Eddie Brock è uno dei volti nuovi di questo Festival di Sanremo. Un nome a sorpresa, salito sul palco dell’Ariston dopo il successo clamoroso del suo brano “Non è mica te”, esploso in estate su TikTok. Una crescita virale, tra meme, clip romantiche che omaggiavano, tra gli altri, il ritorno di Allegri al Milan e nel campionato di Serie A, e raccontavano la nostalgia di momenti irripetibili e idoli del passato come Del Piero o Ronaldo il Fenomeno. Tanto calcio troviamo nelle ricerche su internet con il tag di questo brano brillante e orecchiabile, un po’ come la vita dell’autore che, fuori dal palcoscenico, è Edoardo Iaschi.
Un ragazzo di Roma, trentenne, cresciuto con il pallone ai piedi, il poster del suo idolo Francesco Totti in camera e il grande sogno della musica. Inseguito nonostante tutto, nonostante la vita ti presenti spesso un bivio di fronte al quale devi fare scelte, rinunce, sacrifici. Tutto è servito per arrivare fino a lassù, il palcoscenico più prestigioso d’Italia: il Festival di Sanremo.
Chissà quali sono i pensieri di Eddie oggi, quando, prima di dormire, ripercorre il suo passato, composto da lavori precari, corse sul motorino da rider con la lista delle consegne in tasca, squilli incessanti dei telefoni dei call center, il piano di appuntamenti giornalieri per la gestione delle case vacanze e notti insonni a scrivere canzoni. Perché questa è la vita di chi sogna in grande e vola alto, anche quando tutto intorno è normale. Come le domeniche al campo in seconda categoria con la maglia del Real Ponte Milvio. La dieci per sentirsi un po’ artisti anche del pallone e il pensiero che crea strofe come sforna assist alla Cassano. La sua qualità migliore. Ce lo ha raccontato Francesco Palazzini, allenatore del Real Ponte Milvio. Intercettato in questi giorni di grande agitazione per l’amico al centro di tutto.
“Edoardo è un artista in campo e nella vita. A lui piace dire che come caratteristiche tecniche assomiglia a Totti, ma io ci vedo più l’istinto alla Cassano”.
Spiegaci che giocatore è Eddie Brock.
“Un trequartista nostalgico che quando c’è da correre in allenamento trova sempre una scusa. Però con la palla al piede ci sa fare. Nel calcio moderno si può adattare al ruolo di falso nueve alla Totti con Spalletti o mezz’ala di qualità”.
Come avete saputo della sua partecipazione a Sanremo?
“Esattamente come lui. Sia io, sia il gruppo dei ragazzi, eravamo a conoscenza del brano Avvoltoi presentato per il Festival, ma la conferma è arrivata in diretta quando Carlo Conti al TG1 ha svelato la lista dei nomi dei cantanti in gara. E’ stata un’esplosione di gioia. La grandezza di Edoardo è la sua normalità. Nonostante il successo è rimasto uno di noi”.
Lo avete rivisto al campo in queste settimane?
“Un paio di settimane fa mi ha detto: mister se hai bisogno conta pure su di me. Un pazzo! Ovviamente gli ho comunicato che non lo avrei convocato per non correre il rischio di un infortunio. Lo stesso, quando ha potuto si è presentato al campo a seguire le partite”.
L'allenatore ha un ruolo importante nella vita di un ragazzo che gioca a calcio. Sono convinto che gli hai dato dei consigli prima della sua esibizione a Sanremo.
“Gli ho scritto un messaggio con testuali parole: Vivitela e vola alto. E’ un momento magico della sua vita, deve goderselo e trarne più benefici possibili. Ma, come mi ha sempre insegnato lui, deve volare alto. Pensare in grande. Ricordo quando pochi mesi fa lo accompagnai a un raduno con i fan al Pincio. C’erano cinquemila persone che cantavano la sua canzone. Si capiva che stava accadendo qualcosa di bello, ora deve prendersi tutto perché lo merita”.
C’è chi considera la partecipazione di Eddie a Sanremo quasi una casualità dovuta al successo di un brano grazie a TikTok.
“Anche lui ha confermato questa specie di connessione fortunata, ma Edoardo scrive canzoni da sempre e il suo talento finalmente è riconosciuto. Avvoltoi è un pezzo molto bello in cui è facile identificarsi, vediamo come sarà la classifica, ma mi auguro che la vera vittoria arriverà dopo il Festival di Sanremo”.