Dargen D'Amico non beve Aperol. Se non lo sapevate, sappiatelo. È incontenibile il cantante in gara a Sanremo con la canzone “Ai Ai” che in conferenza stampa è stato protagonista di un duro scontro con alcuni dei giornalisti presenti. Un botta e risposta acceso che ha trasformato uno dei rituali più ingessati della settimana sanremese in un piccolo caso mediatico. Dargen si è tolto alcuni sassolini dalla scarpa dopo qualche attacco subito. Sul piatto la bontà dell'informazione e la battaglia contro le fake news, diffuse con troppa leggerezza secondo l'artista. La discussione parte da un attacco frontale al Codacons. Il cantante ha risposto alle domande riguardanti un esposto all'Agcom presentato dall'associazione, la quale ha chiesto di “aprire una indagine e sanzionare l’artista”. Il motivo? Un fiore indossato dall'artista sul palco di Sanremo, una gerbera arancione che, secondo il Codacons, sarebbe una pubblicità del marchio Aperol. L'artista risponde: “Non c'era un logo, nessun brand, io non ho alcun contratto con Aperol. Tra parentesi non mi piace neanche, e state facendo pubblicità a un'azienda privata che sfrutta queste occasioni per trovare risalto”. E ancora: “Ho indossato un fiore, immagino che poi succederà questa cosa, che i fiori diventino proprietà privata delle aziende, non sapevo fosse già così. Mi dispiace se ho dato l'impressione di uno che beve quella bevanda perché non c'è cosa più distante da me”.
Ma il punto non è l'Aperol, è il metodo e Dargen ne ha per tutti. Il problema sarebbe il fact checking, i giornalisti avrebbero riportato l'esposto del Codacons senza verificare: “È il tuo lavoro no? Dire una cosa così fa perdere tempo a me e voi” e poi attacca anche l'Ansa. Il cantante cita il caso della foto “fake” dei due poliziotti sugli scontri di Torino: "Avete diffuso una foto taroccata senza verificare", poi una giornalista dell'agenzia seduta nelle prime file replica: "Per noi la Polizia di Stato è una fonte attendibile. Per te non lo è?". "Evidentemente no” chiosa il cantante.
Ansa, chiamata in causa, ha difeso il suo operato con una nota diffusa in rete: "L'Ansa ha trasmesso una foto da fonte ufficiale e attendibile, indicandone la provenienza. Poi, non appena è stato accertato che era invece 'alterata', ha pubblicato la notizia e correttamente ha cancellato l'immagine dalle sue piattaforme".
Uno scontro che quantomeno da un po' di brio a un Festival fino ad adesso molto piatto dal punto di vista polemico. Dargen D'Amico dal canto suo dimostra ancora una volta una grande attenzione verso la comunicazione, le sue dinamiche e alcune sue distorsioni. E in un contesto che cerca di addomesticare tutti si conferma, ancora una volta, ingovernabile.