro riservato con i medici – lo Stato c’era. C’era nell’emergenza, c’era nella cura, c’era nella responsabilità internazionale. E lo stesso si può dire delle parole pronunciate da Giorgia Meloni nella conferenza stampa di oggi sull’anno di governo: l’Avvocatura dello Stato mobilitata, la promessa solenne alle famiglie di non lasciarle sole, la volontà dichiarata di perseguire ogni responsabilità. Anche qui, sul piano di Crans Montana, l’Italia ha mostrato un volto serio. Presente. Persino esemplare. Eppure sia il viaggio in Svizzera di Sergio Mattarella, sia la conferenza stampa di Giorgia Meloni, sono state anche due grandi occasioni perse per chiedere scusa per quelle volte in cui lo Stato non c’è stato. O è mancato. O ha mancato.

Perché sì, mentre lo Stato si dimostrava capace di esserci oltre confine, dentro i propri confini, più o meno nelle stesse giornate, accadeva l’opposto. Due omicidi hanno squarciato il tessuto civile del Paese non per fatalità, ma per omissione. Alessandro Ambrosio, capotreno di 34 anni, è stato ucciso a Bologna da un uomo che non avrebbe dovuto essere lì: gravato da precedenti, fermato più volte, destinatario di un ordine di allontanamento, noto alle forze dell’ordine come presenza problematica nelle stazioni del Nord Italia. Eppure libero, fino a poter pedinare, colpire, uccidere. E qualche giorno prima a finire ammazzata era stata Aurora Livoli, diciannove anni, assassinata a Milano da Emilio Gabriel Valdez Velazco, due volte espulso, irregolare dal 2019, condannato per violenza sessuale, dichiarato socialmente pericoloso dallo Stato e poi rimesso in circolazione per l’incapacità del sistema di rendere effettivi i propri stessi provvedimenti.

Giorgia Meloni Ansa
Giorgia Meloni oggi in conferenza stampa

Qui lo Stato non c’era? Non c’era nella prevenzione. Non c’era nell’esecuzione delle decisioni assunte. Non c’era nella protezione dei suoi cittadini. E, soprattutto, non c’è stato dopo. Perché a fronte di una presenza istituzionale forte, visibile, nobile e doverosa per Crans Montana, è mancato un gesto altrettanto alto, ma più difficile: chiedere scusa a due famiglie. Simbolicamente. Per tutte. Non un atto giudiziario, non una dichiarazione tecnica, ma un’assunzione pubblica di responsabilità morale verso le famiglie di Aurora e di Alessandro, uccisi nonostante (e non a causa dell’assenza di) atti dello Stato.

“Il buon senso c’era – scriveva Manzoni ne La Colonna Infame - ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune”. Ecco, chiedere scusa, oggi,” approfittando” di due occasioni pubbliche in cui lo Stato dimostrava di saperci essere, avrebbe significato sottrarsi al riflesso automatico dell’autodifesa istituzionale e riconoscere che l’errore, quando è strutturale, non può essere archiviato come incidente. Sarebbe un gesto di civiltà estrema, che avrebbe rinforzato l’autorità e l’autorevolezza, piuttosto che indebolirle. Sarebbe stata l’occasione per essere ancora più orgogliosi di essere italiani, visto che magari, a dirlo, sarebbero state due famiglie in più che vivono lo stesso dolore: figli ammazzati senza colpe. Crans Montana resterà una ferita internazionale affrontata con nobilissima dignità. Bologna e Milano, invece, sono ferite interne ancora aperte. Occasioni perse per dire ciò che spesso manca di più a chi resta: lo Stato ha sbagliato e vuole risponderne, almeno sul piano morale. Senza questo passaggio, la presenza istituzionale rischia di restare impeccabile nella forma, ma incompleta sul piano umano. Che è sempre quello che conta veramente.

