Siamo quasi a un mese dal video con cui Fabrizio Corona ha dato il via al MeToo italiano. Corona ho messo al centro della cronaca italiana Alfonso Signorini, attraverso le pesanti accuse dell'ex concorrente del Grande Fratello Antonio Medugno. Il conduttore avrebbe abusato delle propria posizione di potere al fine di instaurare relazioni di natura privata con gli aspiranti concorrenti, attraverso possibili favoritismi nella fase di casting, il tutto corredato da messaggi allusivi e foto esplicite. Corona ha paragonato il suo scoop al MeToo, lo scandalo sessuale scoppiato negli Stati Uniti a partire dal 2017 che ha spazzato via parte dell'industria cinematografica americana. Ora il caso Signorini potrebbe fare lo stesso con il mondo della televisione.
La fine del GF?
Le accuse, che hanno innescato un'indagine da parte della Procura di Milano, hanno portato Signorini ad autosospendersi da ogni rapporto di collaborazione con Mediaset. L'azienda capitanata dalla famiglia Berlusconi intanto ha ribadito di stare ponendo in atto tutte le verifiche atte a garantire il rispetto del Codice Etico e dei principi di correttezza, responsabilità e trasparenza. Ma allo stesso tempo ha predicato cautela, precisando che: "agirà con determinazione in tutte le sedi sulla base esclusiva di elementi oggettivi e fatti verificati per contrastare la diffusione di contenuti e ricostruzioni diffamatorie o calunniose".
Per il Codacons l'autosospensione però non basta. L'associazione ha definito la misura come “insufficiente”, dicendo che “occorre sospendere cautelativamente l'intera messa in onda della nuova edizione del Grande Fratello, fino a quando non saranno completamente chiariti i fatti e verificata la regolarità delle procedure di selezione dei concorrenti". L'associazione si è mossa con un esposto all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcm) e all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), oltre a una formale diffida inviata direttamente a Mediaset. Si configurerebbe secondo il Codacons una violazioni dei principi di trasparenza, correttezza e buona fede contrattuale previsti dalla normativa di settore, sarebbe perciò doversoso "inibire l'eventuale continuazione della condotta illecita" e sanzionare l'operatore coinvolto ai sensi dell'articolo 20 del Codice del Consumo.
La risposta di Signorini
Ora è arrivata la risposta del conduttore. Signorini fino ad oggi aveva scelto il silenzio, ha chiuso il proprio profilo Instagram. parlando solo attraverso la voce dei suoi avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello. I legali in una lettera ai colossi della stampa hanno parlato di : “Immagine irrimediabilmente deturpata dall’illecita, ripetuta, artefatta diffusione di conversazioni ed immagini attinenti la sfera privata più intima e personale”. Chiedendo così a Meta, YouTube, TikTok e Google la rimozione immediata dei contenuti diffusi da Fabrizio Corona e da “Falsissimo”, ritenendoli illeciti e lesivi della sua reputazione e della sua sfera privata. Curiosa richiesta da parte del direttore editoriale di un settimanale di gossip...
Nella giornata di ieri Signorini ha infine deciso di parlare, e lo ha fatto con un editoriale dal suo regno, Chi. Dopo essere stato sentito dalla procura il 7 gennaio sul nuovo numero del settimanale dice: “Care lettrici, cari lettori, c’è stato un tempo in cui il silenzio faceva paura. Oggi fa scandalo. In una società dove tutti parlano, commentano, urlano, spiegano, si giustificano, si assolvono e si condannano in tempo reale, il silenzio è diventato un atto sovversivo. Quasi una provocazione. Perché il silenzio, oggi, non è assenza: è una scelta”. Un elogio al silenzio, il suo, contro il chiasso mediatico che lo ha investito. "Like, share, titoli acchiappa-click, dichiarazioni “rubate”, smentite gridate più delle accuse. Tutto deve essere detto, subito. Tutto deve essere commentato, anche ciò che non è stato capito. Anche ciò che, forse, non meriterebbe nemmeno una parola. Eppure, in questo caos assordante, c’è qualcosa che spicca più di ogni grido: il silenzio. Quello vero. Non il silenzio dell’imbarazzo o della paura, ma il silenzio consapevole. Quello di chi sa che parlare non è sempre un dovere. E che tacere, a volte, è un gesto di lucidità, persino di eleganza morale. La capacità di fermarsi, di osservare, di capire se davvero vale la pena entrare nella mischia. E soprattutto: con chi. In un’epoca in cui la chiacchiera è diventata moneta corrente, il silenzio è tornato a essere un bene raro. Prezioso. Quasi lussuoso. È il lusso di chi non ha bisogno di spiegarsi sempre. Di chi non misura il proprio valore in decibel o in trending topic. Di chi sa che la verità non ha fretta, e soprattutto non ha bisogno di essere urlata per esistere. C’è un equivoco diffuso: si crede che il silenzio nasconda. In realtà, spesso, rivela. In fondo il vero atto rivoluzionario oggi non è parlare. È sapere quando e con chi farlo”.
Un silenzio rivelatore a quanto pare quello di Signorini. Cosa rivela non lo sappiamo, indifferenza? Fede nei propri mezzi? Fatto sta che il silenzio Alfonso Signorini ha deciso di romperlo, mentre ora è in dubbio lo stesso futuro del Grande Fratello, una delle trasmissioni più longeve della nostra televisione.