20260109 171349822 7015
Alessandro Ambrosio e Aurora Livoli

More

Strage di Crans Montana: sì, anche i ricchi piangono e anche gli svizzeri sbagliano, ma quelli che “ci godono” si facciano aiutare

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Crans Montana

Strage di Crans Montana: sì, anche i ricchi piangono e anche gli svizzeri sbagliano, ma quelli che “ci godono” si facciano aiutare

L’assassino di Aurora Livoli ha confessato: ne ha abusato e l'ha strangolata. Era in libertà per un errore (risultava pure incensurato)

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Aurora Livoli

L’assassino di Aurora Livoli ha confessato: ne ha abusato e l'ha strangolata. Era in libertà per un errore (risultava pure incensurato)

Hanno preso l’assassino del capotreno di Bologna. Bravi, ma dov’erano le forze dell’ordine prima dell’omicidio? Cari Salvini e Meloni, ora al governo ci siete voi. Quattro domande per la destra (e una per la sinistra)

di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

Chi vuole rispondere?

Hanno preso l’assassino del capotreno di Bologna. Bravi, ma dov’erano le forze dell’ordine prima dell’omicidio? Cari Salvini e Meloni, ora al governo ci siete voi. Quattro domande per la destra (e una per la sinistra)

Tag

  • Cronaca
  • Be Folk
  • Attualità
  • Svizzera
  • Social
  • Tragedia
  • Sergio Mattarella
  • Giorgia Meloni

Top Stories

  • [VIDEO] Delitto di Garlasco: “Hanno tutti paura di una famiglia e di una persona”. Le nuove cannonate di Alessandro De Giuseppe (Le Iene) anche su “telefonate per incastrare”, “DNA comparso”, uomini dello Stato e testimoni “che hanno parlato”

    di Emanuele Pieroni

    [VIDEO] Delitto di Garlasco: “Hanno tutti paura di una famiglia e di una persona”. Le nuove cannonate di Alessandro De Giuseppe (Le Iene) anche su “telefonate per incastrare”, “DNA comparso”, uomini dello Stato e testimoni “che hanno parlato”
  • Delitto di Garlasco: cosa c’è oltre Stasi, Sempio e la pista familiare? Le misteriose feste in villa di cui (forse) s’è parlato troppo poco

    di Emanuele Pieroni

    Delitto di Garlasco: cosa c’è oltre Stasi, Sempio e la pista familiare? Le misteriose feste in villa di cui (forse) s’è parlato troppo poco
  • [VIDEO] Delitto di Garlasco: ma l’avete letto il labiale di De Giuseppe (Le Iene) a Zona Bianca? Signori, viene giù tutto davvero

    di Emanuele Pieroni

    [VIDEO] Delitto di Garlasco: ma l’avete letto il labiale di De Giuseppe (Le Iene) a Zona Bianca? Signori, viene giù tutto davvero
  • Delitto di Garlasco e “sistema Bruzzone”: Bacco sbotta contro la criminologa (che forse ha esagerato)

    di Michele Larosa

    Delitto di Garlasco e “sistema Bruzzone”: Bacco sbotta contro la criminologa (che forse ha esagerato)
  • Caso Signorini, vendita gruppo Gedi, Elkann non ha più bisogno della stampa ma delle piattaforme, unico modo per spegnere quelli come Corona. È il potere che cambia pelle, bellezza

    di Antonio Mancinelli

    Caso Signorini, vendita gruppo Gedi, Elkann non ha più bisogno della stampa ma delle piattaforme, unico modo per spegnere quelli come Corona. È il potere che cambia pelle, bellezza
  • BigMama dimagrisce e finalmente si può parlare di body positivity? Della sua musica, ancora no. Ma questa è una belvata che MOW rivendica

    di Grazia Sambruna

    BigMama dimagrisce e finalmente si può parlare di body positivity? Della sua musica, ancora no. Ma questa è una belvata che MOW rivendica

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Foto di:

Ansa

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

“Tacere è lucidità e eleganza morale”: Alfonso Signorini (non) rompe il silenzio e “ignora” così Fabrizio Corona. Mentre il Grande Fratello…

di Michele Larosa

“Tacere è lucidità e eleganza morale”: Alfonso Signorini (non) rompe il silenzio e “ignora” così Fabrizio Corona. Mentre il Grande Fratello…
Next Next

“Tacere è lucidità e eleganza morale”: Alfonso Signorini...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy